Chiese storiche di Napoli

Nell’attuale sistema che dispone lo spazio occupato dalle chiese di Napoli si diffonde il culto per il teatro1

E nei luoghi lasciati aperti alle attività diversificate si svolge l’arte contemporanea moderna2, definendo con chiarezza gli immobili sacri sui confini della città conosildata e medievale contro l’assetto urbano moderno. La chiesa Donnaregina Vecchia infatti è oggi il Museo Madre ed il Donnaregina Nuova è il Museo Diocesano.


La Basilica di San Francesco di Paola a Piazza Plebiscito ha ospitato il Museo Borbonico. La chiesa del Pio Monte di Misericordia è oggi considerata la casa museo di Michelangelo Buonarroti e al monastero delle Clarisse di Santa Chiara, in ambienti un tempo luogo di clausura, convivono spazi allestiti per il Museo dell’Opera.

La chiesa di San Severo al Pendino, il Battistero di San Giovanni in Fonte sotto Santa Restituta al Duomo di Napoli e la Pinacoteca del Palazzo dei Girolomini, tracciano l’egregio sistema urbano prima greco e poi romano della città antica e le unità chiesastiche musealizzate.

Le chiese che un tempo erano palazzi come lo è la chiesa del Gesù Nuovo, ed i palazzi che un tempo furono chiese come ad esempio oggi è il Palazzo dei Veterani ai Quartieri Spagnoli chiudono il versante più ad est della città.


Storia dell’assetto urbano delle chiese a Napoli.

Pregnanti di significato storico e progettuale estratti dagli studi del mondo contemporaneo sono le presentazioni sortite sulle architetture cassinesi.

  • Queste furono le prime erette lungo le spiagge della Riviera di Chiaia ed il promontorio di Pizzofalcone, poi mutate in costruzioni benedettine di fondazioni gerosolimitane come lo è l’attuale chiesa di San Giovanni al Mare al Borgo degli Orefici. Ed un più ampio spazio è dato alla complessa area cimiteriale del Borgo dei Vergini, gli ipogei greci di San Gaudioso, e non ultime le catacombe di San Gennaro dei Poveri.  Secondo il Quaglia per massimizzare il benessere edilizio, ogni palazzo o chiesa in città alla sua base ci devono stare i negozi e laddove può esser possibile ai piani superiori va fatto largo uso del balcone, anche al costo di procurare brecce nel muro maestro per le preesistenze che dovessero scampare all’opera di sventramento3. Il partito delle masse piene, il palpito della pietra per dirla col Selvatico, dev’esser cambiato in nome del commercio; gli edifici, anche le chiese, in città non debbono esser più segno di potere consolidato, dei mausolei, luoghi di mistero, fortilizi, bensì devono essere areggiati, soleggiati, aperti agli scambi e alla socialità. Furono questi i presupposti da preferire al nuovo ordine della città riscritto secondo le grammatiche del decoro urbano che presentassero la città di Napoli molto simile alle grandi capitali europee, anche se a questo dovevasi rinunciare al chiostro del monastero di Sant’Agostino alla Zecca, capitato a disturbare l’asse del Rettifilo e per questo buttato giù, appresso alla cappella di Santa Maria della Purificazione facente parte del palazzo Coppola per l’apertura del Corso all’altezza di via Mezzocannone4, come tra l’altro venne raso al suolo il perimetro murario della chiesa della Misericordiella fuori porta San Gennaro per allineare via Foria a Piazza Cavour

Sono le chiese di Napoli a testimoniare anzitutto il mutamento continuo dell’assetto urbano.

Le stesse che ne hanno segnato l’inizio con la sequela dei fatti storici, tipo la congiura dei Baroni di Puglia contro Manfredi5, ad esempio.

  • E la tragica fine di Corradino di Svevia6 sepolto al Carmine Maggiore assieme alla differenza posta in essere tra il papato e tutti i discendenti di Federico II re di Germania, hanno privato Napoli di quel re nazionale, che il periodo svevo le aveva da sempre promesso, prima che questa cadesse in un regno di crudeltà ed estorsione continua. Tuttavia, sta proprio nelle gravi sciagure che hanno caratterizzato la storia del Meridione d’Italia la fioritura delle arti religiose e della “meglio architettura sacra”. A darne credito oggi è la storia di tre cuochi francesi che daranno vita alla chiesa di Sant’Eligio al Mercato7 ed un semplice falegname invece tirerà su la chiesa del Monacone Giglio Sacro8della Valle della Sanità9. E tra il Duecento ed il Seicento, in mezzo, Carlo I d’Angiò avvia i lavori della chiesa di San Lorenzo ai Tribunali, su disegno di Masuccio I napoletano, che all’epoca potè ben dirsi il Michelangelo dell’architettura italiana di quel secolo, medesimo autore dei disegni approntati pure per la chiesa della Maddalena che oggi si chiama chiesa di San Domenico Maggiore a Spaccanapoli e la chiesa di San Pietro Martire.


Spazio note

(1) Dottorato di Ricerca in Rilievo e Rappresentazione dell’Architettura e dell’Ambiente (XXII ciclo) Dottoranda: Valeria Cappellini Tutor prof. Arch. Massimiliano Campi Cotutor Prof. Arch. Juan Josè Fernandez Martin Coordinatore prof. Arch. Mariella Dell’Aquila in Il rilievo architettonico del Teatro San Carlo di Napoli. Metodologie e innovazione tecnologica per la restituzione e la documentazione dei beni monumentali eccellenti della città storica.
(2) L Catalano, F.S Di Cangiano Chiese, palazzi e Castelli di Napoli. dal Centro antico al centro storico. Luca Torre editore X-Press Napoli 1994 BNN SEZ NAP VII C 50
(3) [PP Qualgia, I palazzi sul Rettifilo a Napoli in L'Edilizia Moderna, fasc. IV, 1896, ed ancora: La nuova piazza Garibaldi a Napoli in Edilizia Moderna, fasc. IV 1894]
(4) [Giancarlo Alisio e Alfredo Buccaro Napoli Millenovecento. Dai catasti del XIX secolo ad oggi: la città. Il suburbio, le presenze architettoniche per la Electa Napoli del 2000 BNN SEZ. NAP. VII A 1613]
(5) *Historia del Regno di Napoli / Angelo Di Costanzo. - Ripr. anast. della ed. L'Aquila, Giuseppe Cacchio, 1582 / a cura di Walter Capezzali. - L'Aquila : Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, 2007. - 477 p. ; 33 cm. + 1 op. ((In custodia. Codice SBN NAP0407317
(6) Cronica di Giovanni Villani, lib. VII pagina 189
(7) Registro del 1269 trascritto dal Summonte, tom. III, pagina 76 a Napoli 1748; vedasi anche Engenio Caracciolo Napoli Sacra a pagina 437
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(9) *Santa Maria della Sanità di Napoli : storia, documenti, iscrizioni / Gioacchino Francesco D’Andrea. – Napoli : Convento S. Chiara, 1984. – 178 p., [10] c. di tav. : ill. ; 24 cm. ((In parte già pubbl. [[I Codice SBN CFI0053756 BNN SEZ NA.VII B 354. Anche: *Fra Nuvolo e Fra Azaria : nuovi dati biografici sui due artisti napoletani del cinque-seicento / Michele Miele. - [S.l. : s.n., 1987?]. – P. 153-205, 1 c. di tav. : ill. ; 23 cm. ((Estr. da: Archivium Fratum Praedicatorum n.56 (1986). Codice SBN NAP0357710 BNN VI B 3/33