Villa Italia a Piazza Canneto Napoli

E' la villa o anche il Palazzo Italia, ed appartiene alla diffusa pratica di lottizzazione degli spazi vuoti sulla collina del Vomero assediata in epoca fascista da architettura deco-razionalista ed è collocata nel tratto mediano di Via Giacinto Gigante chiudendo la base prospettica del fronte settentrionale di Piazza Canneto1.
Fu progettata e realizza nel 1934, poco prima che venisse aperta Via Battistello Caracciolo.

Migliorini ne dà una minuziosa descrizione riportata testualmente da un lavoro di studio condotto da Francesca Castanò sullo stato dei luoghi della Salute del 2001.

In esso si specifica che la Villa mostra un’architettura affatto differenziata dal contesto in cui nasce, ” … sin dalla pianta a tridente, inscritta in un diamante”, ed ovvero la capacità di organizzare un volume di fabbrica assai articolato senza perdere la complessiva compattezza dell’edificio.

  • Le facciate dell’immobile, i timpani, le balaustre e complessivamente quasi tutto l’ordine architettonico che termina con dei telamoni, nonché il bugnato rustico trasmettono molto della memoria di costruire come nel Novecento. Del moderno il complesso edilizio riporta lo svuotamento degli angoli con le balconate progettate con ringhiere futuriste per quell’epoca. Furono disegnate dall’architetto piene con al centro un vuoto per impreziosirne l’aspetto, ma altresì vennero prodotte invece in cemento armato, c’è scritto sul testo, con ” motivo barbarico” alla stessa maniera delle ringhiere che abbelliscono il palazzo Chiaromonte a Via Carducci. Il palazzo presenta un corpo centrale arretrato ed altri due corpi di fabbrica che seguono l’ampia curva poco profonda di Via Giacinto Gigante nel punto esatto in cui questa lascia Piazza Canneto e questa è una configurazione architettonica al pari di un espediente per risolvere, senza riuscirvi, tra l’altro, il mancato dialogo con le preesistenze del luogo, riuscendo solo nella valenza urbana dell’immobile. Infine, il quadro di insieme della villa-palazzo offre la visione di un blocco isolato aperto sul punto di connessione con la pianta antistante in un certo senso svuotata all’indomani dell’apertura di Via Battistello Caracciolo, con la determinazione di un vuoto che la stessa Villa Italia riesce tuttavia a contenere, e quindi riuscendo almeno nella speciale sensazione di dominio sullo scenario urbano.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Dal Centro antico ai Villaggi del Vomero e dell’Arenella attraverso la strada della Salute in Francesca Castanò, Napoli fuori le Mura. La Salute un paradiso perduto. Prefazione di Alfonso Gambardella, Luoghi e Palazzi è una collana dal medesimo curata Edizioni Scientifiche Italiane, 2001 1433406 ll testo è alla BNN Distribuzione 2002 B 1881