Chiesa San Potito Napoli

È la chiesa di San Potito, in via Salvatore Tommasi a Napoli1, con il suo lato destro allineato lungo via San Potito, in luogo di formare con il vicinissimo convento un’alta cortina uniforme e compatta.

Si trova all’apice dell’omonimo colle, quattro passi a nord della chiesa di San Giuseppe de’ Vecchi, tra le scomparse Fosse del Grano, le ultime propaggini del Borgo dell’Avvocata e Salvator Rosa.


Rientra nel variegato mondo delle chiese chiuse del centro storico della città, dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 1985, ed afferma la testimonianza storica del passaggio di quelle monache divenute famose per esser passate da Basiliane a Benedettine in una sola notte, e residenti nella storica sede fondata dal vescovo Severo nel IV secolo e ricordato poi come il palazzo Avellino all’Anticaglia dal 1615 in poi.

E fu proprio il 1615 l’anno di costruzione di questa chiesa annessa al monastero già costruito in forma dal medesimo architetto, Pietro De Marino oltre che per conto suo si ricorda poi una lunga fase di restauro terminata felicemente nel 1780 da Giovan Battista Broggia.

All’indomani delle Soppressioni del 1808 la chiesa seguì l’analogo destino di molte altre del suo circondario e le monache riparate altrove abbandonarono gli immobili lasciati in uso alle guarnigioni francesi.


Alla Restaurazione Borbonica chiesa e monastero furono assegnati alla Congrega degli Uffiziali di Banco.

Attraverso un cancello si accede da questo lato ad un cortile che precede con un scalinata all’ingresso in chiesa.

  • Quindi è da questo cortile che la chiesa prospetta la sua facciata originaria, che resta severa in pietra e mattoni. La sua impostazione geometrica, ancora fortemente improntata alla scuola del manierismo, di cui ne fu un seguace anche il De Marino, la separa in due ordini: il primo conduce ad un atrio molto profondo e sul quale poggia il coro delle monache, mentre al secondo ordine, una doppia coppia di paraste inquadra perfettamente tre finestre. L’interno della chiesa è a navata unica con tre cappelle per lato e ad esser percepito subito è il tracciato tardo settecentesco del Broggia, specie per il primo ordine alle pareti, assai classicheggiante e negli ornati in stucco e dipinti. Ma il vero capolavoro della chiesa è la zona absidale occupata da uno splendido altare del Settecento, ed alle pareti tre quadri. Al centro: San Potito mentre trafitto dal chiodo infuocato, fa provare lo stesso dolore all’imperatore Antonino, opera datata 1654 e firmata Nicolò De Simone. A destra: San Potito che abbatte un idolo, e a sinistra San Potito che salva Agnese, la figlia ossessa di Antonino, questa firmata Giacinto Diano porta data 1784. Alle cappelle laterali si segnalano altre opere di qualità: la prima cappella a destra una bellissima Madonna del Rosario dipinta tra il 1663 ed il 1665 da Luca Giordano e nella terza cappella sempre di destra un’Immacolata di Giacinto Diano, databile 1791. Mentre a sinistra nella prima cappella si conserva un Calvario, autore ignoto del Seicento; nella cappella appresso, una stupenda decorazione in stucco ritrae San Gaetano da Thiene, ed alle pareti della medesima cappella un gruppo di Angioletti sono databili presumibilmente anno 1880, allorquando anche questo spazio fu nuovamente ristrutturato come si evince anche dalla data incisa sul pavimento. Si ipotizza che lo stuccatore che abbia realizzato questo ambiente possa esser stato un certo D. Caponello, nome inscritto sul Libro della Regola, tenuto in mano da un angelo nel riquadro di sinistra. Nella terza cappella sempre di sinistra un quadro di Andrea Vaccaro ritrae La Vergine tra i Santi Antonio e Rocco ed in sacrestia si conservano i quadri di Pacecco De Rosa ed un altro è attribuito a Domenico Mondo. Per il primo il dipinto ritrae, La Vergine della Purità alla quale i Santi Antonio e Giuseppe presentano quattro confratelli, nella parte bassa del dipinto si vedono Anime del Purgatorio. Di Domenico Mondo, invece, La Vergine e Santi con Sacramenti ed ancora Anime del Purgatorio.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Napoli sacra : guida alle chiese della città 13° itinerario da pagina 780 a pagina 781 Coordinamento scientifico: Nicola Spinosa ; a cura di Gemma Cautela, Leonardo Di Mauro, Renato Ruotolo. - Napoli : Elio De Rosa. - v. ; 33 cm. ((In cop.: Soprintendenza per i beni artistici e storici. Codice SBN NAP0150544.