Chiesa dei Pazzi Napoli

È una delle chiese del centro storico di Napoli1, sita in via Salvator Rosa, zona Salute, quattro passi a sud dello storico vico Nocelle e per esteso essa è la chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi del Santissimo Sacramento.

Cominciò a chiamarsi così solo a partire dal 1673 per volere di Gaspare Roomer di Anversa, devotissimo a Santa Maria Maddalena della nobilissima e potentissima dinastia Pazzi a Firenze, in Toscana.


Desideroso di ottenere per sé il patronato dedicato alla mistica fiorentina, già all’epoca indiziata di appoggiare l’opera riformatrice di Girolamo Savonarola interrottasi alla sua morte, per l’occasione, c’è scritto sui testi antichi, la volta della navata dritta fu capace solo di tre ottangolari, e tutto il rimanente, o di archi o di cornici o di pilastri, fu stuccato e posto in oro con rosoni, fogliami e scherzi di puttini.

L’annesso monastero soppresso nel 1806, usato dai soldati francesi in comune con la chiesa di San Carlo all’Arena a Via Foria come magazzino per la paglia, fu nuovamente restituito all’uso di edificio di culto solo all’indomani della restaurazione borbonica del 1815. Fu restaurata l’ultima volta solo nel 1932 e da allora fu tutta quanta rivestita di marmo bianco di Carrara.


La chiesa affaccia direttamente sull’antica strada detta dell’Infrascata.

Perduti per sempre gli amabili affreschi di cui, qualcosa ci si può tristemente deliziare all’interno del palazzo attiguo costruito addosso all’antico monastero.


  • La chiesa affaccia direttamente sull’antica strada in salita detta dell’Infrascata, oggi via Salvator Rosa. Fino al 1927 il convento della Maddalena de’ Pazzi fu usato come ospedale militare. In linea d’aria la chiesa è parallela al Gesù e Maria di Pontecorvo, la quale, assieme alla chiesa della Cesarea, disposte in asse ai palazzi della famiglia Serra, conclude il perimetro d’area acquistato dalla nobildonna Giulia Nave, succeduta a donna Camilla Antinori nel 1642, prima, vera fondatrice della chiesa, colei che, altrimenti, la volle sacra al Santissimo Sacramento. Ed è infatti anche vero e noto che la chiesa inizialmente fu fatta costruire per ospitare suore dell’Ordine delle Carmelitane, le medesime indubbiamente, prestate alla clausura dalla vicinissima chiesa di San Giuseppe delle Scalze, ed invece poi insediata dalle Francescane del Monastero dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca, posto all’apice dei due colli adiacenti Salvator Rosa, Stella e Materdei. I lavori posti all’opera della mano del Beinaschi per quanto concerne l’attribuzione degli affreschi, gli interventi tra il 1750 ed il 1775 dell’Astarita, la consulenza niente di meno di Ferdinando Fuga tra il 1774 ed il 1780, e per finire il gioco delle architetture di Pompeo Schiantarelli intervenuto per suo conto tra il 1781 ed il 1793, trasformarono radicalmente l’impressione secentesca dell’immobile sacro, di cui oggi, a mala pena, resta solo il bel portale. Di Paolo Finoglio sull’altare maggiore è posta la tela che ritrae le Sante Maria Maddalena, la Penitente, e Maria Maddalena de’ Pazzi che adorano il Santissimo Sacramento.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Napoli sacra : guida alle chiese della città 13° itinerario da pagina 783 a pagina 784 Coordinamento scientifico: Nicola Spinosa ; a cura di Gemma Cautela, Leonardo Di Mauro, Renato Ruotolo. - Napoli : Elio De Rosa. - v. ; 33 cm. ((In cop.: Soprintendenza per i beni artistici e storici. Codice SBN NAP0150544.