Chiesa Santa Maria della Pace Napoli

E’ la chiesa di Santa Maria della Pace, lungo via Tribunali, a Napoli1, collocata sul confine fisico tra il quartiere San Lorenzo e la Vicaria Vecchia, con l’adiacente edificio che fino al 1974 fu sede di un ospedale e fino al 1995 ha ospitato uffici giudiziari in supporto a Castelcapuano e la Cappella del Monte dei Poveri.

Il nucleo originario dell’intero complesso risale al XV secolo, antichissima sede agnatizia di Sergianni Caracciolo, Gran Siniscalco del Regno, amante e consigliere della regina Giovanna.

Sergianni Caracciolo è noto fu ucciso una notte d’estate del 1432, sepolto in San Giovanni a Carbonara, con sepolcro omonimo che è un’opera d’arte, piazzato al centro della Cappella della Natività.

L’immobile fu poi acquistato nel 1587 dai frati Ospedalieri dell’Ordine di San Giovanni di Dio, detti Fatebenefratelli che lo attrezzarono ad ospedale. A partire dal 1599, con l’acquisizione di edifici confinanti, la proprietà crebbe in estensione ed i frati cominciarono a celebrare messa in una piccola chiesa dedicata a San Cristoforo.
I lavori per la costruzione di una nuova chiesa dedicata a Santa Maria della Pace2, cominciarono nel 1629 e furono diretti dall’architetto Pietro De Marino.


Di Gennaro Ragozzini sono le nicchie con cornici in marmo, collocate sotto la cupola.

La pianta interna è a navata unica, con tre cappelle per lato, transetto e abside rettangolare.

  • Di particolare interesse risultano le decorazioni in stucco realizzata secondo le nuove tendenze rococò da Pietro Buonocore su disegni di Nicola Tagliacozzi Canale, risalenti ai lavori di restauro cominciati dopo il terremoto del 17382bis e terminati nel 1742. Nella volta della navata è presente un grande affresco di Michele Foschini, raffigurante l’Elemosina di San Giovanni di Dio, databile intorno al 1738. Di notevole qualità sono anche le coppie di angeli reggenti lo stemma dell’ordine ospedaliero, poste nei peducci della cupola, attribuiti a Domenico Antonio Vaccaro. Sicuramente del Vaccaro sono, invece, i due altari in marmo delle cappelle del transetto, eseguiti nel 1717. Di Gennaro Ragozzini sono le nicchie con cornici in marmo, collocate sotto la cupola, che ospitano le statue in marmo realizzate nel 1699, raffiguranti i Santi Anna, Giuseppe, Giovanni Battista e Giovanni di Dio, dell’artista Agostino Felici. Sul lato sinistro della chiesa si apre un portale a tutto sesto, databile intorno ai primi anni del XV secolo, appartenuto al Palazzo Caracciolo, che dà accesso ai chiostri dell’ospedale e del convento: dal primo, seicentesco, si passa al secondo chiostro, costruito nella seconda metà del XVIII secolo, che ha come particolarità quella di presentare il piano ad un livello inferiore a quello dell’ambulacro che gira sotto il suo porticato. Nel passaggio tra i due chiostri è collocata una iscrizione che dice: DIO M’ARASSA/DA INVIDIA CANINA/DA MALI VICINI, ET/DA BUGIA D’HOMO DA BENE. Dalla scala dell’androne dell’ingresso si accede al grande salone del primo piano, dipinto con un ciclo di affreschi di Giacinto Diano ritraenti Storie di Giovanni di Dio, laddove, fino agli anni Settanta del Novecento, erano collocati i letti per i degenti.


Spazio note

(1) Per i versi in epigrafe: il proprietario della casa su cui la lapide era apposta fu condannato a morte per un omicidio non commesso, ma tuttavia, condannato in forza dell'accusa esistente di falsi testimoni. Egli lasciò, quindi, erede l’Ospedale a patto che una scritta ricordasse appunto questa sua vicenda.
(1bis) Napoli sacra : guida alle chiese della città / coordinamento scientifico: Nicola Spinosa ; a cura di Gemma Cautela, Leonardo Di Mauro, Renato Ruotolo. - Napoli : Elio De Rosa. - v. ; 33 cm. ((In cop.: Soprintendenza per i beni artistici e storici. Codice SBN NAP0150544
(2) Dell’Ospedale oggi non resta che il portale gotico con la caratteristica strombatura, attribuito dal De Domenici ad Andrea Ciccione. B. De Dominici Vite de’ pittori , scultori e di architetti napoletani, Napoli 1742-43, in seguito tutto l’edificio con cappella dedicata all’Assunta, fu denominato Della Pace, perché condotto a termine nel 1659, anno in cui, fu sancita la pace tra Luigi XIII di Francia, e Filippo IV di Spagna. Nota 63 a pagina 32 di: Luciana di Lernia, Vittorio Barrella Castel Capuano. Memoria storica di un monumento. Da fortilizio a Tribunale. Prefazione di Giancarlo Alisio, Edizioni Scientifiche Italiane, Novembre 1993
(2bis) Gli affreschi restano parzialmente distrutti a causa delle infiltrazioni d’acqua verificatesi durante il lungo periodo di abbandono in cui versò la chiesa negli anni del turbolento Novecento.