Palazzo Giovine di Girasole Napoli

È il palazzo noto per esser stato da sempre sede dell’Ente Autonomo Volturno a Via Cisterna dell’Olio a Napoli1, a partire dagli anni del Commissariato fascista di Michele Castelli e di Pietro Baratono.

Si tratta di uno dei primi esempi nella città realizzata di ricostruzione di una struttura in materiale misto, tra i quali spicca più di tutti il cemento armato. Sta stretto negli insediamenti immobiliari della zona anticamente detta della Quercia o anche bazar della Quercia.

In effetti l'immobile si trova fondato entro i limiti del comparto urbano di San Lorenzo sotto Pontecorvo, più propriamente ricadente nell’insula dello Spirito Santo a Via Toledo, occupante la zona orientale del vicolo laddove trovano posto nella zona interrata le multisale del cinema Modernissimo.

Un fabbricato quindi già visibile nella piante del Lafrery che è del ‘500, poi ripreso da angolazioni più opportune del 1733 quando ancora era proprietà del Monte dei Poveri Vergognosi e concesso poi in censo al Vespasiano Giovine, duca di Girasole, che per conto suo e dei suoi diretti discendenti lo possiederà per intero fino al 1818.


Sotto di sè fu costruita la prima sala cinematografica di Napoli, 26 posti a sedere.

Un apprezzo del 1817, firmato dagli architetti Chiarella, Pellegrino e Pecoraro descrisse una situazione contestuale molto simile a quella già disegnata sulla mappa Carafa del 1775.

  • Un androne che apre ad un cortile con tre luci sul fondo, ed una scala sulla sua sinistra lo separava da un cortile posteriore con ingresso dal lato del vico della Quercia. Questa perizia fu disposta per pianificare il rientro dei crediti sommati dal proprietario dell’immobile che lo concesse alla Casa degli Incurabili, a Caponapoli. Sulla pianta dello Schiavoni del 1880, si vede il bazar della Quercia, nell’omonimo vicolo, con copertura in ferro e vetro; una sorta di mercatino al coperto che verrà dismesso e lo spazio vacante assorbito dall’Ente Autonomo Voltuno. Quest’ultimo a sua volta poi, per adattarlo alle necessità aziendali, incaricherà l’ingegnere tedesco organico al Genio Civile, Rodolfo Shoelcker, editando alla fine uno spazio funzionale ed una facciata su questo fronte più consona alla destinazione d’suo dell’immobile. I lavori di riqualificazione urbanistica del settore si svolgeranno su spazio stratificato e di confine, su di un lotto di terra assai irregolare. Si ha notizia all’incirca nel 1870, sia stato fabbricato sul posto una postazione termale artificiale di proprietà di un certo monsignor Degni, il quale ancora lui, nel 1914, assieme alle spese fatte dal Comune di Napoli, partecipa alla ristrutturazione dell’annesso bazar per infiltrazioni d’acqua. I bagni, furono sostituiti nel 1921, nella parte interrata laddove venne installata una prima sala cinematografica per soli 26 posti a sedere. Nel 1959 l’architetto Perna lo ristruttura nuovamente, e nel 1994, gli architetti Antonio Costa e Giancarlo Scognamiglio lo trasformeranno in una modernissima struttura multisala, con quattro sale di diversa capienza, due a livello di quota della strada pubblica e due nel sottosuolo cavo.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: [1]: *Centro antico / Italo Ferraro. - Napoli : Clean, 2002. - LXX, 599 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 8884970822