Villa Teresa a Portici

E’ una delle ville vesuviane del Miglio d’Oro sul ciglio della costa di Napoli1, precisamente al numero civico 196 del Corso Garibaldi del Comune di Portici.
Sul portone, fino al 1959 una targa la indicava col nome di villa Teresa, e sopra la chiave del portone, ancora fino a quella data, il cognome Cuocolo, gli ultimi proprietari ad averla posseduta senza incanto di sorta, quando l’immobile non era ancora stato frammezzato in diversi appartamenti dati poi in fitto.


Fu costruita nel 1750 da Orazio Criscuolo, suggestivamente riconoscibile sulla pianta Carafa per la caratteristica forma circolare del cortile.

Dell’impianto originario oggi sopravvive solo il bell’androne ellittico, impreziosito da lesene e due nicchie con busti. La volta dell’androne è decorata da fasce.

Ancora sotto l’androne si presenta l’invito della scala di ingresso agli ambienti nobili con copertura a cupoletta, e in posizione opposto, disposta simmetricamente la cappella di famiglia. Della fabbrica ciò che maggiormente conta di più è il gioco architettonico degli archi sulle colonne e sulle mensole, ed il motivo dell’esedra che offre la visuale sul giardino ad un livello di quota più alto, oltre il quale, in lontananza spicca la gran mole del Vesuvio stagliato all’orizzonte. 


La villa lonata dalla Regia Strada ”… per centoventi palmi di lunghezza”.

Nello strumento notarile del 24 settembre del 1808, si legge che, il marchese di Pietramelara, don Giovanni di Palma, figlio di Filippo di Palma.

  • Che a suo tempo ebbe ereditato i beni enfiteutici dal regio consigliere di Corte, don Onofrio di Palma, cedette alla data luglio 1748, innanzi al notaio Francesco Saverio Veniero le terre ereditate a Caterina Cimino. E che le lasciarono l’immobile allo stato dei fatti lontano dalla Regia Strada ”… per centoventi palmi di lunghezza”, nel luogo detto della Pietrabianca, ed ovvero nella medesima zona rettilinea dove, troveranno posto qualche generazione dopo, le ville Meola, Menna, Lauro di Lancelotti ed il Palazzo Buono al Corso Garibaldi nel medesimo Comune. Tuttavia, tra gli incarti del catasto, emerge che l’immobile fu posseduto varie volte da famiglie ogni volta di diverso cognome ed ogni volta di diversa estrazione sociale; don Orazio Criscuolo, uno dei primi a possederla e migliorarla, vi edificherà un casino ed un giardino e da lui poi, passata la proprietà a don Romualdo de Leva, da quest’ultimo, per mano del notaio Zeno, la villa sarà degli eredi del Cavalier Abenante; ed ancora: il 28 settmebre del 1824 venduta alla famiglia Marincola.


Spazio note

(1) Ville vesuviane del Settecento / Roberto Pane ... [et al.]. - Napoli : Edizioni scientifiche italiane, stampa 1959. - 345 p. : ill. ; 26 cm. Codice SBN NAP0071721 Collana Collana di storia dell'architettura, ambiente, urbanistica, arti figurative Istituto di storia dell'architettura, Universita degli Studi di Napoli Federico II, BNN Sez. Nap., VI A 1299/41 PAGG 136-138