Ex palazzo di Guardiamarina a Portici

È il palazzo del Catasto a Napoli1, che, più di tutti quanti gli altri palazzi presenti nel circondario del Miglio d'Oro, ha rischiato di essere assorbito dal fiume di lava dell’eruzione del Vesuvio datata 1631, così come lo ricordavano due lapidi oggi scomparse, ed un tempo affisse all’ingresso della villa.

Le due lapidi, furono dettate da padre G.B.Orso dei Lierano, medesimo autore, si dice, dell’Epitaffio di Portici.


Si trova precisamente al numero civico 146 del corso Garibaldi di Portici, visibile nella pianta del duca di Noia, segnato come il quartiere del Battaglione Real Ferdinando.

Fu costruito al principio del XVI secolo, da Maria Bermudes de Castro, che lo volle sede provinciale dei Gesuiti di Napoli. Fu così fino all’espulsione degli Ordini religiosi del 1767, e da allora, divenne sede borbonica di Guardiamarina, fondato dall’ammiraglio Acton e dal plenipotenziario ministro del regno Bernardo Tanucci, all’epoca in lotta per cacciar via dalla capitale anche il principe di Sansevero, Raimondo di Sangro. Di quest’antico istituto oggi restano solo appena un corridoio con gli stipiti in piperno all’ingresso delle celle. La vicinissima chiesa di Santa Maria di Monserrato, fu in un secondo momento dedicata a Sant’Ignazio da Loyola, santo, fondatore degli stessi Gesuiti. Dopo aver ospitato guardie e dopo esser stata anche una fabbrica di nastri, nel 1929 fu adattata a Catasto, mentre la chiesa cambiò nome per la terza ed ultima volta in: chiesa di San Luigi; si presenta con facciata semplice, neoclassica, quattro coppie di lesene joniche su una base di piperno.


Spazio note

(1) Ville vesuviane del Settecento / Roberto Pane ... [et al.]. - Napoli : Edizioni scientifiche italiane, stampa 1959. - 345 p. : ill. ; 26 cm. Codice SBN NAP0071721 Collana Collana di storia dell'architettura, ambiente, urbanistica, arti figurative Istituto di storia dell'architettura, Universita degli Studi di Napoli Federico II, BNN Sez. Nap., VI A 1299/41 PAG 138