Fondazione di Castel Capuano Napoli

La scelta di fondare la base per la futura costruzione di Castel Capuano nel luogo detto della Vicaria Vecchia a Napoli1 mezo dentro la città et mezzo fora2, a ridosso dell’antica necropoli3 tra le aree urbanizzate della Duchesca lato mare, le chiese di Santa Caterina a Formiello e Sant’Anna a Porta Capuana nella direzione della zona orientale, ed infine San Giovanni a Carbonara lato monte, fu certamente condizionata da problemi legati alla difesa del nucleo più antico della città, sia in epoca sveva e normanna, sia in epoca angioina

Ed in particolar modo al tempo di re Roberto il Saggio, epoca in cui Castel Capuano concluse di fatto la stratificazione storica di tutta l’attuale zona di Napoli occupata dal complesso immobiliare antico del centro storico dichiarato UNESCO, con ancora diventato il varco d’ingresso principale lasciato aperto sul decumano maggiore da via Concezio Muzy.

Tuttavia, la sua fondazione trova riscontro anche nelle ipotesi che potesse servire, il castello medesimo, come sede amministrativa centrale dello stato normanno nonché punto di raccordo di una notevole rete di comunicazioni viarie offerte dalla primitiva orografia del sito, afflitta dallo scorrere delle acque, provenienti dalle falde di Capodimonte fino alla costa del litorale, laddove ancora può ammirarsi l’ultima vestigia della direttrice di penetrazione costiera: il Ponte della Maddalena4.


Gli elementi romanici nelle architetture dello Stato normanno.

Ordinatamente spaziosa e senz’alberi5, la zona dove sorgerà Castelcapuano è ricordata per esser stata vasto campo di acquartieramento per le truppe di Annibale nel 216 a.C., che qui si attestava per porre agguati contro i napoletani costretti a sortire6.

  • Benedetto Croce rammenta il castello come frutto dello sperimentalismo connesso agli eventi bellici ed al sincretismo culturale normanno, per cui, esso, si legge scritto sul documento di Giancarlo Alisio, introduce elementi romanici nelle architetture dello Stato, che qui a Napoli sono recepiti dalla cultura locale. G. Garrucci, invece, professore merito di architettura civile nel 1871, sulla base di nuova documentazione acquisita, farebbe risalire la fondazione di Castel Capuano all’epoca di Re Ruggiero il Normanno, per mano di un tale scultore napoletano, detto Buono, poi trasferitosi quest’ultimo alla corte veneziana alla sopraggiungere della morte di re Ruggiero, in virtù della quale, si interruppero i lavori di costruzione del castello fermo al piano terra, con una porzione del peristilio e delle scale. In seguito, all’avvento di Guglielmo II, ripresero i lavori di interramento di un fossato tutt’introno, con ponte elevatoio ed una torre di vedetta, a guardia delle paludi7.


Spazio note

(1) Luciana di Lernia, Vittorio Barrella Castel Capuano. Memoria storica di un monumento. Da fortilizio a Tribunale. Prefazione di Giancarlo Alisio, Edizioni Scientifiche Italiane, Novembre 1993
(2) "Discorso dottissimo del Magnifico Ms Pierro Antonio de’ Lechtiero cittadino ed Tabulario Napolitano circa l’antica pianta et ampliatione della città di Nap: et de l’itinerario dell’acqua … " manoscritto del 1560 in G.B. Bolvito Volumen variarum rerum, manoscritto del XVI secolo. BNN fondo San Martino 442 e citato da Mario Napoli La città in Storia di Napoli, II Napoli 1969, pagina 774
(3) Mario Napoli, Napoli greco romana, Napoli 1959, pp. 472-474. Verso la metà dell’Ottocento si segnalarono in questa zona poco oltre il varco a sud di via Tribunali ritrovamenti dell’antica Nepolis. In G. Minervini, Nuove scoperte napoletane. Sepolcreto romano, in BullArchNap. VII 1859.
(4) La zona dove sorge oggi il castello è antichissima, ed al di là del costruito, tardamente nella sua storia, fu segnata dai confini fisici originantisi da piazza Mercato fino al ciglio delle colline. Cfr., Cesare De Seta, Storia della città di Napoli dalle origini al Settecento, Roma-Bari 1973, pagina 89
(5) Mario Napoli, Napoli greco-romana, Napoli 1959, pagina 766
(6) G. Porcaro, Le Porte di Napoli, Napoli 1970, pagina 32
(7) Ad ogni modo è difficile assicurare chiarezza storica circa la fondazione del castello primo per la carenza dei documenti relativi alle epoche normanne e sveve ed in secondo, proprio perché in questi anni di regno, tra Normanni e Svevi, la produzione cronachistica di Amato da Montecassino, Malaterra, Guglielmo di Puglia, Ugo Falcando, Alessandro Telese, Pietro Anzolino da Eboli raccontano fatti ed episodi legati ai protagonisti, trascurando perfettamente il contesto in cui queste vicende accadono, e più spesso, come per la Cronaca di Partenope, la ricostruzione storica è rapsodica, presa, cioè, pezzo dopo pezzo da documenti ancor più antichi ed ancor più incerti, nonché da fonti leggendarie di chiaro stampo virgiliano ed infine e non ultimo dalla rielaborazione di per sé già abbastanza letteraria del Chronicon di Santa Maria del Principio. G. Garrucci Il Castel Capuano e le sue storiche vicende, Napoli 1871, tale attribuzione si trova anche nelle note del Chiarini aggiunte in C.Celano, Notizie del Bello, dell’Antico e del Curioso della città di Napoli, Napoli, 1865-1860, vol. II pagina 378, oltre che in: F. Baldinucci Notizie dei professori del disegno da Cimabue in qua, Firenze, 1861, cfr. A. Venditti Urbanistica e architettura angioina, in Storia di Napoli, III vol. pagina 846. Cfr., N. Cilento, La Cutura agli inizi dello Studio in Storia di Napoli, volume II, pagg. 608-610