Veduta di Posillipo dalla Chiesa Sant’Antonio Napoli

È un olio su tela1, con firma in basso a destra del dipinto, Domenico Ammirato, 1864, data storica per la terza Esposizione Promotrice di Belle Arti dalla quale verrà estratto a carattere rappresentativo anche l’olio su tela di Raimondo Simonetti, dal titolo quanto mai insolito: ”La vittima della società ed il figlio della sventura”.

Dell’Ammirato la sua data di nascita resta a tutt’oggi incerta, si precisa sul dizionario del Comanducci nato il 18 marzo del 1833, dal quale si scoprirà anche d’esser stato uno degli allievi di Smargiassi.

Diverrà pressocchè famoso per le vedute del golfo di Napoli caratterizzate da didascalie ricorrenti le vedute dai Borghi di Villanova, il Chiatamone, la Villa Nazionale, oggi Villa Comunale; una del 1859, a cui egli darà nome di Veduta del tempio di Venere a Baia, verrà presentata alla Prima Esposizione Promotrice delle Belle Arti assieme ad un altro dipinto intitolato: ”Un Paesaggio, Tramonto di Sole”. Documentata, più certa, la sua attività nella città di Napoli dal 1848 al 1891, si presenterà alla data del 1848 alla Mostra Biennale col suo dipinto intitolato: ”Posillipo e Mergellina dalla via Crucis di Santa Maria in Portico”, col quale, riuscirà a consacrare il proprio personaggio, di ”alunno quindicenne del Real Istituto di Belle Arti”.



Questo suo dipinto appartiene alla vasta acquisizione di titoli periferici di intenso carattere paesistico.

  • Fu realizzato secondo l'operata dalla Provincia di Napoli dopo l’Unità d’Italia, nell’intento di proseguire l’arricchimento della Quadreria del primo piano nobile del Palazzo della Prefettura a piazza Plebiscito, già avviata operosamente anche dopo la fine del Regno borbonico. È un’opera a carattere eccezionale, equilibrata la stesura della composizione nel suo insieme, che riesce, nonostante le frequenti note artistiche di squisita fattura palizziana, ad aderire all’impianto veduti stico di tipo posillipiano. Dal catalogo delle opere messe a rassegna durante le biennali borboniche, si evince che, l’artista Ammirato si sia spesso ispirato alla corrente tradizione partenopea della prima metà del secolo. E nel 1851, meritando la critica favorevole del Cavalier Bozzelli col dipinto: ”Veduta di Napoli dall’Alto di Capodimonte”, riuscirà a trascinare nella fortunata condotta magistrale anche gli allievi del Real Istituto d’Arte Giuseppe Amicone e Peppe Castiglione.


Spazio note

(1) Olio su tela cm 71x104 D. Ammirato in basso a destra
(2) Contributi: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio in Il Palazzo della Prefettura introduzione di Agatino Neri. Sergio Civita Editore Officine Grafiche Peerson Napoli 1989. A pagina 80