Chiesa Sant’Antonio alle Grazie Barra Napoli
È la chiesa della Madonna delle Grazie, la terza tra le chiese serrate sul Corso Sirena, nel quartiere residenziale di Barra a Napoli1, meglio nota con titolo di chiesa di Sant’Antonio alle Grazie.È afferente il circuito delle chiese napoletane annesse ai conventi dell’ultima riforma minoritica, oggi di proprietà dell’Ordine dei Frati Minori Convenutali della Provincia2 e tuttavia la sua fondazione, risalente al 1585, ad opera di Gerolamo De Fazio, è colloca nel pieno della storia della riforma dell’Ordine dei Domenicani della Sanità.
Questa poi, è giunta fin’oltre le paludi napoletane ad appropriarsi delle terre abbandonate dai Benedettini della Serra Monachesca d’Abruzzo poi trasferitasi al monastero di San Benedetto dell’Arco Mirelli a Chiaia.
Quanto è vero anche che sulla strada per Ponticelli, in loco ubi dicitur “abbeveratoio” è esistita una cappella fondata da Dionisio Lazzari, non escluso, negli anni in cui, il maestro stesse ponendo a termine il pulpito presso la cappella San Nicola alla chiesa del Monacone nel rione dei Domenicani appartenenti alla Congregazione del Santissimo Rosario.
Il modellato molle e graduale degli stucchi della Madonna delle Grazie a Barra.
La cappella di cui si fa menzione, sacra al Santo Spirito e Sant’Antonio, fu patronata per moltissimo tempo dai ”De Franco”.
- Dalla metà dell’Ottocento in poi è stata lasciata in totale stato di abbandono. La chiesa della Madonna delle Grazie mostra la facciata stile rococò ed una finestra rettangolare, sovrasta il portale in piperno, esponendo, incorniciata da un timpano spezzato, il bassorilievo della Vergine tra i Cherubini. Il ”… gioco dei cartocci, il modellato molle e graduale degli stucchi, che si estendono tutt’intorno alla finestra, fanno dell’insieme, un episodio tra i più degni di nota per il chiaroscuro degli ornati liberamente disposti a costituire un addobbo superficiale”. Al suo interno, riposto in sacrestia, un olio su tavola, ritraente Madonna tra i Santi Pietro e Paolo, fine Cinquecento, autografato G. B. Vela, un tempo sul soffitto della chiesa, fu sostituito da un affresco operato da autore ignoto ed in condizioni di pura opportunità. Mentre, sul pavimento, tre pezzi marmo, disposti l’uno dietro l’altro, indicano la data 1642 e la parola Universitas, e sul fianco del battistero elevato solo nel 1697, si vede, scolpita, una sirena bicauda con stemma sormontato dalla corona ducale.
Spazio note
(1) Ville Vesuviane del ‘700 di Roberto Pane, Giancarlo Alisio, Paolo Di Monda, Lucio Santoro e Arnaldo Venditti. Edizioni scientifiche italiane. Università degli Studi di Napoli Federico II, Istituto della storia dell’architettura. Dal corso di Storia dell’Architettura e di Restauro dei Monumenti. BNN SEZ NAP VI A 1299(2) Apri la scheda del Convento di Sant'Antonio a Barra Napoli
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