Chiesa Santa Maria del Pianto Napoli

È la chiesa di Santa Maria del Pianto1, progettata da Francesco Antonio Picchiatti ed eretta nel 1657 sulla collina cimiteriale di Napoli, con gli esterni dalle inquietanti forme di una massa eterogenea, attintata giallo tufo napoletano.

Sotto il tetto a falde della chiesa furono nascoste le capriate in cemento armato, installate secondo le configurazioni invasive adottate per il quaranta per cento delle chiese di Napoli in seguito al terremoto del 23 novembre 1980. L’andamento in verticale del prospetto è terminato da un frontone triangolare accompagnato dalle due lanterne.

Le sue fondamenta affondano nei perimetri sommersi delle grotte nelle quali presero posto i morti appestati del 1528 e del 1656, diversamente, l’ipogeo sacro è accessibile da una stretta rampa di scale da una delle quattro navate, e si presenta con loculi a parete.
L’interno della chiesa, con pavimento maiolicato policromo d’epoca, a differenza del suo aspetto esteriore è uno spazio aulico, simmetrizzato, plano volumetrico secondo lo schema della croce greca inserita in un volume caratterizzato dal transetto pseudocubico.

E’ visibile per la prima volta sulla pianta topografica di Giovanni Federico Pesche, che la completa nel 1685, dedicandola, la carta topografica, al vicerè e capitano del Regno, Gaspare di Aro, Marchese del Carpio, collocando perfettamente questa chiesa al numero, 44 sulla mappa, disegnandola sola sul colle del vasto territorio ai limiti dell’Ager Campus.


Storia maledetta del monte di Lotrecco e la chiesa di Santa Maria del Pianto.

La chiesa apparve la prima volta di fatto in quel secolo ed in quella zona e fu terminata, sempre rispettando la data dell’incisione, con affaccio sulle paludi napoletane, al di qua delle quali, s’intravede il Ponte della Maddalena, il Lungomare, San Giovanni a Carbonara e Santa Caterina a Formiello presso il Borgo Sant’Antonio Abate.

  • Un complesso architettonico sacro costruito nell’ambito del dominio secentesco della zona orientale della città relativamente agli spazi sottratti all’edilizia di rango per arricchire la Villa di Poggioreale, addensata poi, in più date storiche, da manufatti funebri e sepolcreti di varia specie, che hanno dato origine nel corso dei secoli alla costruzione del Cimitero dei Colerici, il Cimitero delle 366 fosse, il Monumentale, il Cimitero di Santa Maria della Pietà, il Grande Ipogeo Comunale, l’Israelitico vecchio e nuovo, tutti rappresentativi oggi del sistema dei Cimiteri di Napoli. La chiesa sorge imponente e maestosa, spiccata in un verticalismo accentuato dalle due lanterne laterali alla facciata sul portale d’ingresso, e, nonostante sia stata costruita per volere regio, tuttavia la scelta di collocarla in un territorio ad orografia accidentata, difficilmente accessibile fece al caso di ricordare alle posterità un tragico evento capitato 130 anni prima della costruzione di quest’edificio. Nel 1528, per ordine di Francesco I, tremendamente osteggiato da Carlo V nell’ambito del controllo del territorio sul meridione d’Italia, l’esercito di Francia, con a capo Odet de Foix, assedia la città napoletana. Più agguerrita che mai, questa prova a resistergli e per un certo verso pure riesce nell’obiettivo. La decisione del comandante francese fu di sabotare il sistema delle condutture per l’approvvigionamento cittadino d’acqua col proposito di decimare i guerriglieri oppositori, causò un diffondersi immediato del morbo della peste motivo principale dello sterminio di assediati e di assedianti. Il comandate De Foix, conte di Lautrec, ispiratore dello stratagemma di impedire la fornitura d’acqua agli assediati, fu il primo a trovare morte, morte di peste, epilogo di una carriera militare eseguita con spirito sanguinario; fu poi sepolto assieme a tutti gli altri appestati assediati messi a stare insieme agli assedianti, nella cava della collina, detta degli Sportiglioni. L’episodio ebbe come prima conseguenza la naturale l’attribuzione del sito della sepoltura al comandante De Foix, meglio conosciuto dai napoletani come il comandante Lotrecco, e quindi oggi detto Monte Lotrecco; altra conseguenza fu quella di perseguire il proposito di continuare ad utilizzare pezzi sempre più vasti di questa parte del monte e della città per le sepolture, cosa che avverrà di fatto, proprio a partire dalla scoperta della vicinissima Cava greca, utilizzata per ospitare gli appestati del 1656.

Prova descrittiva della chiesa di Santa Maria del Pianto.

La chiesa di presenta a croce greca, inserita in un corpo di fabbrica medesimamente irregolare per contenerne la casa del parroco, la sacrestia e le cappelle comunicanti tra loro.

  • L’invaso sacro è dato da uno spazio centrale con quattro bracci, quello meridionale è stato destinato a configurarne l’ingresso, sormontato da un coro in legno, mentre gli altri tre accolgono sul fondo tre altari sormontati sulle ancone. L’altare maggiore fu impreziosito dalla presenza sul posto fino a tutto l’Ottocento di un dipinto di Andrea Vaccaro ritraente la Misericordia, diversamente, appartennero al patrimonio artistico di Luca Giordano i dipinti della crociera. Alcuni dei quali ricordano il patronato votivo del conte di Peñoranda all’Ordine delle Carmelitane di San Giuseppe a Pontecorvo. Venne ampiamente restaurata nel 1865, e da quella data “… presenta sul prospetto anteriore un sistema decorativo tripartito, una fascia centrale su cui insiste il portale d’ingresso sormontato da un frontone semicircolare, sul quale, a sua volta, grava un alto finestrone protetto da una balaustra con colonnine”. Una coppia di paraste d’ordine ionico separano il fronte al piano terra del portale d’ingresso ai lati della qual separazione, ”… sono visibili due semplici superfici abitate da strette feritoie e delimitate nelle direzioni laterali da ricorsi verticali bugnati”. 


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Paolo Giordano, Il disegno dell’architettura funebre a Napoli, Poggioreale, il Cimitero delle 366 Fosse ed il Sepolcreto dei Colerici, Alinea editrice, stampato a Firenze nel dicembre del 2006 ISBN 88-8125-922-2, BNN SEZ NAP VII A 178