Zingari a Santa Lucia di Napoli di Vittozzi

Zingari a Santa Lucia è un olio su tela1 di Francesco Vittozzi, operativo soprattutto a Napoli2 tra il 1826 ed il 1863.  

Il quadro col bollino rosso e matricola 355 è entrato a far parte della collezione della Real Foresteria, oggi il palazzo della Prefettura a piazza Plebiscito, già dopo l’esposizione della Biennale borbonica del 1837, quando, il medesimo dipinto venne presentato col titolo: “Alcuni zingari in mezzo alla piazza Santa Lucia osservati da diversi circostanti”.


Francesco Vittozzi, rimasto pressocchè solo un alunno dell’Accademia di Belle Arti, è il vincitore della medaglia d’argento di terza classe, esposizione del 1833, con una copia del Raffaello ritraente una Madonna con Bambino. 

Fu pure vincitore di una medaglia sempre d’argento, ma di seconda classe, esposizione del 1835 con l’opera Ritratto virile a mezzo busto.


La pittura come necessità di raccontare fedelmente la vita di tutti i giorni.

L’artista Vittozzi, un perfetto sconosciuto agli storici dell’arte, ripropone un genere di pittura già collaudato per i formati più piccoli.

  • Quelli cioè rappresentativi di una mentalità che lega l’arte del dipingere alla dura necessità di riprodurre fedelmente condizioni di vita assai precise e dettagliate riguardanti piuttosto scene di vita popolare, con una straordinaria abbondanza delle cose domestiche. In verità questo tipo di pittura fu reso famoso dall’impressionante produzione dei pezzi firmati da, Salvatore Romano, Raffaele D’Auria e Luigi Rocco, quest’ultimo di ben gran lunga meno incerto del Vittozzi nell’esprimersi con questo genere, ritenuto tra l’altro impareggiabile dal critico Filioli, e perciò molto più ricercate le loro opere addirittura nelle collezioni borboniche, a loro volta, abbastanza già deliziate in Europa dal genere diffuso da Leopold Robert, tra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento. Il soggetto del dipinto è ben studiato nella sua interezza: riproduce in primo piano la rassegna di vita popolana di una comunità di zingari caratterizzati nei loro costumi di sempre, ma, piuttosto interessante, il dipinto riporta un contributo notevole alla veduta di una parte del golfo di Napoli, centrato da un bellismo crepuscolo calato su Castel dell’Ovo.


Spazio note

(1) Olio su tela cm 62 x 84, Franco Vittozzi Fece 1837 in basso a sinistra inv. pref. 00629
(2) Contributi: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio in Il Palazzo della Prefettura introduzione di Agatino Neri. Sergio Civita Editore Officine Grafiche Peerson Napoli 1989. A pagina 74