Case popolari al viale Augusto a Fuorigrotta

Il rione delle case popolari al viale Augusto a Fuorigrotta di Napoli1 è del Genio Civile, ed è un intervento edilizio fondato sul viale Augusto, considerata la più bella strada moderna di Napoli progettata in occasione di agganciare al centro storico della città fascista il quartiere espositivo della Mostra d’Oltremare.
Il rione fu progettato così come previsto per il piano particolareggiato disegnato dall’architetto Luigi Cosenza precedentemente agli anni 1947-1949, anni in cui, a firma del medesimo autore, sorgeranno le case popolari di via Consalvo.

Rispetto alle opere su via Consalvo è da segnalare che il valore dell’abitare al rione del Viale Augusto presenta notevoli migliorie: la cucina ed i servizi sono stati alloggiati sulla loggia alle spalle del fronte su strada, liberando i balconi-ballatoio da questo medesimo lato dalla cosiddetta possibilità di affacci inadeguati.

Tuttavia, anche qui, come a via Consalvo, non è stata fatta alcuna differenza per la zona giorno e la zone notte.


Le case popolari del viale Augusto come prova d'autore.

Questo tipo di nucleo edilizio verrà terminato nel 1952 e portato a compimento solo col proposito, tra l’altro il ”meglio riuscito del dopoguerra”, di insediare la zona a valle del quartiere.

  • È un’area complessiva di 93.000 mq, 114 alloggi da due e tre stanze per un totale complessivo di 425 stanze per soli sei edifici, tre più tre, a schiere distanziate e differenziate, dei quali quattro di questi sulla carta fu previsto che fossero a sei piani e due di questi di tipo alto a dieci piani, questi ultimi due, tra l’altro, andrebbero considerati una sostanziale prova d’autore già sperimentata per l’edificio numero 1 al complesso edilizio Torre Ranieri sulla collina di Posillipo, concluso per intero dagli architetti Cosenza, Della Sala e Galli solo qualche anno più tardi rispetto alla data del 1949. Alle schiere di stampo neorazionaliste poste alla testa del rione, il suo progettista disegnerà ed inserirà un corpo residenziale basso con portico aperto e continuo attraverso il quale, affacciano sulla strada del viale Augusto anche le corti interne, mentre restano tutte abbracciate in un sol corpo le schiere degli edifici a sei piani. Il rione al viale Augusto gioca il suo ruolo fondamentale in gran parte sulle facciate di tipologia razionalista, determinate dalle lunghe balconate di servizio ad est, di soggiorno ad ovest, e come è di maniera proprio del fare di Luigi Cosenza, le facciate ancora giocano un ruolo determinante nella sperimentazione tipologica e quindi si presentano schermate da griglie verticali ad est, protette da griglie invece orizzontali ad ovest. Del tutto inedita è invece la versione, descritta sul progetto e mai realizzata quella dell’edificio alto a ballatoio, concepito per stare in piedi di forza su grandi pilastri ovoidali che, al piano terra, avrebbero determinato lo spazio del porticato, mentre invece a partire dal primo piano, setti trasversali in cemento armato, avrebbero segnato il modulo degli alloggi. Ogni due livelli si sarebbe mostrata tutta la sezione dell’edificio con un salto di quota servito da un ballatoio. In luogo di questo edificio lo stesso Luigi Cosenza provvederà negli anni Sessanta del Novecento, alla costruzione dell’edificio della Facoltà di Ingegneria.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Sergio Stenti, Napoli Moderna. Città e case popolari. 1968-1980. Introduzone di Alberto Ferlenga. Napoli 1993 edizioni Clean BNN 2008 A 855, pagg 66-69 Altri contributi: 80 anni di edilizia a Napoli. Vedasi anche: Il finanziamento dell'edilizia economica e popolare. Leggi il PDF