Notturno con bivacco di cavalieri di Giusti

Notturno con bivacco di Cavalieri1 è un olio su tela di Salvatore Giusti2, professore onorario dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dal 1822 in poi, premiato medaglia d’oro, molto probabile, in relazione a questo dipinto destinato alla quadreria della Real Foresteria, oggi al piano nobile del palazzo della Prefettura di Napoli a piazza del Plebiscito.

Giusti fu un artista assai stimato alla corte, e a testimoniarlo i documenti che raccontano le committenza a lui affidate come decoratore ufficiale del Palazzo Reale di Napoli.

Questo suo dipinto reca sul margine in basso a sinistra tracce antiche di un bollino rosso, col quale, si segnalavano tutti i dipinti d’opera solitamente appartenuti al nucleo dei dipinti cuore intellettuale ed artistico della Real Foresteria del Regno.

Deve averlo realizzato prima del 1839, poiché questa stessa opera è presente nel catalogo delle esposizioni del 1839 con altra sua opera dal titolo Notturno con riposo di alcuni soldati.


La pittura di genere durante il governo Borbone ed il rispetto per il Bambocciante.

Sulla tela un variegato mondo di colori raccontano la tormentata notte di una guarnigione di soldati a cavallo che si attestano per il riposo notturno in un landa senza riferimento.

  • Essendo frutto di sola fantasia, questo riposo, però stenta a partire forse per il sopraggiungere di altra soldatesca da sud, visibili in un anfratto ai lati della tela. La presenza sul posto di una donna con bambini ed appresso, forse un famiglio, tormenta ancor di più la visione meno cavalleresca quanto piuttosto pittorica secondo il gusto dell’accademia borbonica che imponeva all’artista il rispetto per le usanze storiche, al di là delle quali, era poi possibile, come evidente anche in questo caso, una certa predilezione per il ”bambocciante”. Giusti è un’artista che ha da sempre mostrato particolare attitudine per le nature morte ed un’attenzione mostrata per lo stile fiammingo-olandese, specie e soprattutto per David Seghers, lo ha introdotto nella stretta cerchia dei realizzatori di dipinti d’opera del tipo monumentale; la sua formazione, riferisce la Lorenzetti, ha attraversato la dura fase di transizione della scuola di pittura napoletana, dai vecchi indirizzi di categoria locale ai caratteri fiamminghi provenienti dalle terre del cuore d’Europa. Durante le esposizioni biennali borboniche di quella metà di secolo XIX, Giusti si presentava con dipinti dello stesso genere, Paesaggio con roccia e Paesaggio con riposo dei guerrieri, ad ogni modo, la storia stessa di quest’artista capisce e va bene per rendere testimonianza sullo stato patrimoniale artistico della città di Napoli.


Spazio note

(1) Olio su tela cm 124 x 152 Inv. 6568
(2) Contributi: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio in Il Palazzo della Prefettura introduzione di Agatino Neri. Sergio Civita Editore Officine Grafiche Peerson Napoli 1989. A pagina 68