Collina cimiteriale di Napoli

È il parco cimiteriale storico di Napoli1(1bis), cresciuto come tale dal 1865 in poi attorno alla chiesa di Santa Maria del Pianto, in zona orientale. 
Si trova all'apice di un colle avanzo di un antico cratere, nelle cui profondità dovette starci acqua di mare, composto di tufo pomicioso abbastanza gentile, e sul quale, è poi cresciuto un discreto letto di terra vegetabile”1ter(1quater), testimonianza della genesi e dello sviluppo cultuale dei cimiteri di Napoli.

Circa cent’anni più tardi rispetto a quella data, sorgeva maestoso su questo colle il Cimitero detto dei Tredici, progettato da Ferdinando Fuga in sostituzione della Fossa degli Incurabili.

E più precisamente trenta cinque anni prima che fosse stato emesso ufficiale l’obbligo per tutti i Comuni delle colonie francesi di Napoleone, di non seppellire più i propri morti sotto le chiese, bensì in luoghi apposta fatti creare per questo scopo.

Fu a quel punto che sorse imponente l’insula cimiteriale più grande di tutte: il cimitero Monumentale, inizialmente detto Gran Cimitero, progettato da Francesco Maresca nel 1813, assieme al chiostro maggiore, con ingresso scenico ottenuto sull’emicilco di via Nuova Poggioreale progettato da Setfano Gasse ed oggi comunemente conosciuto col toponimo di Cimitero di Poggioreale.


I riflessi della riforma sociopolitica negli ambienti cultuali.

I campi di inumazione in ambienti anonimi e condivisi per le classi meno abbienti verranno realizzati solo nel 1889 nella zona più alta della collina, il Cimitero della Pietà, nel 1899 ed il Grande Ipogeo Comunale del 1982.

  • Questi grandi mutamenti sociopolitici determinaro un nuovo scenario urbano agli inizi del XIX secolo, dato dall’apertura della Via Nuova del Campo, oggi via Don Bosco, contestualizzato dal grande tema del ponte dell’Arenaccia, e dalla successiva infrastrutturazione cimiteriale di gran parte della collina di Poggioreale, laddove fino a tutto il Settecento, posta al di qua delle paludi napoletane, l’area rispettava del tutto le caratteristiche rurali di una zona esclusa dal perimetro murario della città antica, al di là delle mura del Borgo Sant’Antonio Abate ed anche meglio conosciuta come la collina del Tredici o del monte Lutrecco2(2bis).

L'edilizia funebre della collina di Lutrecco e la Cava Greca.

Dai particolari del foglio 4 e 5 della Mappa del Duca di Noja, si riscontra una realtà ambientale e cultuale del tutto carica di significato storico.

  • L'area tutto intorno infatti, è caratterizzata dalla presenza architettonica di impianti monumentali a partire dalla Villa di Poggioreale, progettata da Giulio da Maiano tra il 1487 ed il 1492, la chiesa di Santa Maria del Pianto, opera del 1657 di Francesco Antonio Picchiatti, le sepolture dette: Il Camposanto, il Cimitero delle 366 Fosse, progettato e realizzato da Ferdinando Fuga nel 1762; i ventidue settori del Sepolcreto dei Colerici; il vecchio cimitero israelitico del 1889, ed infine la Cava greca, la struttura cavata a mano d’uomo per la fortificazione della città, la più antica testimonianza di attività umana nella zona. Ed è proprio la presenza della Cava greca sul posto che condizionerà i futuri movimenti di terra di tutta quanta la collina e l’edilizia funebre che ne è diretta espressione; è infatti riscontrabile già sulle mappe antiche, il riutilizzo nel XVII secolo di un sentiero sterrato collegante tra loro l’erigenda chiesa di Santa Maria del Pianto e la stessa cava greca ormai lasciata in abbandono; verrà ripresa per commemorare gli appestati del 1656, tutti quanti sepolti nella grotta degli Sportiglioni, tracciando quindi il vecchio sentiero definitivamente come rampa carrabile tra il fondo valle perpendicolare alla via Vecchia che porta a Poggioreale, spingendola fino allo sperone tufaceo dove poggia la chiesa di Santa Maria del Pianto. Il processo di conurbazione subito da quest’ area è oggi concretizzato dall’opera di collegamento della città a valle, che, attraverso la pedamentina, conduce della collina omonima separandola definitivamente dal colle di Capodichino, un tempo detto il Campo di Marte.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Paolo Giordano, Il disegno dell’architettura funebre a Napoli, Poggioreale, il Cimitero delle 366 Fosse ed il Sepolcreto dei Colerici, Alinea editrice, stampato a Firenze nel dicembre del 2006 ISBN 88-8125-922-2, BNN SEZ NAP VII A 178 (1bis) Si tratta di un unico grande parco di 110 ettari, su cui sono stati impiantati monumentali edifici per la tumulazione collettiva che alla tradizionale funzione storica dell’inumazione aggiunge l’ispirazione ed il valore architettonico delle preesistenze. Comune di Napoli Assessorato ai Servizi Cimiteriali, I Cimiteri di Napoli pianificazione e regolamentazione e pianificazione e progettazione. Bilancio di un quinquennio. 2001-2006 coordinamento del testo Dolores Lettieri ed Antonio Felico. BNN distribuzione 2007 c 255 introduzione di Rosa Russo Iervolino. BNN distribuzione 2007 C 255 pagina 10
(1ter) Libro antico. *Delle notizie del bello, dell'antico e del curioso della cittÆ di Napoli... date dal Canonico C. Celano... divise in dieci giornate... - Napoli : Raillard, 1692. - tomi 10 in vol. 6, tav. f.t.; 15 cm Codice SBN LIAN010188 Luogo pubblicazione Napoli
(1quater) E' stata segnalata la presenza sul posto di specie vegetali del tipo rare e rarissime. In arrivo dalla famiglia delle Cannabaceae l'Humulus lupulus L, il Ceterach officinarum Willd. - G rh - Eurasiat. - Su di un muro in tufo - RR - Gl Segnalaz. preced.: strada Regia di Poggio Reale, Valle delle Pozzelle, Lutrecco, Statera (Ten., 1823a); Valle delle Pozzelle (Ten., 1831); rocce e fenditure delle vecchie mura (Pasq., 1892, sub Asplenium ceterach L.).(Ten., 1831, sub A. trichomanes var. B foliis incisis Tourn.); da per tutto dove son luoghi rocciosi e macerie (Pasq., 1892); Parco di Capodimonte (VLV. et al., 1996). (Ten., 1823a, sub Grammitis leptophylla Swartz.) “Sylloge plantarum vascularium Florae Napolitanae” (1831) e delle relative appendici (“Ad Florae Neapolitanae plantarum vascularium Syllogem Appendix tertia” (1833a); “Ad Florae Neapolitanae Syllogem, Appendix quarta” (1835); “Ad Florae Neapolitanae Syllogem Appendix quinta” Liberamente estratto da: La flora di Napoli: i quartieri della città ANTONINO DE NATALE, VINCENZO LA VALVA Dipartimento di Biologia Vegetale Università degli Studi di Napoli “Federico II” via Foria, 223 – 80139 Napoli. Dipartimento di Scienze Ambientali. Seconda Università degli Studi di Napoli via Arena, 22 – Centro Direzionale S. Benedetto, I – 81100 Caserta Lavoro eseguito con i fondi MURST 60%, 1996. Contributi: Renato Agostini del 1959, della “Seconda aggiunta alla Flora dei Campi Flegrei” di Nicola Terracciano (1921) e del contributo “Contribution aux études des biocenoses subtidales” di Helena Gamulin-Brida, Giuseppe Giaccone e Stjepko Golubic´ (1967)
(2) Tutte e due i toponimi, Tredici e Lutrecco, sono un aferesi dialettale di Lutrec, il maresciallo di Governo di Francia che nel 1588 pose assedio alla città di Napoli acquartierandosi proprio su questa collina, ed in maniera leggendaria si racconta, che qui, vi abbia sepolto i propri caduti.
(2bis) Ferdinando Russo, Napoli come città, nota 18 a pagina 49 dell’assunto a pagina 37 di Elementi primari ed originari della zona orientale di Napoli. B/ Invenzione di un paesaggio Lidia Savarese in: Un’alternativa urbana per Napoli. L’area orientale Analisi del Territorio e architettura collana diretta da Giancarlo Alisio Edizioni scientifiche italiane giugno 1983 Portici BNN SEZ NAP VII B 502