Case popolari Gemito all’Arenella Napoli

Sono le case del Genio Civile in via Altamura a Napoli1, sulla collina del Vomero, dedicate a Vincenzo Gemito, nello storico rione alto all’Arenella.
Sono state “fortificate più come un invaso spaziale urbano che come unità residenziale autonoma” e vennero costruite su progetto di Marcello Canino e Alfredo Sbriziolo, tutte quante inserite perfettamente nel Piano di Zona di espansione edilizia del secondo Dopoguerra e bonificato l’ultima volta durante l’azione del Risanamento fascista del 1925.

Tuttavia, il complesso edilizio fu ultimato durante il biennio 1946-1948, complessivo per 29 edifici a sei piani, 692 alloggi da tre e quattro stanze, 2142 il numero totale delle stanze.

Gli edifici dello storico rione tracciano una croce di strade, di cui la principale è via Altamura, procedente da nord verso sud incrocia via Simone Martini, braccio di collegamento con la vicinissima piazza Medaglie d’Oro, che non verrà mai condotto a termine anche se nuovamente riassegnato ai lavori del PRG del 1972.

  • Rispetto ai ferrei canoni del’architettura razionalista, il rione Gemito sembrerebbe riuscito in questi termini solo per la disposizione variata degli edifici, la loro perfetta simmetria con gli spazi adeguatamente coordinati assieme alle facciate degli edifici quasi tutti su via Altamura, e lievi differenze risultano dalle vie trasversali agli edifici a schiera, e comunque il suo cuore interno è ancora disordinatamente distribuito. Il rione non presenta eccezioni di sorta, è di qualità decorativa molto povera, notevole densità edilizia registratasi ancora più accentuata durante la fase di realizzazione del rione con l’aggiunta di un ulteriore piano a tutti i palazzi consegnati alla municipalità senza ascensore. Alla consegna del rione risultò una struttura di edifici mista in muratura e cemento armato, con alloggi bi-esposizionali, con tre e quattro stanze e corridoio centrale non illuminato; le finestre molto piccole e quadrate con persiane in legno, e tutto sommato, la sua stessa architettura si gioca sugli scarni volumi delle logge, e la posizione di queste, rispetto alle facciate dei corpi scala.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Sergio Stenti, Napoli Moderna. Città e case popolari. 1968-1980. Introduzone di Alberto Ferlenga. Napoli 1993 edizioni Clean BNN 2008 A 855, pagg 66-69 Altri contributi: 80 anni di edilizia a Napoli. Vedasi anche: Il finanziamento dell'edilizia economica e popolare. Leggi il PDF