Gli affreschi ai Santi Apostoli di Napoli

Sono gli affreschi e le decorazioni parietali della chiesa dei Santi Apostoli di Napoli1, ambiente ricco di testimonianze cultuali raccolte nell’ufficio sacro, ma soprattutto ricco di passaggi pittorici nevralgici, via a via fatti dall’arte sacra per educare il popolo dei fedeli alle Glorie ed i Martiri dei Santi Apostoli.

I lavori ebbero inizio nel 1637 per opera di Donato Pieri e, più precisamente, di quest’autore sono le opere nel tamburo, nel coro e nella crociera.

Giovanni Pennino provvederà alle esecuzioni delle facciate dei due cappelloni di crociera poi terminati da Francesco Cristiano; infine, per la sola navata, vi sono affreschi firmati da Bartolomeo Santullo e Silvestro Faella.

A partire dal novembre del 1639 si avvieranno i lavori di indoratura agli ambienti della chiesa in superficie per mano di Nicola Falcone e condotti a buon esito, fino alla fine di quello stesso secolo, dagli artisti Bartolomeo Buonocore e Tommaso Troise.


Gli affreschi ai Santi Apostoli ed i capolavori del Lanfranco.

Tutti gli stucchi dei Santi Apostoli gioiscono della viva testimonianza del lavoro svolto a Napoli da Giovanni Lanfranco.

  • Il maestro userà per sempre un  procedimento tecnico manifestamente vigoroso e non molto diverso dall’impeto che l’artista investirà per dare vita al suo capolavoro napoletano: il Paradiso al Tesoro nella cappella San Gennaro, terza della navata destra al duomo di Napoli. Nasce come giovane professo del mestiere, iniziato alla scuola dell’arte da Agostino Carracci in quel di Parma. Poi col fratello Annibale in seconda formazione a Roma, ed infine a Napoli per esaudire le committenze gesuitiche, con le quali, sarà possibile poi studiare le intensità della pittura di Luca Giordano, Mattia Preti e Francesco Solimena. In otto anni consecutivi e senza interruzioni di sorta, tra il 1638 ed il 1646 la chiesa al suo interno subirà la massima mutazione cromatica, considerando dapprima realizzati i Quattro Evangelisti nei pennacchi e le Quattro Figure Allegoriche nei sottarchi della cupola e nel 1644, con la collaborazione di Viviano Codazzi per lo sfondo delle architetture, alla controfacciata verrà affrescata la Piscina Probatica, secondo mirabile esempio di pittura murale ripetuto da Giacinto Diano per i quattro teloni alle pareti del presbiterio della chiesa dei Pellegrini alla Pignasecca.

Le opere pittoriche di Francesco Solimena.

Qui, in questo caso, l’affresco è sovrastato dal Martirio degli Apostoli Mattia, Simone e Giuda ai lati del finestrone.

  • La volta è divisa in cinque comparti affrescati; nei primi quattro si tratta del Martirio dei Santi apostoli Tommaso, Bartolomeo, Matteo e Giovanni; nel quinto ed ultimo dei comparti si conclude con la Gloria di tutti i Santi Apostoli. I Profeti ed i Patriarchi seduti sulle nuvole stanno dipinti nelle lunette superiori alle arcate; ad ognuna delle cappelle ai lati le citazioni barocche dei Profeti ritratti per la Cappella Sistina; ai lati del finestrone sono Gli Apostoli e nelle unghie Coppie di Virtù. Negli archi delle cappelle tutte quante realizzate tra il 1693 ed il 1698, sedici tele di Francesco Solimena coprono i lavori eseguiti da Giacomo del Po; dalla prima cappella a destra esse rappresentano: Santa Candida junior e Santa Candida senior, tipologicamente in ricordo delle due donne espunte entrambe dal novero dei santi e che in città interessano due chiese a loro dedicate: San Pietro ad Aram e la chiesa di Sant’Andrea e Marco a Nilo. Le altre tele sono: San Luigi e San Benedetto, San Girolamo e San Pio V; la Sacra Famiglia e San Giovanni il Battista. Per le cappelle di sinistra: Santa Teresa d’Avila e Santa Maria Maddalena, San Domenico e San Paolo Eremita; i Santi Martiri. Gennaro e Stefano, Giuseppe e Pietro l’Apostolo.


Spazio note

(1) Napoli Sacra *2. itinerario pag 107/ [testi di] Leonardo Di Mauro ... [et al.]. - Napoli : Elio De Rosa, ©1993. - P. 65-128 : ill.; 33 cm. Codice BN NAP0159853 Fa parte di Napoli sacra: guida alle chiese della città. Napoli 19-5-1622.