Veduta della Valle di Roveto Napoli

È un olio su tela, autografato Raffaele Carelli1, terzo della serie di dipinti del medesimo autore proveniente dall’esposizione borbonica del 1835, assieme ad altre opere della stessa sostanza.

Una Veduta del Cornello col Castello di Sora, la Veduta di Palermo col mare in Tempesta, la Veduta della valle del Roveto senza gli armenti, ed una Bambocciata rappresentante diversi conoscitori e negozianti non poco mercenari dell’arte antica napoletana.


Questo quadro, come tra l’altro anche la Veduta dell’Avvocatella di Cava, sta disposto nella prima antisala del piano nobile del Palazzo della Prefettura in piazza del Plebiscito a Napoli

Il dipinto si sa è ancora rappresentativo dell’atteggiamento naturalista del Carelli, oltre ad essere uno degli strumenti significativi del passaggio d’arte al figlio dell’artista, Consalvo Carelli, il quale, nello studio anticipato su paesaggi, esordirà e farà fortuna proprio con la tecnica dell’acquerello.

Nell’inventario dell’Accademia di Belle Arti vi è un dipinto, opera di quest’ultimo, nel quale è ben descritto il tentativo di replicare l’arte pura del padre; si vede chiaramente l’identico taglio dato sulle prospettive, in questo caso, però, sgombra della scenografia occupata dai pastori e dalla vegetazione selvatica posta in primo piano.

  • Il dipinto ancora trattiene molta della polemica che riuscì a suscitare all’epoca delle esposizioni; un’accesa discussione finita anche sulle più importanti riviste d’arte di quegli anni a firma del critico napoletano Vincenzo Torelli sia sulle pagine del Globo Aerostatico sia su quelle dell’Omnibus; un pretesto per indicare agli ambienti dell’arte e dell’antiquariato un significato assai più esteso sui problemi di metodo e ovviamente anche di merito sull’arte di descrivere un paesaggio. Con le critiche testè avanzate, il Torelli conseguì la conclusione circa l’operato di padre e figlio Carelli, e di aver, cioè, “inteso bene e conseguito male” il metodo con cui dovesse esser interpretato da allora la pittura del paesaggio.


Spazio note

(1) Contributi: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio in Il Palazzo della Prefettura introduzione di Agatino Neri. Sergio Civita Editore Officine Grafiche Peerson Napoli 1989.
(2) A.S.N., Casa Reale Amm.va Maggiordomia, Fs 483