Francesco I alla Battaglia di Pavia

E’ un olio su tela, ritraente: Francesco I alla battaglia di Pavia1, restituito alla paternità di Andrea Ciccarelli, emerito professore dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, quando questa non si trovava ancora dov’è ubicata oggi, bensì al palazzo delle Pietre Dure, nell’area detta del Poggio delle Mortelle ai Quartieri Spagnoli.

Di quest’autore poco verrà scritto. Del medesimo si conservano al Museo di Capodimonte, il Telemaco e Telemosiri del 1838 e Filottete ferito nell’isola di Lemmo del 1837.

La tela è assai rovinata ed appartiene all’inventario del Palazzo della Prefettura a piazza del Plebiscito, datata XIX secolo da Raffaello Causa, che, solo in un primo momento ne segnalò opera d’autore ignoto.

  • Successivamente, la rassegna dei cataloghi delle mostre borboniche dell’Ottocento, furono utili al rintraccio quasi per caso, di un manoscritto che accompagnò la narrazione del dipinto. Il centro della tela presenta un groviglio d’uomini e d’armature su campo di battaglia a Pavia, tutte attorno alla figura centrale del dipinto occupata dal prode re di Francia, Francesco I. Il re ha già perduto il suo cavallo colpito al petto, pur tuttavia, impregnato di furore regio, non esita a sferrare un colpo che ferisce la testa del Duca di Cordoba, ed immerge il suo braccio nei fianchi del Conte di Salmes. Infine, non ancora del tutto abbattuto, cedendo la sua spada al marchese di Pescara, imputa il tradimento della Patria al gentiluomo di Casa Borbone, Pompesant. Il dipinto, scriverà poi il Torelli, è bello, al suo centro primeggia il protagonista, che una volta tanto nelle opere del Ciccarelli, non si dovrà star lì a cercarlo; ottimo il disegno, buona l’impressione, solo, trova che vi sia troppa luce sparsa in giro per il quadro. Il Ciccarelli lascerà l’Italia per espatriare in Brasile, al seguito dell’Imperatrice Teresa Cristina, stabilendosi definitivamente a Santiago del Cile, lavorando a servizio dell’aristocrazia del posto2.


Spazio note

(1) Contributi: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio in Il Palazzo della Prefettura introduzione di Agatino Neri. Sergio Civita Editore Officine Grafiche Peerson Napoli 1989.
(2) A.S.N., Casa Reale Amm.va Maggiordomia, Fs 483