Zingara che predice l’avvenire ad una giovane contadina

Zingara che predice il futuro ad una giovane contadina1, è un olio su tela di Nicola La Volpe2, professore emerito dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, quando questa ancora occupava le sedi del palazzo delle Pietre Dure alle Mortelle.

Nicola Volpe è l’artista divenuto famoso a partire dalle recensioni della Lorenzetti, e questo suo dipinto fu con tutta probabilità acquistato dalla Casa reale per l’esposizione biennale borbonica del 1843, poichè è stato trovato registrato al catalogo dei dipinti col titolo di ”Zingana-bambocciata, quadro dal vero”.

Nonostante vi siano sul ciglio della scena elementi estratti dalla viva tradizione del Seicento, il dipinto fu rintracciato una prima volta nella sistemazione del patrimonio del Real Museo di Capodimonte, poi ritrovato nell’inventario dell’Alberti del 1876 col titolo ”Una Zingara”.

Ed ancora del dipinto vi è traccia nel catalogo della Pinacoteca di Capodimonte allestimenti del 1957 ed infine con verbale del 22 giugno del 1959, definitivamente introdotto nel catalogo degli altri capolavori al piano nobile del Palazzo della Prefettura a piazza Plebiscito, assieme alle opere smembrate rappresentate da altre due tele della medesima collezione: l’Amedeo VI di Savoia di Luigi Niccoli e l’Interno della chiesa di San Pietro in Roma del Domenico Sennivaro.


Scena di Cingara e la Bambocciata stile Settecento.

In prefettura al catolgo son presenti anche la Vedutella di Cava, Francesco I alla Battaglia
di Pavia
e la Veduta della Valle di Roveto, terzo della serie di Raffaele Carelli.

  • Piuttosto, è documentata la presenza di quest’artista alla corte dei re Borbone allorquando si è trattato di ricopiare da capo le ”pitture pompeiane”, utili e necessarie all’Accademia del Regno per la compilazione degli atti che celebrarono le Antichità di Ercolano, eseguite in stampa nei primi dieci anni del XIX secolo. La scena del dipinto della ”Zingara” ricompone l’interno di un ambiente di casa, in uno spazio interamente occupato da soggetti femminili; appena in un angolo a destra la figura di un uomo di mezz’età, sembra dimostrare interesse per i modi della zingara, che sta per predire il futuro ad una giovane contadina che non ha, sembrerebbe, dalla scena ritratta, libertà di poter scegliere da sola il suo futuro, vista la mediazione della vecchia, che, parrebbe già conoscere interamente il futuro della giovane. Si tratta di una bambocciata di stretta osservazione settecentesca, molto più vicino a quei modelli della tradizione napoletana di dipingere ”tavole imbandite d’ogni genere”, o la vita comune raccontata attraverso gli “interni delle case rurali”. La tonalità generale del dipinto è cupa, dopotutto il meccanismo impresso per la scena e per i personaggi riesce a generare una buona qualità del luminoso, specie nella zona centrale del quadro.


Spazio note

(1) Olio su tela cm 124 x 152 Inv. 6568
(2) Contributi: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio in Il Palazzo della Prefettura introduzione di Agatino Neri. Sergio Civita Editore Officine Grafiche Peerson Napoli 1989. A pagina 64