Area Archeologia di Santa Chiara Napoli

L’area archeologica di Santa Chiara a Spaccanapoli1, identificata come tale solo negli anni Cinquanta del Novecento, è situata su un piano di superficie sottoquota alla recinzione occidentale del convento, che si spinge tra l’altro anche fin sotto Via Benedetto Croce
Allo svuotamento dell’area seguito agli scavi è stato portato in superficie solo materiale lapideo del Trecento e del Quattrocento non prima. E' accessibile da un ingresso collocato tra la Sala dei Marmi e la Sala della Storia nell’ambito interno al circuito del Museo dell’Opera.

Si tratta di un bagno termale collegato ad un invaso sommerso, tipo piscina, organizzato secondo schemi di edilizia termale romana postantica ed altomedievale.
Le terme, è più che probabile, siano state già disertate all’uso dal momento della costruzione trecentesca della basilica di Santa Chiara, dato dal fatto che sul luogo non sono mai state rinvenute tracce dell’arredo termale tipico di altri rinvenimenti tracciati sulla zona.
Per quanto riguarda il materiale di pertinenza vascolare sono stati portati alla luce solo reperti datati Seicento e Settecento.


L'ordine incompleto degli scavi archeologici di Santa Chiara.

  L’area è rappresentativa del più completo esempio di edificio termale con documentazione propria di tutto quanto il tracciato di Neapolis, e resta legata ad una lunga serie di problemi dovuti all’ultimazione di date più precise e di destinazioni d’uso ancora da chiarire, almeno in relazione a tempi precedenti il XIV secolo.

  • Oltre alle indagini rimaste incomplete che è tipico di scavi archeologici su zone a forte pressione antropica, per le terme a Santa Chiara, in questo senso, resta non del tutto chiarito il sistema di diffusione del calore dalla sala della caldera a tutte le aule poste in prossimità della superficie. Manca effettivamente in relazione a tutta quanta la forma urbana di Santa Chiara un’effettiva assialità, pur tuttavia è stata riconosciuta una forma di orientamento dell’edificio diviso in due paralleli impostati nord ovest e sud est. Tutta quanta l’area archeologica è estesa e circoscritta da fasi di scavo fino al 1995 a circa 910 mq, limite comunque assai inferiore rispetto ai complessi termali di età imperiale. Questo tipo di modello termale è confrontabile con le terme centrali di Porta Marina a Pompei e quelle suburbane di Ercolano; la tecnica messa in opera per quest’area del centro antico di Napoli, ad esempio l’utilizzo di forme di vetro primitivo nella zona detta del frigidarium, l’uso che se ne è fatto di materiale laterizio e mattoni triangolari per gli ambienti a temperatura, è possibile una collocazione storica tra la metà e la fine del I secolo d.C., e quindi è pensabile già esistente al momento dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il settore della piscina è quello verso un’area probabilmente utilizzata per attività sportive, mentre la zona delle terme vere e proprie si sviluppano su due piani, uno relativamente a livello del piano terra ed un altro rimasto al livello ipogeico.

La palestra antica di Santa Chiara.

Dell’area allestita a palestra resta solo il muro di fondo; è un opera reticolata intonacata in rosso.

  • Uno strato di malta ed un muretto di blocchetti rettangolari testimonia che questo settore fu raddoppiato a sud est in età tardo antica. La natatio resta collocabile all’interno di un ambiente quasi sicuramente coperto dato l’inusitato perimetro delle pareti vascolari. Al momento della costruzione del convento i muri dell’edificio termale furono rasati con strati di calce; della zona della piscina resta oggi la banchina e le scale di accesso ; il vascolo era ricoperto di spesso strato di coccio pesto a copertura di vaste lastre di marmo di cui oggi restano solo i calchi. Inoltre una sorta di condotta alzatasi per circa tre metri a sud della piscina, con volta doppio spiovente, rintracciata in più punti nel braccio ortogonale dell’invaso sarebbe collegata all’acquedotto del Serino. La disposizione della forma delle terme si suddivide in sezione calda, costituita da un laconicum, al di sopra della camera fornaia, a forma circolare, con nicchie di soggiorno sauna in superficie, collegato a sua volta secondo agganci vitruviani ai tiepidarium la zona dei bagni a temperatura media.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Monastero di Santa Chiara Guioda Electa Napoli a cura di Annalisa Alabisio BNN SEZ NAP VI B 1625