Madonna col Bambino di Conca ai Filippini di Napoli

Si tratta di un olio su tela, di piccole dimensioni, realizzato entro il 1740 da Gaetano Sebastiano Conca, alias il Cavaliere, discepolo della scuola di Francesco Solimena, e maestro a sua volta del Sozzi, Tresca e Pompeo Batoni.

Il pezzo appartiene alla collezione antiquaria presso la Quadreria dei Girolamini di Napoli1, al primo piano nobile del palazzo Seripando a via Duomo.
Andato a stare in quel di Roma, primariamente ad impiegarsi in sistemi di affrescature per altari, Sebastiano Conca, grazie a questo impiego, perse molto della propria eleganza artistica.

E nonostante tutto, ancora godette per molti e molti anni di vita, del merito artistico acquistato a partire dall’encomio papale conferitogli per aver brillantemente eseguito il ritratto del profeta Geremia presso la basilica pontificia di San Giovanni in Laterano.

  • Durante i sedici anni di residenza a Napoli, invece, rimase molto attivo anche presso la corte del Regno, ove godette del lasciapassare borbonico proprio in ricordo della bell’esperienza romana ed oltretutto per la stretta amicizia che lo legava saldamente alla cerchia di Luigi Vanvitelli, e forse, qualcuno lo avrebbe visto, assieme a quest’ultimo trattare sui lavori di decorazione plastica progettata per il palazzo Calabritto a Chiaja. Il pezzo in questione ritrae un soggetto religioso, Madonna col Bambino, la cui composizione lascia trasparire un ben più noto classicismo moderato, senza esuberanze né di luce, né di colore, ed anche la muta espressione della Madre conferisce al dispositivo un’impressionante staticità; la composizione tra l’altro mostra anche le pregresse esperienze dell’autore medesimo quando prese a frequentare la scuola di Carlo Maratta. Nel quadretto napoletano, tuttavia, non sono affatto riscontrabili gli espedienti classicisti che il Conca userà per il successo senese, l’affresco per l’abside della chiesa della Santissima Annunziata, che non certo potrà esser paragonato al poco spazio di lavoro per il quadro di Napoli, ma si nota, invero, una perdita fondamentale dell’impronta primaria del Solimena, che lo avviò certo all’arte della pittura come la messa in scena del racconto evangelico particolarmente ricca di luce, movimento e dettagli, come mirabilmente dimostrato dall’opera che affresca la controfacciata della chiesa Gesù Nuovo nell’omonima piazza.


Spazio note

(1) La Quadreria dei Girolamini / a cura di Roberto Middione. - [Pozzuoli] : Elio de Rosa, c1995. - 93 p. : ill. ; 24 cm. ((In testa al front.: Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli. Codice SBN NAP0178126 BNN Sezione napoletana 6. B 1692. pagg 84-85