Chiesa Crocelle al Chiatamone Napoli

E’ la chiesa chiusa delle Crocelle a Napoli1, per esteso, si tratta della chiesa di Santa Maria della Concezione dei Padri Crociferi, posa della prima pietra datata 1622.

Pesantemente danneggiata durante i bombardamenti del 1943, è situata a Via del Chiatamone, il tratto interno del Lungomare di Via Partenope soverchiato dalla cortina edilizia dei grandi alberghi. 
E’ stata per lungo tempo cappella privata dell’Infermeria Generale a Napoli dei Chierici Regolari, Ministri degli Infermi detti poi i Crociferi2(3).

L’immobile sacro è preesistente alla costruzione dei Palazzi del duca di Campochiaro, di Domenico Barbaja e del duca D’Aquino di Castiglione, tutti afferenti nel quartiere antico di San Ferdinando stretti sul limite fisico imposto dal quartiere moderno della Vittoria.

I Crociferi, va ricordato, a Napoli saranno i futuri operatori socio sanitari del Seicento e del Settecento, con interessamento verso le persone malate ed allettate, prevalentemente a carattere spirituale e con testimonianza del proprio impegno missionario profuso in città. Storicamente è accertata la loro presenza anche presso gli ospedali che sorgevano nel bastione degli Incurabili a piazza Cavour, lì erano logisticamente presenti nella chiesa dedicata a Sant’Aspreno al borgo dei Crociferi ai Vergini.


Storia archivistica della chiesa delle Crocelle al Chiatamone.

Ed ancora, il brefotrofio della Santissima Annunziata a Forcella e l’ospedale della Vittoria localizzato presso la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli oggi nell’omonimo palazzo a piazza Municipio. Ebbero di loro proprietà una casa di riposo per gli anziani confratelli dell’Ordine in Via Confalone sulla collina del Vomero.

  • Risulta all’Archivio di Stato di Napoli di patrimonio laico, proprietà Perrella dei Duchi di Monasterace, sui registri del re delle Due Sicilie Ferdinando I apparsa come appartenuta alla famiglia Tomacelli-Filomarino, poi meglio identificata con la famiglia Capece-Tomacelli così come riconfermata da papa Pio VII. Si presenta con la facciata aperta su questa strada, tra l’altro secondo Roberto Pane, sarebbe la sola parte della chiesa che la qualifica come uno splendido capolavoro d’arte con notevoli affinità rispetto la vicina chiesa della Nunziatella opera del Sanfelice. La facciata sta sul Chiatamone e la cupola spunta sulla contrada di Pizzofalcone nell’area tra l’antica Badia di Santa Maria a Cappella Vecchia, il Pallonetto e la villa Carafa. Si articola sulla planimetria configurata per una navata unica e volta a botte con cinque cappelle per ogni lato di cui tre di queste fatte tompagnare da Monsignor Perrelli nel 1821, ed ovvero la prima e la quarta a sinistra di chi entra e solo la quarta sul lato a destra. Questa chiesa con la seconda e la quarta cappella di ambo i lati, costruite più piccole rispetto alle altre e con volta a vela, mostrando per tanto interessanti applicazioni sulle travate ritmiche della distribuzione delle forze sui pilastri, si accosta per somiglianza alla chiesa di Santa Maria della Sapienza a Via Costantinopoli, la chiesa di San Paolo Maggiore ai Tribunali e Santa Teresa degli Scalzi al Museo. Ugualmente monsignor Perrelli arricchì l’invaso di arredi sacri sistemandola di un confessionale di legno a tre archi e cimasa di elegante disegno. La crociera si stringe in brevi braccia. L’area dell’altare maggiore dedicato all’Immacolata di Maria Santissima s’innalza fin sotto l’alto tamburo della cupola; l’abside è poco profondo, poggiato sulla dorsale della montagna che la sovrasta inglobandola.

La chiesa delle Crocelle nella topografia di Napoli antica.

Nella pianta del Duca di Noja del 1775, si osserva alla sinistra della chiesa medesima l’ex monastero dei Crociferi, con una piazza aperta davanti alla scenografia grandiosa di Castel Dell’Ovo e del Borgo Marinari, che emergono dalle acque del golfo della città non urbanizzata col largo di Palazzo ancora informe.

  • Piazza grandissima, la si vede, fatta costruire ed alberare dal duca del Vasto intenzionato alla costruzione mai avvenuta di un approdo per le imbarcazioni turche sulle antichissime spiagge dell’antico borgo di Chiaia. Accanto al monastero la cappella sulla quale verrà ampliata l’opera del Noviziato e nella quale troverà sepoltura nel 1617 Giulia delle Castelle e nel 1637 anche Sante Francucci e nel 1650 il monastero con attigua chiesa erigenda verrà trasformata in solo studio per i Camilliani trasferiti presso il convento di Sant’Aspreno. Verso la metà del Seicento venne anche eretta la sagrestia della chiesa a spese del principe di Sant’Agata mentre in effetti per un secondo periodo di lavori di costruzione procrastinati nel tempo va fatto risalire al triennio 1725 1728 con imbiancatura delle pareti, la cupola ancora asfissiata dalle impalcature e dalle tavole, rifinitura degli interni e le prime apparizioni di opere targate Paolo De Matteis, molto probabilmente negli anni in cui l’artista verso l’approssimarsi dell’anno della sua morte capitata nel 1728 arricchiva di opere d’arte la chiesa di San Nicola alla Carità. Di quell’epoca una statua di San Michele Arcangelo che si ammira ancor’oggi sul primo altare a sinistra di chi entra in chiesa; segue statua della Madonna del SS Rosario e ancora dopo statua della Madonna della Purità; a Paolo de Matteis vennero affidate le balaustre di tutte quante le cappelle. Di Paolo De Matteis il dipinto della Immacolata Concezione nell’abside, la Morte di San Giuseppe e San Camillo de Lellis a destra e a sinistra del transetto.


Spazio note

(1) [Liberamente estratto da: Università di Napoli, Facoltà di Architettura. Istituto di Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti, a Napoli 1962 a cura di Gaetano Borrelli Rojo BNN SEZ.NAP. VII B 3/25]
(2) [P.M. Vanti M.I:San Camillo de Lellis ed i suoi Ministri degli Infermi edito dalla Curia Generalizia dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi. Roma, piazza della Maddalena, 54]
(3) [Instrumentum della Montagna comprata dal noviziato et atti del suo possesso per Notar Giovan Matteo Sorrentino di Napoli, il 4 luglio 1612. ASN n° 5497 Monasteri Soppressi Fasc. I n° 37 e/o 31]
(4) Colombo Napoli Nobilissima Volume II, fasc. II, pag. 17- fasc. III, pag. 42-fasc. VII, pag. 102 anno 1983 BNN SEZ. PER ITAL.]