Palazzo dei Telefoni a via Crispi Napoli

E’ uno dei palazzi del centro storico di Napoli1 a pianta rettangolare, fatta eccezione solo per la facciata su via Amedeo, e due trabeazioni la suddividono in tre ordini sovrapposti.

Resta diviso da un muro di spina in due diversi ambienti non simmetrici e fino al 1980 è stato il palazzo della Centrale Telefonica a via Crispi nell’area del Rione Amedeo. Fu progettato e realizzato dall’ingegnere del Genio Civile Camillo Guerra, industrioso progettista anche del palazzo dei Telefoni a Porta Nolana e quello di via De Pretis. Di quest’ultimo ne ha curato entrambe le versioni prima e dopo i bombardamenti del 1943.


E' noto infatti che gli anni dei bombardamenti allerati buttarono giù l'impianto del palazzo, e nuovamente a Camillo Guerrà spetttò la riorganizzazione architettonica delmanufatto a Via Crispi ma anche del palazzo della Facoltà di Architettura a via Monteoliveto.
Il palazzo dei Telefoni di Via Crispi, sorgo nel cuore del quartiere di Chiaia su quattro livelli: uno ricavato dal sottosuolo cavo, un piano in superficie alla quota stradale che presenta tutt’ora tre ingressi di cui due per il pubblico ed il terzo per il flusso dei dipendenti.


Storia breve del palazzo dei Telefoni a Via Crispi.

Segue il primo ed il secondo piano con simili organizzazione per il piano funzione.

  • Il piano terra era organizzato con elementi selettivi con i bagni per uomini e donne separati, il locale dei selettori e quelli attigui per il guardaroba; il locale ingresso per il pubblico era collegato alla sala dove un tempo v’erano gli sportelli e gli uffici dell’accettazione. Attraverso un locale disimpegno si poteva accedere alla sala delle cabine che oggi non esistono più. L’ingresso per gli impiegati dava direttamente sia al locale del custode sia ad un vano scala organizzato con tre rampe. Dal vano della scala principale, di fronte ai servizi igienici divisi per sesso, era possibile accedere al vano degli autocommutatori. La facciata divisa i tre diversi ordini presenta i tre ingressi centrali al piano terra scanditi da coppie di colonne sotto capitelli di ordine dorico che affondano su basamenti prismatici. Un balcone nobile al centro della facciata al primo piano, contenuto alla parete da una balaustra col traverso continuo e l’arco spezzato per ospitare uno stemma, è sostenuto dalle colonnine, mentre al secondo ordine appartengono due coppie di finestre sistemate in modo simmetrico tra loro e tra loro ed il balcone e strette tra paraste, che a loro volta sostengono il timpano arcuato col traverso spezzato. Al terzo ordine, di minore altezza rispetto al secondo ordine, stanno cinque finestre con cornici a stucco. Quattro paraste s’aprono in verticale separando in due fasce laterali di ugual misura la facciata del palazzo dei Telefoni. La presenza di paraste e trabeazioni che conferiscono ugual simmetria geometrica e ponderale caratterizza anche la facciata postica a via Amedeo, con la sola differenza del piano seminterrato il cui paramento a muro ne è lo stesso basamento. Per tutte le facciate il riquadro definito per ognuna delle trabeazioni e delle paraste son determinate dal colore rosso dei mattoni a facciavista.


Spazio note

(1) [Liberamente estratto da: Il Palazzo dei Telefoni al Rione Amedeo in Napoli di Camillo Guerra A cura di RENATO IOVINO in formato pdf]