Complesso Spirito Santo a via Toledo Napoli

E’ il complesso dello Spirito Santo a Napoli, vera e propria cittadella universitaria di proprietà del Banco di Napoli acquistato a metà degli anni Settanta del Novecento dall’Università Federico II di Napoli, per collocarvi funzioni didattiche e di ricerca della locale facoltà di Architettura1.

E' nato dal reciproco intrecciarsi di tre corpi di fabbrica: la chiesa dello Spirito Santo iniziata nel 1564, il conservatorio ed il palazzo del Banco dello Spirito Santo, determinata come istituzione unica dalla Confraternita dello Spirito Santo.

Sta ubicato all’incrocio delle tre vie dell’insula della Corsea, ed ovvero, il moderno rione Carità: due di queste, via Pasquale Scura e vicolo Maddaloni, appartengono alla retta di Spaccanapoli, la terza strada è via Toledo, che tangente le attraversa allo storico incrocio.

Al complesso dello Spirito Santo di Napoli, è accreditata la sezione riguardante il Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione del Territorio, nato con sigla L.U.P.T., nel 1976, una branca della Cattedra Urbanistica della Facoltà di Architettura diretta da Raffaele D'Ambrosio al quale è dedicata la sezione, ed ovveo un Centro Interdipartimentale di Ricerca afferente l'Università degli Studi di Napoli Federico II, attivato col proposito di rispondere alla domada delle aziende e dei professionisti del terzo settore circa la formazione professionale continua e superiore.

E nell'ambito della scuola di Alta Formazione è attivo il Laboratorio di Sperimentazione multimediale operante specificamente nel campo dell'apprendimento digitale, multimediale e a distanza.


Il complesso dello Spirito Santo e la Confraternita dei Bianchi e dei Verdi.

I varchi aperti attorno al complesso, furono oggetto di sventramento immobiliare, mai eseguito, progettato per collegare piazza del Gesù Nuovo al Corso Vittorio Emanuele.

  • Dinnanzi a sè il complesso fronteggia i palazzi Doria D’Angri ad angolo di piazzetta XX Settembre, ed il palazzo dei Carafa di Maddaloni e più propriamente nell’area di creazione della nuova murazione urbana della città di Napoli ai tempi del viceregno. L'operazione avvenne all’indomani della crescita esponenziale dello studentato ospite negli spazi ormai esigui del Palazzo Orsini a via Monteoliveto. Fu inaugurato come tale nel 2006 dopo lunghi anni di lavoro di restauro ed attualmente accoglie la quasi totalità delle attività didattiche dell’istituzione universitaria in stretta vicinanza anche logistica con la sede storica di via Monteoliveto. Il complesso è ben visibile nella pianta Lafrery del 1566 con la chiesa da poco ultimata, stretta da due cortili sui fianchi di nord e di sud, corrispondenti alle due diverse sezioni del Conservatorio. L’una, riservata alle fanciulle, fu gestita dalla Confraternita dei Verdi composto di un piccolissimo oratorio e qualche locale minore attorno al primo cortile. L’altra, riservata alle figlie delle prostitute gestita dalla Confraternita dei Bianchi e realizzato da questi ultimi su un pezzo di terreno acquistato alle spalle della chiesa prospisciente l’attuale vico Bianchi e sul quale venne edificato un piccolo oratorio. Il complesso andò via a via formandosi entro l’area definita da via Toledo, via del Forno Vecchio e via Pignatelli, mentre per la configurazione dell’area secondo gli schemi attuali per una più certa testimonianza storica bisognerà attendere gli esiti delle topografie di Giovanni Carafa duca di Noja, del 1775, laddove la stessa chiesa dello Spirito Santo la si vede con la forma assegnatale da Mario Gioffredo, autore medesimo della sistemazione del palazzo Latilla a Pontecorvo.

La lunga storia delle acquisizioni tra Confraternite e Collegi Riuniti.

Divenuto, lungo tutto il Seicento napoletano, uno dei complessi di carità istituzionale ragguardevole.

  • Considerandolo ovviamente dopo quello della chiesa dell’Annunziata di Forcella, ed ebbe bisogno di ampliarsi come progetto in luogo del gran numero di soggiorni offerti alla cittadinanza povera, sicchè, su progetto e direzione di Costantino Avallone, tra il 1612 ed il 1618, Giovan Giacomo di Conforto avviò opere di ammodernamento e di ristrutturazione, riqualificate nuovamente durante tutto il Settecento e nell’Ottocento la nascita del Banco di Napoli risultante come si sa dalla fusione avvenuta nel decennio francese dei Bianchi della Pietà, Banco dei Poveri, Banco di Sant’Eligio, Banco dello Spirito Santo già proprietario del Conservatorio raggruppato a sua volta nei Collegi Riuniti poi fuso con l’Albergo dei Poveri a piazza Carlo III. Ma la radicale trasformazione del complesso divenuto proprietà dell’istituzione bancaria cittadina avverrà solo negli anni Sessanta del Novecento.

L'insediamento del Banco di Napoli e l'intervento di Marcello Canino.

  • Ottenutane licenza nel 1963, il Banco di Napoli affida a Marcello Canino il progetto di ristrutturare tutto il complesso a partire dalla totale demolizione delle fabbriche preesistenti complessivamente tutte uguali tra loro e, nello stesso piano, edificarci nuove strutture moderne, e cioè quelle che oggi son pienamente visibili sulla stessa strada che conduce alla Pignasecca. I lavori furono poi divisi in due lotti; il primo, con un evidente sforzo di ”ambientamento” poiché posto sull’arteria principale della città, fu avviato nel 1965, durato fino al 1968, durante il quale, vennero demoliti i corpi di fabbrica ad angolo di via Toledo e via del Forno Vecchio per poi costruirne uno nuovo con disposizione degli spazi di modo che fossero accolti gli uffici al piano terra e le abitazioni private ai piani alti. Seconda operazione nel 1974, prevedeva la realizzazione di un volume di otto piani fuori terra, adibiti ad uffici, abitazioni, area parcheggio, negozi propiscienti la strada dalla quale l’immobile è stato distanziato adeguatamente, oltre a dei locali sotterranei raggiungibili da una rampa posta all’ingresso centrale di via del Forno Vecchio. In corso d’opera si è poi deciso circa la destinazione finale dell’immobile nel suo complesso oltre che di arretrarne la facciata di 10 metri rispetto alla strada su via Pignatelli.


Spazio note

(1)Liberamente estratto da: Complesso del Conservatorio dello Spirito Santo / Renata Picone ; con una presentazione di Stella Casiello. - Napoli : Clean, [2008]. - 119 p.: ill. ; 21x23 cm. Sez. Nap BNN Settimo B 232