Chiesa di San Giorgitiello Napoli

E’ una delle chiese chiuse di Napoli1, che oggi non esistono più, fatta demolire dai Filippini assieme alla chiesa dei Barbieri, onde far posto allo scenografico largo dei Girolamini a via dei Tribunali, sulla sequenza dei lotti dei Gattola e degli Scorziati ai quali sottrassero i giardini ed altri locali fatti salvi il palazzo e la chiesa della Scorziata.

La chiesa di San Giorgitiello è stata distrutta anche per il necessario quietarsi delle liti di fine Seicento contro il Collegio degli Ebdomadari che imposero ai Girolamini di non edificare la propria chiesa su Via Duomo, ove tutt’oggi mantengono l’ingresso.

Realizzato negli anni di Dionisio Lazzari e l’edificazione della Cappella dell’Assunta o anche detto dell’Oratorio dei Filippini sul fianco a destra di via Duomo all’altezza della chiesa Cattedrale ed installato più propriamente nelle sedi del palazzo Seripando, sugli espropri Scipione e Roberta Filomarino.
La chiesa è passata alle cronache storiche anche come chiesa di San Giorgio al Mercato Vecchio per distinguerla da San Giorgio Maggiore ai Mannesi.

La nomina a rettore del molto reverendo padre Giovanni Piscicelli già reggente della chiesa di San Sossio di Fratta, Sant’Angelo di Solofra, dei Santi Giuliano, Pietro Angelo di Montemauro e della chiesa di San Magno di San Severino è la prima notizia più certa su questa chiesa scomparsa, di patronato quasi sicuramente dei Piscicelli del vico Scassacocchi a Forcella.



Esecutore del decreto di papa Martino V fu il Canonico Cicco de Loffredo ed investito del potere medesimo di elevare la chiesa a parrocchia napoletana per documento apostolico letto in copia il giorno 24 di dicembre del 1427.

  • Infine si legge dai documenti in custodia alla biblioteca dei Girolamini, copia del decreto dell’allora vicario generale Antonio D’Angelo che nominava proprio il De Loffredo rettore della stessa chiesa. Ed ancora nel Libro Scritture Acquisto girolominiano, il Cardinal Burali d’Arezzo trasferiva in questa chiesa ormai parrocchiale il Collegio dei Fratanzari di San Paolo Maggiore. Solo per autorità apostolica di papa Gregorio XIV quest’edificio sacro a San Giorgio venne affidato accedente regio exequatur ai Girolamini, confermato dal Nunzio apostolico quello stesso anno. Il 16 settembre del 1592 Cesare Capece Miunutolo assegnava ufficialmente ai Girolamini anche la chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Alla riforma dell’assetto parrocchiale di quello stesso secolo si legge nel decreto di Clemente VIII fatto pubblicare e diffondere a Napoli per opera del Cardinal Alfonso Gesualdo, nella qual occasione la stessa parrocchia e relativa chiesa di San Giorgitiello venne in presbiteri congregationis oratorii assorbita dalla cattedrale di Napoli. Gli Eletti della città di Napoli l’ultimo di ottobre del 1603 supplicarono la Persona del papa di Roma onde scongiurare che la loro parrocchia minore venisse distrutta. La supplica non esitò buoni frutti. Quattro anni dopo la Chiesa riconobbe la proprietà dei Filippini sul manufatto, i quali, il 30 ottobre del 1607 proferirono il laudo e la chiesa cominciò ad esser abbattuta cinque anni più tardi. In quel luogo nel 1613 sparita per sempre la chiesa di San Giorgitiello, si decise di apporre una lapide in ricordo proprio nel muro della piazza, e con l’avvento dell’era borbonica sparì pure la lapide.


Spazio note

(1) [Liberamente estratto da: *˜Il œlargo dei Girolamini / Borrelli Mario. - Napoli : Tip. G. D'Agostino, 1962. - 124 p., [8] c. di tav. : ill. ; 24 cm Codice SBN NAP0004661]