Villa Carafa a Pizzofalcone Napoli

E’ la villa di Andrea Carafa1 che s’era fatta costruire a Napoli2, sul colle tra Pizzofalcone ed il Monte di Dio, lo sperone tufaceo che separa il Chiatamone da Via Chiaia.

Il materiale tufaceo servito per costruire l'opera venne estratto dalla cava sottostante presente lungo il percorso del Tunnel Borbonico e dalla quale è uscito tutto il tufo necessario per costruire anche la chiesa ed il convento della Santissima Annunziata all'Egiziaca, oggi più conosciuta come la Nunziatella.

La villa è egregiamente sistemata con tanto di affaccio sul golfo, e la si poteva un tempo raggiungere dal fondo di Via Partenope e dal Borgo dei Marinari, grazie alle erte gradinate dai tornanti curvi tracciate nel cuore del sistema residenziale del Pallonetto a Santa Lucia al Mare.

Queste scalinate furono poi via a via disertate già a partire dal Settecento, fino a quando furono quasi del tutto sostituite durante l’azione di bonifica dell’Ottocento.

Resta di autore ignoto o comunque malamente interpretato dal muro maestro e più precisamente, dalle analogie stilistiche della fascia d’ornia sul portale di vico II Foglie a Santa Chiara, assai simile al palazzetto quattrocentesco in via Pier delle Vigne a Capua, e ai palazzi D’Aponte, De Curtis ed il palazzo Govoni in via Bruno Giordano a Nola. E’ stata attribuita agli ambienti dell’architettura fiorentina settignanese, operanti a Napoli alla fine del ‘400. Il perimetro delle sue mura coincidono col perimetro delle mura dell’attuale Caserma Bixio.


Storia breve della Villa ed il confronto con le carte antiche. 

La villa verosimilmente poggia su ciò che resta di un grandioso ninfeo imperiale scavato nella roccia sulla terra ferma, probabilmente adattato a residenza per una personalità di rango legato soprattutto agli interessi di adattare tutta l’isola di Capri a dimora dell’ultimo imperatore di Roma, e più verosimilmente ascrivibile alla grandiosa residenza napoletana del generale Lucullo3.

  • E’ vista sulla Carta Lafrery Etienne Dùpérac del 1566, la più vicina nel tempo alla data di costruzione della medesima residenza, col portale decentrato a nord, sei finestre quadrate al primo piano ed altre sei al secondo una in più rispetto all’edificio attuale. Altri elementi che la rendono ricca in dettagli: il bel portale malamente rimontato sul lato occidentale, il toro di piperno che fa da cornice marcapiano lungo tre lati e i grandi archi dell’androne del cortile, la scala principale, nella quale paraste ed archi in piperno esaltano la struttura fatta ora di volte a botte rampanti ora di volte a crociera. Il confronto della villa di oggi con le carte dello Stopendaal e del Lafrery, le notizie storiche raccolte e relative all’ampliamento dell’edificio per uso militare inducono a credere che in antichità l’edificio si presentasse ugualmente con la stessa dimensione di pianta oggi ridotta. Sorgeva quindi isolato e con un carattere di fortezza nella prevalenza che si ha dei pieni sui vuoti, nelle membrature di pietra e l’assenza di un a vera e propria euritmia di composizione. E’ anche desunto che alla fabbrica si accedeva dal lato dello stesso attuale ingresso agganciato alla stessa via che conduce alla chiesa dell’Egiziaca e alla gradinata che sale su dal Borgo di Santa Lucia nella stessa direzione dell’antichissima badia di Santa Maria a Cappella Vecchia oggi sede della comunità ebraica napoletana.


Spazio note

(1) [Terzogenito di Galeotto signore di Airola, servente le guerre della seconda metà del secolo XV e degli Aragonesi di Spagna nei primissimi anni del secolo successivo. Sua moglie fu una De Balzo. G. Ceci, Il Largo di San Domenico Maggiore in Napoli Nobilissima vol. XV 1906]
(2) [Liberamente stratto da: Villa Carafa e storia urbanistica di Pizzofalcone di Giulio Pane in Napoli Nobilissima BNN Per. Ital. 355 fascicolo VI anno 1963]
(3) [Tutti gli scrittori di cose antiche, ad eccezione di Mario Napoli, accertano come vera e fondata quest'ipotesi. Primi fra tutti e anche il più recente tra i tanti J. Mazzoleni Il Monastero dei Santi Severino e Sossio, ; Summonte Dell'historia della citta, e regno di Napoli, di Gio. Antonio Summonte napolitano. Tomo primo [-quarto]. - In Napoli : a spese di Antonio Bulifon libraro all'insegna della Sirena, 1675. - 4 v. : ill. ; 4. ((Il vol. 1 ha per tit.: Historia della citta e Regno di Napoli. - Marca di Antoine; *Guida de' forestieri, curiosi di vedere, e d'intendere le cose piu notabili della regal città di Napoli e del suo amenissimo distretto. Ritrovata colla lettura de' buoni scrittori, e colla propria diligenza dall'abate Pompeo Sarnelli. Ornata di vaghisime figure. .. - In Napoli : presso Giuseppe Roselli : a spese di Antonio Boulifon, libraro di S.E., 1685. - [48], 423 [i.e. 483], [15] p., [36] c. di tav. calcogr., di cui 4 ripieg. e 1 doppia : ill. ; 12º