Chiesa di Sant’Agrippino a Forcella di Napoli

E’ una delle chiese di Napoli1, fondata nell’ultimo ventennio del Quattrocento2 ed affidata per volere della contessa di Lemos solo nel 1616 ai monaci Basiliani, gli stessi che commissionarono nel 1758, i lavori di ampio restauro alla chiesa e al convento al Tagliacozzi Canale, quasi contemporaneamente al risorgere della gloriosissima Casa e chiesa dell’Annunziata Maggiore.

Si trova nell’area della sezione Mercato seconda municipalità. Nel 1870 la volta della chiesa che minacciava il collasso venne rifatta e nel 1944 vennero intrapresi lavori di ammodernamento poi presto abbandonati.

Racconta Ferraro nell’Atlante storico di Napoli, che fu quella l’epoca i cui tutt’attorno alla chiesa di Sant’Agrippino come del resto su tutta l’ampia zona di Forcella ed anche al Borgo Sant’Antonio Abate e sotto Montesanto a Montecalvario in seguito all’Unità d’Italia vennero realizzati i cosiddetti barbacani, utilizzati precisamente dalla popolazione meno ambiente come veri e propri negozi dediti al contrabbando delle sigarette americane importate illegalmente all’indomani dell’avvento delle “bionde americane” a Napoli, oltre al commercio di acqua colorata spacciato per wisky.


Recensione breve della chiesa nell'Atlante Storico di Italo Ferraro.

  • I barbacani vennero tutti rimossi dopo il terremoto de 23 novembre del 1980 e dopo il terremoto del febbraio del 1981 tutto il fianco della chiesa venne riportato alla sua naturale magnificenza. Con facciata incompiuta, oggi si presenta una liscia parete bianca, da cui spicca solo il portale con fascia di piperno in basso; secondo Roberto Pane, lo zoccolo del basamento in piperno è da ascrivere alle modifiche e agli adattamenti del XVI secolo. Il soffitto prima del crollo definitivo agli inizi del XIX secolo era intagliato nel legno ritraente la figura del Santo com’è capitato per la figura di San Filippo Neri al soffitto della chiesa dei Girolamini a via Duomo. Il portale, elemento di epoca aragonese, esibito sul vico di Sant’Agostino in tutto simile al portale della cappella Brancaccio a Spaccanapoli nell’omonima piazzetta, architravato e con lunetta sovrapposta ad arco tondo, su marmo chiaro reca lo stemma “Y” della Forcella, mentre sopra l’altro portale d’ingresso a via Forcella v’è l’epigrafe ”Ad bene agendi nati sumus”

Storia breve della chiesa di Sant'Agrippino a Forcella. 

La chiesa di Sant’Agrippino a Forcella fu ceduta dagli estauritari del 1333 alla congregazione dei Governatori di Sant’Arpino3, ciò indusse Venditti il primo ad introdurre quest’argomento a considerare di quell’epoca l’arco trionfale della chiesa ed il suo abside chiaramente di stampo angioino emerso in superficie dopo esser stata ”scoperchiata” dalle bombe del 4 agosto 1943.


  • La chiesa è circoscritta nell’area dei Mannesi, sotto San Giorgio Maggiore sacra a Sant’Agrippino, sesto vescovo napoletano nel calendario gesta episcoporum residente fin dal secondo secolo stante a quanto racconta il Grimaldi nella casa privata dei Sicola, in quella stessa abitazione poi divenuta alla morte del vescovo prima un oratorio poi la chiesa nella sua forma attuale. Il biografo del vescovo Atanasio cita nella zona detta appunto degli Ercolanesi, laddove oggi ancora resiste la chiesa di Sant’Eligio dei Chiavettieri, una chiesa già dedicata a Sant’Agrippino data tra il IX e X secolo. Questa stessa chiesa, la dice il D’Aloe consacrata attorno al 1266 per mano di papa Clemente IV, mentre il Celano riferisce di un enorme contributo da parte di 14 famiglie nobiliari tutti appartenenti al Seggio di Forcella e comunque prima del 12784. E’ invece del ‘700 il portale che si trova sotto i portici del contiguo monastero. I monaci Basiliani che la tennero in custodia la spogliarono della sua veste angioina, rivestendola di elementi bizantineggianti poi fusi e cesellati nel tardo barocco del ‘500 ad eccezione della zona absidale che sola rivestirono di stucchi. Si attribuiscono all’opera di Tagliacozzi Canale i numerosi corpi aggiunti alla corte della chiesa medesima oltre alle arcate tompagnate in un chiaro processo di lettura architettonica rimasta legata alla primitiva conformazione. Delle opere pregevoli tanto citate sia dal Galante che dal Celano non resta nient’altro che appena qualche blocco in piperno che sosteneva un tempo il magnifico organo opera del Moro; mancano a leggere i due autori: una tavola del ‘300 raffigurante la Vergine col bambino e gli Angeli, un orologio di fattura tardo quattrocentesca, un dipinto murale ritraente la Madonna delle Grazie fatto staccare nel 1576 dalla chiesa di Santa Maria a Piazza al Vico Scassacocchi oltre alla Pala sull’altare di Marco Pino. 

Il Crocifisso di Sant'Agrippino. 

Presenti nella chiesa invece un Ecce Homo dell’800 e di quello stesso secolo anche una Madonna Maria Addolorata sorretta da un angelo e pochi frammenti di un pavimento in maiolica settecentesca ed un Crocifisso anche questo un tempo alla chiesa di Santa Maria a Piazza, di autore ignoto su legno dipinto e da Ferdinando Bologna detto di qualità altissima.

  • Schiettamente romanico maturo, il Crocifisso di Sant’Agrippino del XIII secolo è da considerarsi nell’orbita della cultura spagnola pirenea, più antico anche se più scadente rispetto al Crocifisso del Duomo di Napoli. L’altro Crocifisso del XVI secolo è invece stato discusso per la prima volta da Ottavio Morisani rilevando nell’opera un’aurea brunelleschiana; di contro invece il Bologna lo relega al momento napoletano di sensibilizzazione artistica fiammingo-iberica, diciamo sul principio del ‘500 sotto lo stimolo del pessimismo riscontrato per l’Ordonez; per il perizoma e per l’impostazione generale questo Crocifisso assomiglia molto al Crocifisso di San Gregorio Armeno. Ancora del del XVIII secolo è un olio su tela ritraente una Scena di vita quotidiana del Santo Basilio. Venditti a riguardo dell’impianto absidale, mettendo in rapporto i fornici della chiesa di Sant’Agrippino con quelli di Sant’Eligio al Mercato ed i contrafforti delle chiesa ai Mannesi con quelli della chiesa Donnaregina Vecchia a Settembrini, riesce a datarlo all’ultimo quarto del Duecento.

Spazio note

(1) Testi consultati: libro antico: Vita del glorioso S. Agrippino vescovo, e protettore della fedelissima città di Napoli. Divisa in cinque libri del r.d. Antonio Secco ... con la descrittione, e fondatione della sua chiesa. .. - In Napoli : per Michele Monaco, 1682. - ?8?, 435, [3! p. ; 8º. ((Fregio xil. sul front. - Segn.: a4 A-2D8 2E4. - Ultima c. bianca. Var. B.varia il 1° gruppo dell'impronta. Autore Secco, Antonio Secco, Antonio Tipografo. Ed ancora: *La Chiesa di Sant'Agrippino a Forcella : verso una memoria ritrovata/ Ivano Iannelli. - Napoli : Intra moenia, [2005]. - 63 p. : ill. ; 21 cm. Autore Iannelli, Ivano Soggettario Firenze NAPOLI -. Altre fonti estratte da: *[2]: Quartieri bassi e il Risanamento / Italo Ferraro. - Napoli : Clean, [2003]. - XCVI, 543 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 8884970814 Comprende Napoli : atlante della città storica , 2 Autore Ferraro, Italo Soggettario Firenze Napoli - Rioni e quartieri - Urbanistica Luogo pubblicazione Napoli Editori Clean Anno pubblicazione 2003
(2) [*Architettura del Rinascimento in Napoli / Roberto Pane. - Napoli : Editrice politecnica, 1937. - 327 p. : ill. ; 23 cm.]
(3) [ *L'architettura dell'alto medioevo ed ancora: urbanistica ed architettura angioina a Napoli / Arnaldo Venditti. - °Napoli : Societa editrice Storia di Napoli, °1969?]. - P. 775-876 : ill. ; 31 cm. ((Estr. da: Storia di Napoli, v. 2. Autore Venditti, Arnaldo Soggettario Firenze Architettura - Napoli - Sec. 6.-12. Luogo pubblicazione °Napoli Editori Societa editrice Storia di Napoli, °1969? . Si chiarisce qui sempre a nome del Venditti che Sant'Arpino è la distorsione dialettale di Sant'Agrippino]
(4) [Vedasi per il D'Aloe: *Storia della chiesa di Napoli provata con monumenti / libri cinque del commendatore Stanislao D'Aloe>> ˜œStoria della chiesa di Napoli provata con monumenti 2. - 2. ed. rifatta e continuata sino agli ultimi tempi / libri cinque del commendatore Stanislao D'Aloe. - Napoli : Tipografia degli Accattoncelli, 1873. - CXIV, 337 p. ; 18 cm; per il Capasso: *Bartolommeo Capasso : storia, filologia, erudizione nella Napoli dell'Ottocento / a cura di Giovanni Vitolo. - Napoli : Guida, [2005]. - 352 p. : 1 ritr. ; 23 cm.; per il Celano: *Notizie del bello dell'antico e del curioso della citta di Napoli / raccolte dal can. Carlo Celano divise dall'autore in dieci giornate per guida e comodo de viaggiatori ; con aggiunzioni de piu notabili miglioramenti posteriori fino al presente ... per cura del cav. Giovanni Battista Chiarini 3. - Napoli : Stamp. di Agostino De Pascale, 1858. - 952 p., 2 c. di tav. ; 24 cm.]