Chiesa dei Meschini agli Orefici di Napoli

E’ una delle chiese chiuse di Napoli1, distrutte assieme a Sant’Agata della Lamia dal Risanamento napoletano della classe 1875, durante la bonifica dei quartieri Bassi di via Duomo relativamente al tratto meridionale del Pendino .

La bonifica interessò anche Via Nuova Marina oltre alla pianificazione comunale della costruzione del Corso Umberto I sul quale sbucava con poco spazio abisdale mantenendo facciata ed ingresso al Borgo degli Orefici.

La cupoletta sovrastante pure affacciava sul Corso ed uno stupendo altar maggiore venne distrutto dalla razzia delle leggi murattiane. Fu sacra a Santa Maria dei Muschini.

Esisteva già prima nel 1178 come cappella detta di Santa Maria degli Afflitti, patronato della famiglia Moschini, volgarmente storpiata in Meschini, questo stante a quanto riporta il D’Aloe, che per altro la individua in un cortile dietro il Seggio di Portanova, mentre l’Araldo riferisce di un patronato sulla cappella medesima da parte della famiglia degli Afflitto.

  • Pur tuttavia resta da aggiungere che evidentemente il D’Aloe si riferisce ad una situazione di molto precedente rispetto agli anni di residenza della famiglia napoletana a cui ha affidato il patronato della cappella che già in quel periodo reca i fregi delle armi angioine. Quindi dev’esser per forza di cose questa la chiesa che un tempo fu cappella sorta nel pressi del Seggio degli Acciapacci dell’XI secolo. Nel 1305 venne restaurata da Giovannello Cotugno e duecento anni dopo venne rifatta per comando dell’arcivescovo Mario Carafa dai Complateari, che la rifecero nel 1596 fondandovi la Confraternita della Carità del Signore riconosciuta solo nel 1575. Due anni più tardi venne fondato anche l’oratorio della Confraternita riconosciuto alle fonti come la Confraternita Succurre Miseris agli Orefici con ingresso autonomo al vico dei Chiodaroli ed alcune affermazioni del Ceci dicono che dentro v’eran stati costruiti almeno 7 altari, ma è sufficiente credere ne siano bastati 5. In un rilievo dell’800 se ne apprezza la singolarità tipologica data da una prima campata passante tra la piazza degli Orefici ed il vicolo che portava il suo nome. Eretta nel 1526 si ricorda brevemente la chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Pescivendoli che l’Araldo collega alla comunità dei Genovesi di stanza a via Medina sotto San Giorgio e San Giacomo degli Spagnoli a piazza Municipio ed allo storico mercato del pesce, che da Via Santa Brigida sotto Castelnuovo conduceva alla larga piazza di Palazzo sotto Pizzofalcone. In questa chiesa si ricorda una tela di Polidoro da Caravaggio ed un Monte di Pietà col titolo di Santa Maria di Loreto.
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Spazio note

(1) Estratto da: Ricordi della vecchia Napoli : notizie delle chiese comprese nel piano di risanamento della citta / raccolte da Giuseppe Ceci. - Napoli : L. Pierro, 1892. - 146 p. ; 26 cm. ((Estr. da: Archivio storico per le province napoletane, anni 1890-1892. - Ed. di 100 esempl. Autore Ceci, Giuseppe Soggettario Firenze Napoli - Chiese - Piani regolatori - Sec. 19. Luogo pubblicazione Napoli Editori L. Pierro Anno pubblicazione 1892; ricostruzione del testo da: Quartieri bassi e il Risanamento / Italo Ferraro. - Napoli : Clean, [2003]. - XCVI, 543 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 8884970814 Comprende Napoli : atlante della città storica , 2 Autore Ferraro, Italo Soggettario Firenze Napoli - Rioni e quartieri - Urbanistica Luogo pubblicazione Napoli Editori Clean Anno pubblicazione 2003 bblicazione 1624