Statua di Carlo d'Angiò Napoli

E’ di Tommaso Solari, la statua di re Carlo d’Angiò, oggi sepolto nel Duomo di Napoli1.

Col volto umanamente antipatico, la statua del re è stretta tra le statue di Federico II di Germania e re Alfonso il Magnanimo.

Di questo autore si ricordano vari gruppi scultorei detti minori realizzati per la facciata del Cattedrale napoletana.

E’ la terza delle otto statue dei re alloggiate nelle rispettive nicchie sulla facciata principale di Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito.

Tommaso Solari è anche l’autore del monumento a Carlo Poerio di piazzetta San Pasquale a Chiaia e de’ I due leoni posti a guardia dell’ingresso all’Accademia della Belle Arti, di cui fu professore aggiunto in Scultura fino a tutto il 1863 ed accademico di merito alla sezione scultura presso l’Accademia di San Luca in Roma.

E’ stato anche medaglia d’oro per i saggi inviati all’Accademia di Roma dove ricevette il pensionato. Tommaso Solari è stato anche autore del:

  • monumento alla memoria di Paolina Ranieri installato in Santa Chiara a Spaccanapoli, distrutto dalle bombe del 1943;
  • tutti e dodici i busti all’interno di Castelcapuano,
  • la statua di Tommaso D’Aquino all’interno della Università centrale della Federico II;
  • uno dei Quattro Leoni di piazza dei Martiri, quello che rappresenta la Rivoluzione del 1860;
  • i busti di Andrea ed Agostino Doria presso il palazzo Doria D’Angri a via Toledo;
  • la Baccante eccellente opera d’arte in mostra al museo di Capodimonte, una copia di questa è a Parigi,
  • ed infine, le statue di Cristoforo Colombo e Giambattista della Porta presso l’istituto tecnico a via Tarsia.

Descrizione dell'opera: Carlo I d'Angiò.

La testa di questa statua si legge nel documento che ne espone la critica sembra esser riuscita più di tutte, una sorta di miracolo dell’esattezza storica.

  • In fatto di tratti fisiognomici brutti e spaventosi, quindi, la statua di Carlo d’Angiò è la meglio riuscita. Nel volto cupo della statua vi si rivela il vero carattere di questo personaggio che si è caratterizzato per esser stato, perverso, feroce, maligno, sempre sospettoso e alquanto superbo. Carlo d'Angiò è stato il sovrano di Napoli primo ad avviare gli scavi di fondazione del Maschio Angioino, pur tuttavia restò sempre disdegnato della corte che egli stesso s’era creato e circondato attorno. La sua efferatezza è rimasta storica come la sua bacchettoneria. L’occhio del volto è torvo e rispecchia fedelmente la doppiezza e la crudeltà del suo animo; il labbro inferiore è quasi appiccicato a quello superiore come in un atto di profondo disdegno, l’unica forma percepibile in maniera conclusiva di un insieme tetro e pauroso. Sebbene sia stata riconosciuta l’unica delle otto statue meglio proporzionata, un difetto nelle pieghe del manto riconoscono quanta storia vi si nasconde dietro il manufatto che per lungo tempo fu ritenuto non consono ai codici dell’arte accademica.

Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Le statue della reggia di Napoli. Note critiche e profili artistici di Vincenzo Della Sala Napoli Facco e C. 1889 BNN RACCOLTA AMALFI Busta A 20/17