Storia dei Frati Minori di Santa Chiara a Napoli

Sono i Francescani dell'Ordine dei Frati Minori di Napoli1 annessi alla Terza Provincia campana dell'Ordine dei Frati Minori detta del SS Cuore di Gesù2.

La Provincia minoritica è sorta a sua volta sulla separazione dei diritti condivisi3 con la Provincia di Terra di Lavoro4 comprendenti tutte le Case Francescane di tutta quanta la Regione escluse Massalubrense, Sorrento e Vico Equense, ma nel contempo ammesse le case dell'Ordine in Terra di Minturno a Latina.


I Francescani dell'Ordine dei Frati Minori hanno la Curia Provinciale dal 1953 nell'ex monastero delle Clarisse di Santa Chiara a Spaccanapoli.
 
I Frati Minori napoletani hanno subito fortemente il martirio di Federico II allora in lotta contro il papato di Roma, nella persona di fra' Simone da Montesarchio il primo dei perseguitati dell'Italia francescana.


Storia breve dell'Ordine dei Minori a Napoli. 

Mentre invece, diversamente, nei vescovi di Gaeta ed Isernia i Minori napoleteni ebbero avuto i loro protettori stabiliti per decreto di Santa Sede, negli anni in cui a Parigi s'intensificava la lotta contro gli Ordini Mendicanti perpetuata dai professori della Sorbona appartenenti al clero secolare e che ebbe grand'effetto specie nelle esecuzioni delle più efferate condanne a morte nelle sedi minoritiche di Salerno e Cassino.

  • Le controversie circa la condizione di povertà pratica e teoretica dei Francescani preparò la strada alla penetrazione sempre più profonda del movimento estremista detto degli Spirituali, un numero sempre maggiore di Minori usciti dalla condizione dell'Ordine che a Napoli nel conventino di Santa Chiara5 ebbe nelle persone di Simone de Servario e Andrea da Gagliano i due massimi pensatori dell'estremismo pauperistico ispirato notevolmente alla vita travagliata di Angelo Clareno. In città a partire dagli sconvolgimenti del potere angioino, le frange settarie degli spirituali seguaci per lo più di Michele da Cesena prospereranno all'ombra di re Carlo II d'Angiò altrimenti detto lo Zoppo. Il quale, negli anni in cui fu re a Napoli si servì con pudore e severità di Arnaldo da Villanova, celebre medico del tempo, l'eiusdem furfuris degli Spirituali, per avanzare al Papa di Roma un documento che ne attestava la protezione ed il favore angioino continuato anche durante il regno di Roberto il Saggio e della regina Sancia di Maiorca, rinnovando a piè spinto la fiducia nei Francescani indotti allo spiritualismo zelante tanto da esser entrambe i sovrani rimbrottati da Giovanni XXII. In verità a tener banco al Papa di Roma in favore dei Francescani ribelli di Napoli, vi fu il fratello della regina Sancia, Filippo di Maiorca, principe bigotto ed irresponsabile, un fanatico della causa francescana condotta dall'ala più oltranzista degli spirituali napoletani che proteggeva nei romitori di Lettere, Grumento Nova a Potenza e a Santa Maria di Marsico Vetere nello stesso Comune dove trovò morte Angelo Clareno.

Le prime scissioni in seno all'Ordine dei Minori napoletani.

La sconfessione degli Spirituali a Napoli, che diede frutto anche nelle voci più laiche di Roberto d'Oderisio e delle sue fortunate vicende storiche nel merito dei capolavori dell'autore nella chiesa dell'Incoronata a via Medina, pur detta chiesa della Spina Corona, per un certo tempo confusi con i capolavori di Giotto, diede avvio al Movimento Osservante dei Francescani dalla Santa Sede richiamati all'osservanza di Santa madre Chiesa con pegno di fede nella persona di Paoluccio dei Trinci.

  • Il quale in piena adesione alla pratica cattolica dell'evangelizzazione, non riuscì certo nella pratica di estinguere definitivamente il sentimento spirituale, e neppure ad accordare i nuovi giunti del francescanesimo osservante coi Frati Minori Conventuali, ma sicuramente riuscì nel breve tratto di vita terrena a far riconoscere gli Osservanti nel Concilio di Costanza del 1414. Nel secondo decennio del XV secolo fino alla soglia degli anni Venti del Cinquecento, in Vicaria Osservante di Terra di Lavoro si contavano già 45 case. Fu Leone X nella breve Ita Vos a separare giuridicamente le due famiglie degli Osservanti dai Conventuali; con ciò nel 1517 il Ministro Generale dei Conventuali perse il diritto e titolo di Generale dell'Ordine dei Frati Minori e la Vicaria Osservante di Terra di Lavoro divenne Provincia Osservante di Terra di Lavoro.

I nuovi focolai della Riforma dei Minori a Napoli.

E fu allora che nuovi focolai di riforma non del tutto sedata avviarono processi di scissione in seno all'Ordine dei Frati Minori propriamente detto;


Felicitate quadam di papa Leone XIII e la fine della lunga stagione delle riforme francescane.

Quindi i Frati Minori a Napoli, fatta salva la sola eccezione per Conventuali e Cappuccini vennero rappresentati dalla forza degli Osservanti, i Riformati e gli Alcantirini.

  • Quest'ultima famiglia di Minori venne despagnolizzata nel 1703 e 27 anni dopo, sulla scorta di una discussone terribile degli stessi Alcantarini in nome di una malintesa propria identità, vennero costituiti nella Nuova Provincia Alcantarina di San Pasquale di Lecce. Nel XIX secolo, i Religiosi delle Compagnie e delle confraternite vennero sottoposti alle decurtazioni e alle soppressioni napoleoniche e ancor peggio andò con l'unificazione d'Italia. Coi Gesuiti in prima fila sottratti del potere giuridico, un gran numero di Compagnie religiose vennero sottoposte a leggi vessatorie sino alla confisca degli immobili di proprietà; il già disastrato palazzo Sanseverino, la chiesa del Gesù Nuovo, venne più e più volte chiuso all'ufficio di culto. I Minori, invece, spinti al margine dei diritti pontifici, molte delle loro case in Campania e in provincia di Napoli vennero confiscate e ridotte a secolarizzazione. La soppressione degli Ordini, trovò tregua per i Religiosi ed i Minori con la costituzione Felicitate quadam di papa Leone XIII del 1897, annullando tutte le riforme fino ad allora costituitesi a norma composta allora dell'Ordine dei Farti Minori e della Regolare Osservanza, riunendole definitivamente nell'unico Ordine dei Frati Minori, alle dipendenze di un sol Generale, con un unico abito ed un'unica legislazione, chiudendo la lunga stagione delle riforme francescane.


Spazio note

(1) [Estratto da Novecento Letterario dei Frati Minori Napoletani di Gioacchino Francesco d'Andrea Curia Provinciale e convento di Santa Chiara edizione del giugno 1996. Officine Grafiche Francesco Giannini&Figli]
(2) [La Fondazione della Custodia napoletana del SS Cuore di Gesù ha in appendice storica, iniziata nel 1947 la fondazione missionaria nella diocesi di Jaboticabal, nello Stato di San Paolo in Brasile, divenuta poi Commissariato francescano ed infine Custodia dell'OFM coi frati missionari estratti proprio da Santa Chiara.]
(3) [La vita giuridica della Provincia del SS Cuore di Gesù è dapprincipio stata svolta secondo il diritto del Codice Canonico e le Costituzioni Generali, e dal 1954, da Ordinamento ed Usi. Dal 1971 vennero promulgate leggi e norme riguardanti solo alcune attività della Provincia stessa; altri statuti si ebbero nel 1975 di cui ampiamente si rifà quello del 1979. Nuova stesura di nuova legislazione per la Provincia del SS Cuore di Gesù col titolo Statuti particolari che da allora verrà anche tenuto conto della bipolarizzazione avvenuta nella normativa dell'Ordine divisa tra Costituzioni Generali e Statuti Generali.]
(4) [In Campania sorsero due Province per il servizio dello stesso Ordine dei Minori: la Provincia di Terra di Lavoro sotto l'invocazione di San Giuseppe della Croce e quella del Principato sotto l'invocazione di San Giacomo della Marca. Nel 1903, anno della pubblicazione del primo schematismo dell'Ordine, l'Ordine dei Frati Minori di Terra di Lavoro s'avvalse di 32 conventi su 31 appartenenti alla Provincia del Principato. Le due Province erano molto estese per poter permettere ai Frati di potersi conoscere vicendevolmente e ai superiori di poter lavorare fattivamente in senso unionistico.]
(5) [Conferma indiretta sul conventino dei Farti Minori allora satellite del ben più noto Monastero di Santa Chiara, covo dei ribelli francescani si ha nella decorazione pittorica ancora ivi esistente. In: S. Chiara attraverso la rappresentazione iconografica nel complesso monumentale S. Chiara di Napoli / di P. Gioacchino D'Andrea. - [S.l. : s.n., 1995?]. - P 183-217 ; 23 cm. ((Estr. da: Studi e ricerche francescane, 34 (1995) nn. 1-4. - Fotocopiato. ]
(Nota Aggiunta) [E' l'Istituto Superiore di Scienze e Lettere di “Santa Chiara” fondato nel 1933 dai Frati Minori d'Italia con maggior impulso derivato specie dalla fondazione del Collegio di San Bonaventura di Quarrachi a Firenze nel 1877 e del Collegio Internazionale di Sant'Antonio in Roma nel 1930 estratta dalla forma giuridica dell'Istituzione dei Collegi Serafici ad imitazione dei seminari vescovili imposti dal Concilio di Trento per il clero secolare, con solenne inaugurazione nell'ex monastero di Santa Chiara in Napoli alla presenza dell' allora Ministro Generale dell'Ordine Leonardo M. Bello. Per quanto riguarda il Motu Proprio lo si può leggere in A.O.M., LXI (1942), pag. 177 e segg. Vedasi anche che allo studium dell'Oridne dei Frati Minori di Napoli]