Chiesa Padri della Missione Napoli

E' la chiesa e Casa dei Padri della Missione di San Vincenzo dei Paoli a Napoli1 Municipalità Stella-San Carlo all'Arena.

I Padri della Missione vennero chiamati in questa città già nel 1688 dal cardinal Innico Caracciolo e fatti risiedere nel palazzo arcivescovile al duomo di Napoli e solo successivamente agli anni Cinquanta del Seicento messi in affitto in uno spazio vitale ricavato dalle residenze del Palazzo Sannicandro ai piedi del Santuario di Santa Maria della Stella nell'omonimo quartiere.

Gli ambienti che attualmente occupano l'antico monastero di Santa Maria dei Vergini del soppresso Ordine de' Crociferi, porzione estrema sud del Rione Sanità con facciata del portale d'ingresso prospisciente Via Vergini, un passo accosta alla chiesa di Santa Maria dei Vergini ed il Palazzo detto dello Spagnuolo, fu oggetto di insediamento corporativo dei Chierici della Società di San Vincenzo. 

Costoro insediarono gli anzidetti locali nell'unica valida alternativa al Palazzo Caracciolo di Santobuono nei pressi della chiesa di San Giovanni a Carbonara ov'erano stati inizialmente destinati a vivere in sostituzione degli spazi insediati alla Stella e divenuti insufficienti per il crescere dei membri dello stesso Ordine.


Breve storia della chiesa e l'opera egregia del maestro Vanvitelli.

La chiesa e Casa dei padri della Missione con cupola rifatta dopo i bombardamenti del 1943, è legata alla storia patria napoletana della duchessa Maria Giuseppina di Brandis Staremberg.  

  • Moglie del duca di Sant'Elia, comproprietaria della villa dei Bisignano a Barra, e di Villa Giulia nello stesso Comune, comprese nelle ville settecentesche sul territorio vesuviano del Miglio d'Oro. La duchessa, impressionata non poco dei pregi acquisiti dalle sue stesse proprietà rifatte da Luigi Vanvitelli, ordina la definitiva sistemazione di un complesso religioso già organicamente completato, sommariamente arricchita di due altari collocati in chiesa e realizzati dal maestro marmoraro Pasquale Cartolaro e di un organo pagato per la duchessa e donato alla Società dei Padri della Missione. Mentre l'opera del maestro Vanvitelli per l'egregia chiesa compare ufficialmente in un due mandati di pagamento l'uno datato 1764 girato a favore di Domenico Palazzo al quale il maestro Vanvitelli ha comandato di rifare la tonaca di arena del corridoio di rivolta sino alla scala posta in fondo al cortile e la seconda bolla di pagamento dello stesso anno girata a Leonardo Chiajese per li mattoni ed i ricioli spettinati da mettere sulla porteria2.  Esistono due disegni autografi del Vanvitelli custoditi nell'archivio della Reggia di Caserta, contrassegnati dai numeri 241 e 266, non datati, connessi agli indizi di relazione del maestro Vanvitelli con la fabbrica dei Vergini che comunque resta affidata all'opera dell'architetto senza un preciso fondamento documentario.

Opere e riordini nella Chiesa dei Padri della Missione.

La proprietà dei Padri della Missione, all'indomani della vittoria guadagnata sulla parrocchia dei Vergini in merito ad una controversia durata mezzo secolo sul crollo del tetto di una sacrestia in comproprietà con la famiglia Papa, tenderà ad estendersi agli inizi del Settecento.

  • I Padri della Missione presero a far acquisti sui lotti adiacenti fino al supportico dei Lopez, il vico dei Castrucci, il vico Croce ai Miracoli, e tanta e tale fu la modifica sostanziale dell'insula napoletana dei Vergini, che già sulla carta periziata di Giovan Battista Manni del 1710, si intravedono lavori per il cavalcavia ”pozzetti” e l'apertura subitanea di un passaggio sotto il vico della Sciosciella. Cinque anni dopo diventa superiore della Casa dei Padri della Missione don Vincenzo Cuttica, il quale non mancherà di riordinare gli aspetti primari della fondazione napoletana dei Vincenziani apportando altre modifiche affidate alla mano dell' architetto piemontese Giovanni Andrea Garagni, anch'egli missionario, forte della sua pregressa esperienza e dei successi ottenuti specie nei restauri alla chiesa romana dei Santi Giovanni e Paolo. Ma il progetto del Cuttica concessionario sui disegni del Garagni si presenterà assai vasto e complesso tale da generare fin da subito le ostilità dei Complateari, forti del patronato su parecchie chiese della città prime tra tutte la chiesa dei Santi Francesco e Matteo ai Quartieri Spagnoli.  La causa sostenuta per la fabbrica dei Vincenziani, però proseguirà nonostante tutto avverrà buon esito per i Padri della missione nel 1725. Alla luce dei nuovi ordini e dei nuovi progetti sulle ultime acquisizioni, nella pianta del Papa si intravede un nuovo piccolo volume di carico eretto su due piccole cappelle l'una sopra all'altra e tutte e due in una costola del campanile della chiesa dei Vergini, sulle quali qualche anno ancora più tardi i Vincenziani vi erigeranno l'atrio della Cappella dell'Assunta pur detta Cappella dei Chierici, completata e consacrata nel 1733 assieme a parte della loro chiesa e la nuova sacrestia.   Per il piperno che vi necessitò e per le due imponenti scale, i Padri della Missione si affidarono al maestro Saggese, già collaudato piperniere per i Palazzi San Felice a Santa Maria Antesaecula sulla strada per le Cave delle Fontanelle ed il Palazzo Mastellone alla Carità. Per i lavori di ferro e serrature spetteranno pagamenti registrati a nome di Ametrano ed infine pubblicati poi da Russo e si deve ritenere che anche la galleria lungo il lato di via dei Vergini fosse a quell'epoca ancora un cantiere aperto e di Luigi Vanvitelli non vi fu fino a quell'epoca sentore.  A Giuseppe Scarola i lavori sulla stuccatura degli ambienti che tutt'oggi anticipano il collegio interno alle moderne costruzioni. A Nicola Fabbricatore per la doratura data ai due palazzi della Congregazione e ai vetri e ai piombi si diede conto a Mattia Pinto e a Domenico D'Ambrosio l'incarico sulla porteria.  Il pavimento in cotto venne sostituito nel 1893 con quello in marmo che ancor oggi è possibile ammirare e nel restauro dei primi anni del '900 la cupola nella proiezione dell'intradosso alla cupola vennero sostituiti i lacunari con rombi bicolori e nel 43 dello stesso secolo vennero murate sei finestre originarie delle cappelle e due del vestibolo.

Il patrimonio immobiliare dei Padri della Missione ai Vergini.

Di proprietà dei Padri della Missione al Borgo dei Vergini oggi restano il Palazzo Lagni, l'edifico a bugne piatte che comprende il supportico Lopez, più precisamente a via Vergini, 56, il più vicino al complesso religioso da piazza Cavour

  • La scala in fondo al cortile presenta singolare conformazione. Il portico frontale ha tre arcate, delle quali solo due si trovano in corrispondenza della scala a due rampanti, ma i pilastri del portico e quelli della scala non sono allineati, bensì indipendenti, come fossero state costruite in tempi e secondo architetture diverse. Anche il Palazzo Lopez è di proprietà della chiesa e Casa dei Padri della Missione, già assai visibile nella veduta Baratta del 1629 con la sua torre tutt'ora presente tra gli accrescimenti di costruzioni stratificate; appartenuta al Reggente Lopez diede il nome alla via sulla quale il portale prospettava; acquistato nel '700 dai Padri della Missione che finirono per usarlo come ingresso laterale al collegio vincenziano oggi al numero 8 di via Vergini. Ed infine il Palazzo Capece, che nella carta del Papa, dove tra l'altro è possibile anche meglio osservare tutta quanta la zona del Fosso dei Miracoli, è letta come Casa palaziata del Monte de' Poveri Vergognosi ceduta al fu architetto Capece; comprata dai Padri della Missione nel '700 presenta a destra del cortile un'ampia arcata per facilitare l'accesso alle stalle e sempre a destra, sotto il vestibolo una scala che prosegue poi sopra il vestibolo.


Spazio note

(1) Estratto da: [5]: *Stella, Vergini, Sanità / Italo Ferraro. - Napoli : Oikos, [2007]. - CIV, 551 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 9788890147807 Fa parte di Napoli : atlante della città storica , 5 Autore Ferraro, Italo Soggettario Firenze NAPOLI - Rioni e quartieri - Urbanistica Luogo pubblicazione Napoli Editori Oikos Anno pubblicazione 2007 e da: Archivio di Stato di Napoli
(2) [Documento n°44 del Banco di Santa Maria del Popolo, Giornale Copiapolizze di cassa, matr. 1723, 7 luglio 1764]