Statua di Ruggiero il Normanno a Napoli

Ruggiero il Normanno di Emilio Franceschi è la prima delle otto statue nella nicchia di sinistra sulla facciata principale di Palazzo Reale a Napoli1 dov’è collocata, tra l'altro ritenuta anche la meglio resa in termini di posa tra tutti gli altri pezzi.

Ed anche, si legge sui testi, la più espressiva, in fatto di concetto e manifattura.
L’espressione del re è grave e solenne, imperiosa, severa, estratta dalla considerazione storica dell’arcivescovo di Salerno, Romualdo, che lo definì, il terrore dei Greci e dei sarracini.

Piantato sulle solide gambe scoperte sotto il corpetto, l’artista che l’ha scolpita, gli ha conferito la tipica posa storica del Normanno, la solita ch’egli usava impostare innanzi al consesso dei baroni e dei nobili convenuti per rendergli omaggio.

  • E vestito di ferro, con maglia alle braccia e alle gambe, largo petto corazzato, una corona bizantina gli cinge il capo, i capelli quasi rasati alla fronte son più lunghi alla nuca, sciolti e liberi non proprio confacenti la natura regia dell’uomo ritratto, ma comunque tipici delle razze nordiche; ed infine una sorta di stola, forse un antico pallio ed una croce sul petto ricordano il vicariato papale di cui ne fu investito per tutta la durata della carica. Un mantello reale copre le spalle della statua del re, come fosse un panneggio lasciato in libertà di drappeggiare voluttuoso, forse è probabile non per la schiatta del personaggio, quanto piuttosto per colmare spazio vuoto nella nicchia. Nella mano sinistra stringe uno scettro e nella destra impugna la spada, che tiene puntata di traverso a terra e che, in verità, il Ruggiero non abbandonò mai durante le esibizioni pubbliche come primo uomo normanno del Regno; sulla spada fece incidere i noti versi: ”Appulus et Calaber, Siculus mihi servit et Afer”. Una certa percezione vera della regalità della statua si avverte nell’esecuzione dell’opera stessa dell’artista attento a separare il Ruggiero dalla sua stessa razza, ricordando che il Ruggiero non fu un Normanno qualunque, stessa cosa ripresa nel ritratto scolpito di Carlo d’Angiò, anche lì premurosi di condividere non un Angioino qualsiasi ed ugualmente per la statua di Carlo III di Borbone, che tra l’altro come tutte le opere di Emilio Franceschi, del Solari e del Belliazzi, hanno nel volto la maestà che li solleva dal volgo da dove son venuti. La prossima statua è quella di Federico II di Germania.
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Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Le statue della reggia di Napoli. Note critiche e profili artistici di Vincenzo Della Sala Napoli Facco e C. 1889 BNN RACCOLTA AMALFI Busta A 20/17