Arco di Sant'Eligio Maggiore di Napoli

E' la Torre dell'Orologio, o anche l'Arco dell'Orologio1, ispiratore del celeberrimo romanzo Il Corricolo prima attribuito a Pier Angelo Fiorentino poi al francese Alexander Dumas2(3).

Si trova situato nell'area della sezione Mercato, ai confini con la sezione del Pendino, da Benedetto Croce ritenuto di fattura aragonese per lo stemma sul concio della chiave4 affiancato alla quattrocentesca Torre campanaria del complesso di Sant'Eligio Maggiore di Napoli, al quale appartiene e assieme al quale è disegnato col pregevole portale marmoreo.

Salvatore di Giacomo, invece, che fa riferimento alle fonti storiche del Celano e del Chiarini, lo scarta dagli elementi antichi di Sant'Eligio, osservandolo addossato alla parete di Ponente in prossimità dell'attuale ingresso alla chiesa nelle vedute di fine Seicento napoletano e nel circuito del vedutismo europeo a Parigi a partire dal 18945.


Storia e breve presentazione dell'Arco dell'Orologio di Sant'Eligio.

Attribuito dal Toesca nel 1951 alle maestranze francesi di stanza al Maschio Angioino, negli anni in cui installarono l'arte delle oreficerie medievali napoletane del Borgo detto degli Orefici, un antica testimonianza di quest'arco la dà anche il Summonte che illustra le quattro testine marmoree poste in quattro tondi concavi all'interno di una figurazione floreale molto ricca, a stucco, al di sotto del quadrante.

  • Ed in particolare il Summonte si sta riferendo ai volti del quadrante posto verso la chiesa del Carmine Maggiore è probabile in ricordo degli episodi avvenuti nel 1501 poi passati alle cronache col titolo di ”Giustizia esemplare”, fatta fuori come non vera dal Croce, che invece riferisce di quei volti, come oggetto d'ornamento molto più antichi dello stesso arco; la fantasia popolare è giunta a concludere che sarebbero uno appartenuto alla famiglia dei Caracciolo, signore di una terra di Calabria, distintosi per essersi invaghito di una ragazzina vergine, raffigurata nell'altro tondo, che non poté rifiutarne la corte oltreché la violenza subita perché ricattata dall'uomo che finirà, per volere di Isabella d'Aragona per sposarla salvo poi esser impiccato in piazza del Mercato il giorno dopo. De Frede e Venditti invece concordano nel ritenere il manufatto posteriore ai primi dieci anni del XIV secolo6, ipotizzando, verosimilmente, ed anche suggestivamente, che fosse stato trasformato in orologio più tardi alla costruzione di riparo fatta erigere onde evitare che crollasse il Campanile. In realtà, nel 1451, Alfonso I d'Aragona scrive un atto di commissione per un orologio a Guglielmo Monaco considerato il maestro orologiaio del Magnanimo, pur tuttavia da considerare restano anche altri mandati di pagamenti girati dallo stesso Alfonso I a vari maestri orologiai tra i quali un suo nipote tale Riccardo incapace di realizzare l'opera che gli fu commissionata per morte del committente e anche se Ferrante ebbe a rinnovare l'incarico le fonti parlano di un'opera di fatto mai avvenuta. Si è anche posta l'ipotesi di un lavoro dalla mano del catalano Antonio Buchet, a sua volta incaricato nel 1481 della fabbricazione di un orologio per Castel Capuano, lo stesso che due anni dopo realizzerà l'orologio per la chiesa dell'Annunziata a Forcella, a consegna del quale riceverà in cambio il vecchio orologio, che era lì posto. Fatto che dimostrerebbe l'interesse sviluppato in città per le arti meccaniche applicate; ma anche fatto che porterebbe in cima alla lista dei possibili autori dell'Orologio di Sant'Eligio i nomi di Giacomo Trippej colui che nel 1492 riparò l'orologio di Castelnuovo e Francesco Mezzatesta autore sicuramente dell'orologio per la chiesa di San Pietro a Caivano, di Santa Maria a Torre Annunziata oltre che per Galeazzo Caracciolo principe di Vico. La Torre dell'Orologio a lancetta unica, come quello di Castel Capuano visibile anche nel dipinto attribuito a Carlo Coppola, oggi al Museo di San Martino, con meccanismo di pesi ascendenti e discendenti simile all'Orologio di Strasburgo, costruito nel 1354, ma modificato prima del 1571 e poi ancora nel 1842 è tra i più antichi d'Europa: due facce entrambe similmente decorate, al di sopra di un arco che funge da cavalcavia, volta a crociera quadripartita con costoloni aggettanti attratti nella chiave di volta nella quale appare un stemma.  L'ordine superiore è compromesso da manomissioni ed abusi edilizi, mentre il quadrante posto in direzione della chiesa del Carmine Maggiore ha perso ogni suo elemento originario e quello sulla faccia opposta ha conservato la caratteristica dalla lancetta eseguita a sbalzo, ancora tumefatta in più parti sulla patina di rame, raffigurante un sole umano posto nel nodo.


Spazio note

(1) [Estratto da: Dossier Sant'Eligio al Mercato di Napoli; per la sua lettura Storica: Orazio Dente Gattola, per la chiesa ed il complesso architettonico educandato ed ospedale Francesco Tirone; per l'Arco dell'Orologio Sergio Zazzera; per la Torre dell'Orologio Maria Tamajo Contarini; per la sala del Governatorato Gennaro Borrelli; per il Chiostro e la Fontana Umberto Franzese; per l'Ospedale e l'Ospizio di Sant'Eligio Maggiore Rosa Iadicicco; per l'Educandato Elena Pellecchia; per il restauro del 1944 Max Vairo; si è anche visto: Sant'Eligio e la Romeo Gestioni, la Piazza del Mercato e l'università Federico II, Napoli 2003 di Giovanni Vitolo]
(2) Il *corricolo/ Alessandro Dumas ; prefazione di Salvatore Di Giacomo ; illustrazioni di Vincenzo La Bella ed Emilio Marino. - Napoli : Il Mezzogiorno, 1923. - 219 p. : ill. ; 27 cm. BNI 1924 1177 Autore secondario Di Giacomo, Salvatore La Bella, Vincenzo Marino, Emilio Autore Dumas, Alexandre Soggettario Firenze Dumas, Alexandre - Memorie Luogo pubblicazione Napoli Editori Il Mezzogiorno Anno pubblicazione 1923
(3) [L'*astrologia conuinta di falso col mezzo di nuoue esperienze, e ragioni fisico-astronomiche, o' sia La caccia del frugnuolo di Geminiano Montanari ... Scritta a' sua eccellenza il signor D. Gio. Francesco Gonzaga. - In Venetia : per Francesco Nicolini, 1685. - XIV [i.e. 16], 158 [i.e. 160] p., [1] c. di tav. : ritr. ; 4º. ((Segn.: A[2ast]- B[2ast]⁴A-P⁴Q-R⁶S-T⁴. - Ripetute nella numerazione le p. 131-132. Autore Montanari, Geminiano <1633-1687> Editore Nicolini, Francesco Autore Montanari, Geminiano <1633-1687> Possessore precedente Farnese Real Biblioteca Altri titoli Altro titolo La caccia del frugnuolo di Geminiano Montanari modanese ... Luogo pubblicazione In Venetia Editori per Francesco Nicolini Impronta i.i. onbe n-be ioto (3) 1685 (R) Anno pubblicazione 1685]
(4) [Benedetto Croce L'Arco di Sant'Eligio e una leggenda ad esso relativa, in “Napioli Nobilissima”, I, 1982, alle pagine 147 149]; (5) [ 1.2: *Architecture religieuse. Primiere et Seconde partie: period francaise dite gothique, style flamboyant, renaissance/ par Camille Enlart. - 12. edition revue et augmentee. - Paris : Picard, 1920. - P. 460-937 : ill. ; 23 cm. Fa parte di Manuel d'archéologie française depuis les temps mérovingiens jusqu'a la renaissance , Enlart, Camille Luogo pubblicazione Paris Editori PicardAnno pubblicazione 1920]
(6) [*Orologi antichi a Napoli. - Napoli : s.n. , 1972 (Napoli : A. De Frede). - 22 p. ; 17 cm. (( Finito di stampare nel 1971 . BNI7213903 Collana Uomini e cose della vecchia Napoli Autore De Frede, Carlo Luogo pubblicazione Napoli Anno pubblicazione 1972]