Facciata di Palazzo Reale a Napoli

La facciata di Palazzo Reale di Napoli1 è il prospetto principale che guarda al centro dell’invaso di piazza del Plebiscito, e che sia questa e non un'altra la facciata principale del Palazzo è acquisito come dato storico2, ed è conclusiva rispetto all’emiciclo colonnato della chiesa di San Francesco di Paola.

Il prospetto è sviluppato su tre diversi ordini architettonici: un porticato d’ordine dorico al pian terreno aperto a giorno, che, nelle disposizioni originarie, ebbe l'intenzione di lasciar passare luce solare agli ambienti coperti alle sue spalle.

Un primo piano di ordine ionico ed un secondo di ordine composito, poi sostituito da un ordine corinzio.

Su questo lato, s’aprono tre ingressi al Palazzo, due laterali, corrispondenti a due cortili messi a progetto, ma che non son stati mai costruiti ed uno centrale che immette nel Cortile d’Onore.

Prima degli interventi del Settecento, a coronamento della lunga facciata su piazza del Plebiscito, a rimediare per la decorazione una squisita teoria di cuspidi e vasi poi interrotta da torri in asse ai portali degli ingressi.


Descrizione breve della facciata principale di Palazzo Reale.

Il fronte meridionale del Palazzo, secondo la pianta redatta dal De Rossi e le vedute del Baratta non era affatto omogeneo come l’attuale fronte si presenta.

  • Piuttosto si legge da documenti attendibili due ali protese verso il mare e raccordato da un porticoRispetto alla sistemazione attuale, la facciata secondo il disegno originario di Domenico Fontana datato 1601, è mutata da disposizioni architettoniche aggiunte da Luigi Vanvitelli, chiamato per questo motivo a risolvere il problema delle solidità delle mura di Palazzo. Problema che il Vanvitelli risolverà aggiungendovi due archi murati con finestre in mezzo a sostegno di due logge scoperte. Le nicchie ricavate per il prospetto su piazza Plebiscito che oggi ospitano le statue dei re di Napoli furono aggiunte proprio da Luigi Vanvitelli, come semplice ripiego decorativo all'interno delle quali, vi furono aggiunti semplicemente dei vasi. La facciata principale di Palazzo Reale occupa l’invaso a sud di piazza Plebiscito, in un disegno modulare di campiture verticali, segmentata dalle lesene che procedono da est a ovest nel rispetto della successione vitruviana degli ordini architettonici, mentre una robusta fascia marcapiana ne segna il verso orizzontale tenendo i varchi aperti su questo lato secondo i modelli romani in contrasto con gli ingressi sul fronte a mare dove le aperture sono di segno michelangiolesco, appena segnalati dalla coppia di colonne in marmo. L’ingresso centrale di palazzo Reale aperto su questo lato si presenta con grandioso portale a colonne binate in granito, la fascia a triglifi e metope dorica rappresenta la forza del simbolismo del casato di Spagna; al di sopra degli stemmi del viceré Benavente, lo stemma imperiale della Casa d’Asburgo, datazione 1604.

Il Sistema delle Statue della Reggia. 
 

 1Ruggiero il Normanno   2) Federico II di Germania
 3Carlo I d’Angiò   4Alfonso il Magnanimo
 5Carlo V   6Carlo III di Borbone
 7Gioacchino Murat   8Vittorio Emanuele III

  • Le nicchie, già senza l'alloggio delle statue, furono sistemate di modo che fossero obbligate piuttosto a raggiungere in maniera figurativa il centro dell’arco posto in alto. E’ probabile, che neppure il medesimo autore avesse pensato di renderle opportune all’uso di ospitare delle statue, che tutt’ora soffrono la mancanza di adeguata sistemazione: le nicchie restano precarie in larghezza ed altezza alle loro linee architettoniche per i modelli scolpiti ed ivi installati. Le statue stanno tutte sistemate con evidente disagio dei personaggi ritratti, tranne per la statua di Re Ruggiero il Normanno e la statua di Carlo di Borbone, quest’ultima, scolpita con eccessiva espressività, sta meglio d’ogni altra statua grazie ad una felicissima combinazione venuta fuori per una straordinaria coincidenza tra le reali capacità del vano di carico e le movenze del manufatto. Vittorio Emanuele, addirittura, onde eguagliarne lo spazio che lo accoglie, è stato piantato su uno scoglio. Una simile condizione la soffrono tra l’altro anche le due statue di Davide e Geremia a destra e a sinistra del Cappellone di Sant’Ignazio da Loyola alla chiesa del Gesù Nuovo a Spaccanapoli.


Spazio note

(1) [Contribuiti da: Il Palazzo Reale di Napoli Electa Napoli per le guide artistiche, a Napoli nel luglio del 1995 BNN SEZ. NAP. VI 143; altri contributi: Il Palazzo Reale di Napoli a cura di M. Causa Picone, Napoli 1986
(2) Giuseppe Zampino e Filomena Sardella in Il Palazzo del Re Napoli 1996 per il Mattino di Napoli. Editori Pierro Pagina 145. Cfr.:Liberamente estratto da: Le statue della reggia di Napoli. Note critiche e profili artistici di Vincenzo Della Sala Napoli Facco e C. 1889 BNN RACCOLTA AMALFI Busta A 20/17 Nel dipinto di Paolo Albertis, Entrata di Ferdinando I con gli Austriaci, un olio su tela, oggi in mostra al Palazzo Reale di Caserta, che mostra la facciata della reggia napoletana ritratta chiarissima e fedelissima senza l’intonaco, ma tuttavia già usata come un parato architettonico con le nicchie vuote e senza le statue, usata come favolosa quinta scenica in occasione del reinsediamento di Ferdinando di Borbone ritornato da Palermo il 17 giugno del 1815. In Il *Palazzo della Prefettura di: Ugo Carughi, Luisa Martorelli, Annalisa Porzio. - [Napoli] : S. Civita, [1989]. - 188 p. : ill. ; 31 cm. Codice SBN CFI0143298 Autore Carughi, Ugo Porzio, Annalisa Martorelli, Luisa Soggettario Firenze NAPOLI - I - Palazzo della Prefettura Luogo pubblicazione Napoli Editori S. Civita Anno pubblicazione 1989. Pagina 25 Alla BNN S.C. Arte F 0444 oppure SEZ.NAP. 7. A 1553]