Cappella del Tesoro all'Annunziata Napoli

E' la Cappella del Tesoro, interno chiesa dell'Annunziata di Napoli ai piedi della regione di Forcella.

Fu fatta edificare tra 1597 ed il 1600 onde depositare in un luogo sicuro i resti e le sacre reliquie dei Martiri Primiano, Firmiano, Alessandro, Orsola, Pascanio, Sabino, Eunomio e Tellurio. 

Le reliquie furono portate sul posto dal feudo di Lesina già fatto dono alla chiesa e alla real Casa dalla regina Margherita di Durazzo, il 6 novembre del 1411, con giusto l'avallo di re Ladislao nel 1409 ed appartenuta di pertinenza alla stessa chiesa fino al 17221.

La Cappella del Tesoro, dunque, venne costuita dall'archietto G. B. Cavagna distruggendo la Cappella Capece-Latro e parte della Cappella della Mercede; decorata da Belisario Corenzio, come tutto quanto l'edifico sacro, sulla volta e sulle pareti verranno ritratti i Martìri dei santi, degli Angeli e dei Profeti restaurati nel 1750 per mano di Lorenzo De Caro.

G.A. Dosio disegnò le otto nicchie in marmo in cui porre le reliquie degli otto santi raccolte in altrettanti otto busti dorati con teste in argento finissimo; dette nicchie vennero eseguite per mano degli scultori Monte, Russo, Bernucci, di Guido, Gallucci, Ciotto, D'Auria, Pagano e Angelo Landi. Per quest’ultimo, lo studioso Maresca, ritroverà una cedola di pagamento in suo favore per aver partecipato alla decorazione del complesso marmoreo, Fontana Medina.
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Descrizione del Tesoro dell'Annunziata di Napoli.

  • Le otto teste d'argento, furono fatte fondere dalla corte borbonica del 1789 per finanziarsi la guerra contro i francesi e sostituite degnamente da teste in legno dorato come i busti si pensa di maestranza locale al vicinissimo Borgo degli Orefici per mano di Di Costanzo, Festinese, di Masso e Malfitano.
  • Appartenuto al Tesoro della Cappella medesima anche una Spina della Corona di Cristo chiarissimo doppio riferimento alla regia fondazione della chiesa da parte della regina Sancia di Maiorca fondatrice anche del Monastero di Santa Chiara Vergine a Spaccanapoli e della presunzione di conservare nel Tesoro i resti della Santa Croce donati da Giovanna, la Seconda regina di Napoli. 

Si legge dai documenti a lo ponticello della Nunciata, ma è verosimile che tali reliquie avessero avuto per fornitori le stesse persone che dotarono la chiesa dell'Incoronata a via Medina della reliquia santa per la quale la stessa chiesa è anche nota come chiesa della Spina Corona.

Ancora appartenuto al Tesoro della Cappella:

  • i corpi dei Santi Innocenti,
  • un osso del Santo Giovanni il Battista,
  • le reliquie di Sant'Agata,
  • Sant'Anna,
  • San Filippo Neri,
  •  ed il busto di Santa Barbara oggi al Maschio Angioino. Quest'ultimo, su base in legno massiccio su cui è incisa la vita della Santa, acon l'abito tutto in oro opera dell'orafo Giliberto, risulta esser il più antico reliquiario dei Santi d'Italia: ha la reliquia nel capo in argento assieme alle mani che reggono il Libro d'argento anche questo, la Palma del Martirio e la stessa Cintura.

Di fronte all'ingresso di questa Cappella l'altare sacro a Sant'Antonio da Padova con un bellissimo affresco dell'Annunciazione un tempo nell'area della ricordata Cappella Capece-Latro;

  • sulla destra della Cappella il monumento ad Alfonso Sanchez opera di Michelangelo Naccherino già attivo per il monumentale Crocefisso oggi in esposizione permanente a San Carlo all'Arena di Via Foria di Napoli.
  • A sinistra della parete di Cappella in marmo pregiato affissa alla parete la Scomunica di papa Gregorio XV contro tutti coloro che avessero osato profanare le sacre reliquie.

L'elegante portale d'accesso è di G. A Dosio.
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Spazio note

(1) Estratto da: L'*Annunziata / Franca Della Ratta. - Napoli : Guida, 2010. - 168 p. : ill. ; 23 cm