Chiesa San Giacomo degli Spagnoli Napoli

E' la chiesa basilica di diritto pontificio San Giacomo degli Spagnoli1, corpo unico col Palazzo San Giacomo, ed un varco aperto su piazza del Municipio a Napoli.

E' la prima delle chiese figuranti nei carteggi A.S.A.N., del XVII e XVIII secolo presso l'Annunziata Maggiore a Forcella, poichè fu scelto come posto fisso dalle donne di Napoli "dove poter quietamente abbandonare i propri figli", tutti poi regolarmente registrati nel carteggio generale della Ruota degli Esposti1bis.

Parzialmente devastata dalle bombe del 1943 resta quasi isolata al pubblico di visitatori nella stradina laterale detta via di San Giacomo, sul blocco di regia fondazione angioina, in collaterale al Maschio Angioino e alla chiesa di San Giorgio de' Genovesi a via Medina.

Dal registro scomparso della facciata sostituito dal disegno unico del medesimo palazzo2, la chiesa è sorta nell'area detta della Piccola Genova3 come lo ricorda Montemayor. La costruzione della chiesa la si deve ai maestri Pietro Romeo, Giovanni Saldapunto e Angelo Benincasa; pur tuttavia si sottolinea che le sue non poche travagliate vicende storiche la collegano ad infinite altre storie della Napoli ora aragonese ora toledina a partire dall'architetto che la disegnò ed effettivamente ne condusse a compimento l'opera: Ferdinando Manlio4.


Storia brevissima della chiesa di San Giacomo degli Spagnoli.

Fino al 1406 essa si chiamava San Giacomo degli Italiani poi successivamente, venne eretta come chiesa basilicale con annesso ospedale per gli appestati della peste napoletana del 16005 ed infine posta a giudizio dei Cavalieri dell'Ordine di San Giacomo della Spada6 ne prese il nome7.

  • Si presenta a tre navate di cui quella centrale richiama fortemente i gusti di un'arte diffusa a Napoli nel 1500 con registri classici ed un uso massiccio del piperno; la volta a botte culmina ai lati della cupola sovrastante la tomba di Pedro de Toledo. Cupola che domina la scena con uno strano effetto slancio, non affatto poggiata tra il transetto e l'abside, piuttosto su un vano quadrato: curioso ingegno di quell'epoca probabilmente dato dalla necessità di stipare una cupola più piccola di una chiesetta già esistente al suo lato Quartieri Spagnoli ed ormai scomparsa nell'opera di Risanamento classe 1875 sulle definizioni di chiese scomparse del Monastero di San Tommaso d'Aquino ai Fiorentini e della chiesa di San Giuseppe Maggiore a via Medina. Infine per la chiesa basilicale di San Giacomo degli Spagnoli si ricordano le otto lunette all'imposta della cupola che in quel punto ne accentuano la luminosità. 

Le decorazioni plastiche della chiesa di San Giacomo degli Spagnoli.

Sono del Michelangelo Naccherino le opere scultoree del Sepolcro di Ferdinando Maiorca e della moglie la "Coniglia" posti ai lati dell'abside nel punto in cui questa intreccia il transetto.

  • Nella veduta della Strada di San Giacomo di Cassiano de Silva8 che dovrebbe corrispondere al 1629, la facciata di questa chiesa quella che oggi si ammira su piazza del Municipio non aveva più i due ordini; la cornice che li separava è visibilmente spezzata per l'innalzamento dell'arcone centrale, oggi a doppio ordine coronato da volute chiaramente secentesche; mentre lungo via San Giacomo resta la spoglia parete rinascimentale in pietra liscia ed occhielli. Nella veste definitiva del 1741, vista pure in un bel dipinto di Antonio Joli del 1756, il frontone sopra l'arcone centrale è ora un grosso timpano spezzato alla moda di quei tempi ed infine oggi sebbene più e più volte restaurata, la chiesa ha mantenuto il carattere architettonico cinquecentesco con pilastri ed archi che sostengono la copertura e scompartiscono lo spazio delle tre navate tutti in piperno massiccio vesuviano con faccia vista lavorata, e ricoperti di intonaco in un restauro barocco del 1741, in un insieme di costruzione comunque abbellito dallo stile ionico, fedele alla linea svelta e slanciata del più puro stile Cinquecento italiano. Si ricorda che i bassorilievi del paliotto dell’altare maggiore son stati disegnati e forse probabilmente realizzati dallo stesso Domenico Antonio Vaccaro.  Dietro l'altare venne riposto nel 1570 il monumento funebre opera del Merliano al viceré Pedro de Toledo, che invece resta sepolto a Firenze nel 1533. Il sepolcro è composto da un sarcofago quadrato con le cariatidi della Giustizia, Temperanza, Prudenza e Fortezza. Secondo quanto descritto dal Raimondi e dal Borrelli, vi fu più volte necessità, durante il '700 e l'800, di realizzare interventi di sorta ed i pilastri dovettero più volte esser rinforzati e nel 1903 si ricorda la più colossale delle delle riparazioni con profonda sottofondazione di tutti i pilastri, col rifacimento degli archi maggiori e la costruzione postuma di volte sotterranee per areare l'antica cripta. Per decreto di Gioacchino Murat del 1809 venne soppresso definitivamente l'ospedale ed i locali annessi al Banco di Corte, analoga sorte per il monastero di San Giacomo.


Spazio note

(1) Estratto da: [5]: Quartieri Spagnoli e Rione Carità di Napoli / Italo Ferraro. - Napoli : Oikos, [2007]. - CIV, 551 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 9788890147807 Fa parte di Napoli : atlante della città storica , 5 Autore Ferraro, Italo Soggettario Firenze NAPOLI - Rioni e quartieri - Urbanistica Luogo pubblicazione Napoli Editori Oikos Anno pubblicazione 2007 e da: Archivio di Stato di Napoli
(1bis) Giovanna Da Molin I Figli della Madonna- Gli esposti dell’Annunziata di Napoli XVII e XIX secolo Università degli Studi di Bari dipartimento di scienze storiche e geografiche- Consiglio Nazionale delle Ricerche Bari 2001 A Napoli per la Cacucci Editore BNN Sez Nap 9B 539 pagina 75
(2) [La facciata cinquecentesca è rappresentata nella veduta Baratta datata 1629, come anche nella veduta successiva di Stopendael del 1653 ed ancora nella stessa veduta Baratta del 1670, dal: Memorie degli Spagnoli nella citta di Napoli. Pt. 5.: Tombe di altri uomini d'arme/ Benedetto Croce Fa parte di Napoli nobilissima : rivista di topografia ed arte napoletana , V. 3(1894), n. 10; pp. 156-158. Autore Croce, Benedetto; vedasi anche: *Napoli 1799 : estratto dalle mie memorie / J. H. Wilhelm Tischbein ; a cura di Marco Spagnoli e Raffaella Ariola ; con uno scritto di Benedetto Croce. - [Napoli] : La citta del sole, 1999. - 48 p. ; 17 cm. ((In testa al front.: Istituto italiano per gli studi filosofici. Collana ˜La œRepubblica napoletana del 1799 ]
(3) [ Detta la Piccola Genova, per la presenza sul posto di un patronato genovese di stanza sul porto e anche per l'indubbia posizione favorevole circa gli interessi delle Repubbliche genovesi su tutta la baia napoletana, con epicentro nel largo di Castelnuovo, durante le dominazioni aragonesi ed in special modo per combattere le già possedute attività venete predisposte invece dagli angioini lungo tutta Spaccanapoli.]
(4) [ L. de Montemayor, La Real Basilica Nazionale Spagnola di San Giacomo in Napoli, in “Spagna in Napoli”. Rivista Geografica Spagnola”, AA.VV., s.l, s.d. Pag. 65]
(5) [Decretato da Clemente VII nel 1534. Quel che oggi è occupato dall'enorme edificio del Palazzo Banco di Napoli un tempo era spazio per l'ospedale voluto dallo stesso Viceré in soccorso agli appestati. Chiesa dunque e Ospedale in un'unica istituzione benefica della Real Casa Santa della Vittoria, visibile nella pianta Baratta del 1629 assieme al monastero di Santa Caterina da Siena]
(6) [ Notizia senza alcuna possibilità di verifica: trattasi della cappella reale utilizzata dagli spagnoli per la vestizione di un nuovo membro che entrava a far parte del Real Ordine dei Cavalieri di San Giacomo della Spada.]
(7) [R. Raimondi, Real Arciconfraternita e Monte del SS Sacramento dei Nobili Spagnoli, Napoli 1975, copia anastatica RCS Libri, Napoli 1975, pag. 21]
(8) [Vedute di Napoli tra '600 e'700 / Cassiano de Silva, Paolo Petrini, Etienne Giraud ; a cura di Marilena Frevola e Anna Nappo ; introduzione di Antonella Fusco. - Roma : D. Audino. [198?]. - 1 v. di tav. ; 17x24 cm.]