Palazzo Cellamare Napoli

E' uno dei palazzi di Napoli1bis , più precisamente è il palazzo del Principe di Stigliano, costruito là dove si trova oggi per sfruttare l'orografia terrestre accidentata e proteggere alle sue spalle dal rischio crollo la chiesa di San Carlo alle Mortelle ed il Ritiro a Mondragone. 

Ha il suo ingresso scenico a Via Chiaia a valle della stradina che separa i colli medi di Monte di Dio, Cappella Vecchia e Pizzofalcone ai limiti estremi sud-sud-ovest dei Quartieri Spagnoli.

E' apparso nell'incisione del Venconi datata 20 giugno 1729 contrariamente alla data di un contratto notarile che fissa al 1° settembre di quello stesso anno la consegna dei lavori e nell'eccezionale capolavoro vedutista di van Wittel del 1726 ritratto con l'arco d'ingresso non ancora lavorato in piperno massificato ad uno stato di esecuzione dei lavori compresi tra il settembre del 1723 e l'ottobre del 1724.

Poco più a sud della chiesa Mercedaria di Santa Maria in Sant'Orsola a Chiaia, il palazzo si presenta quasi come un castello fatto costruire con il lavoro dei pipernieri Nicola e Leonardo Valente per la realizzazione dello scenografico grande arco in piperno duro della Cava di Pianura, costato una grana e ventinove ogni palmo, oltre al compito loro affidato di eseguire in pietra di Sorrento la zoccolatura ed il basamento del palazzo tutt'intorno, compreso il cordone che ancor oggi li sovrasta a costo di una sola grana e nove ogni palmo.



Esecuzioni edili ed architettoniche oltrechè scenografiche di gran prestigio all'epoca in cui a Napoli vennero restaurati in simil fatta i quattro muri del monumentale chiostro maiolicato del monastero di Santa Chiara Vergine a Spaccanapoli.

  • Diversamente la regolare rampa d'ingresso è stata fatta sistemare nel 1726 dal cardinal Nicola del Giudice su ordine del fratello di quest'ultimo il Principe Cellamare Antonio Giudice capitano generale della Vecchia Castiglia2 all'epoca in cui il palazzo di sua proprietà detto "del Cellamare" subì un' intervento massiccio ad opera dell' architetto Ferdinando Fuga al quale va attribuito l'impianto decorativo della Cappella in essa custodita dedicata alla Madonna del Carmelo. Il materiale usato per il bugnato di facciata, qual'è quello visibile tutt'ora, di regia fabbricazione assai simile alle bugne dei basamenti delle Torri di Guardia e Beverello in Castelnuovo e la facciata della chiesa del Gesù Nuovo di Napoli3, si è ritenuto fino al XVI secolo fabbricato in piperno allorchè il Principe di Stigliano comandò all'architetto del viceré Ferdinando Manlio4 di trasformare il suo sontuosissimo palazzo a Via Toledo che all'impressione del Palazzo Cellamare pareva una casa di campagna.


Spazio note

(1) Per i versi in epigrafe: Il *palazzo Cellamare e il principe di Francavilla / Benedetto Croce. – Napoli : [s. n.], 1891 ([Napoli] : F. Cosmi). – XXVI p. ; 25 cm. Autore Croce, Benedetto prima pagina]
(1bis) [ Per i versi in epigrafe La *villa di Chiaia e il palazzo Cellamare / Benedetto Croce. - Napoli : Grimaldi & Cicerano, 1983. - 88 p. : ill. ; 37 cm. ((Scritti gia pubbl.- Ed. di 300 esempl. num. di cui 30 f. c. ed ancora in S. Savarese I Segreti di Cellamare, La storia e i restauri di Palazzo Stigliano in “La Repubblica” del 3 giugno del 1992, p IX; ed ancora in M. Pisani Un inedito di P. Fabris per Palazzo Cellamare e precisazioni su van Wittel in Napoli Nobilissima, Settembre 1992 pagg. 208-209;
(2) [in Archivio Giudice Cellamare Passim]
(3) [F.Milizia, Opere complete. Memorie degli architetti antichi e moderni, Bologna 1827 pag. 431]
(4) [ S. Savarese, I Segreti... op. cit. vedi anche B. e G. Gravagnuolo, Chiaia, a cura di G. C. Alisio, Napoli 1990, pag. 31]