Chiesa San Giorgio Maggiore di Napoli

E' una delle chiese chiuse del centro storico UNESCO di Napoli1, la più antica del tracciato greco2(3), simile per sistemazione geometrica dello spazio chiesastico all'edificio sacro di San Giuseppe delle Scalze in zona Pontecorvo.

E' stata la prima delle quattro parrocchie napoletane istituite all'indomani del processo pastorale contro la crisi ariana del III secolo.


E' stata la seconda casa ospite, dopo la chiesa dei Santi Apostoli, per gli adepti della Compagnia del Santissimo nome di Dio, trasferitasi infine, presso la Cappella del Monte dei Poveri in Castelcapuano. Coevo all'edificio battesimale di San Giovanni in Fonte sotto la basilica di Santa Restituta al Duomo di Napoli, lo spazio presbiterale della chiesa è chiuso e murato rivolto nel tratto meridionale di via Duomo, la stessa strada che per realizzarla venne sacrificata tutta quanta la navata destra.
Cosa accaduta tra l'altro anche per la Chiesa di San Giuseppe de' Ruffi, qualche centinaio di metri più a nord nel cui caso si dovette procedere invece allo smembramento del chiostro grande.


E' questa la chiesa dell'affresco di Aniello Falcone coperto da altro dipinto.

Si tratta di uno splendido San Giorgio che uccide il drago, un capolavoro d'arte compiuto attorno al 1645 ed appartenente al ciclo degli affreschi di Aniello Falcone a Napoli che in questa chiesa è stato battezzato il 15 novembre del 1607.

  • Rimasto coperto da oltre tre secoli da un altro dipinto l'opera è mirabile perché centra l'oggetto visivo di un San Giorgio in groppa ad un cavallo immancabilmente bianco, poderoso e giustiziere, e con una lancia nella mano destra del Santo è infilzato ed ucciso il drago che gli sta davanti in una perfezione non generica del giallo e del rosa che dominano la paura e la violenza di tutto il dispositivo ad affresco. A differenza di molte altre opere di questo autore, che hanno subito l'incuria del trascorre degli anni, l'affresco di Forcella, non ha perso la forza del colore alla quale fu affidata a suo tempo l'incisività del pezzo. L'espressione emotiva del contesto lega fortemente con i protagonisti di questa scena. Essi sono il Santo in groppa ad un cavallo impennato, ma molto probabilmente si dovrebbe indicare come bestia imbizzarrita dalla presenza di un'altra bestia feroce al suo cospetto, il drago, qui in questo caso con strana testa di cane ed occhi quasi fuor dalle orbite dal dolore forse della lancia che gli trapassa la gola e sull'angolo a sinistra, fa da movimento analogico, una donna spaventatissima che scappa. I movimenti ce ne sono e ne sono tanti ed abbastanza per creare giusto pathos, e curiosità, la donna che fugge dal colpo violento inferto al drago dal Santo è la stessa figura che poi ispirerà l'autore in altra opera di forti suggestioni stanzionesche, conosciuta come la Scena del Saccheggio(3bis).

La chiesa delle origini e la fondazione saveriana.

Un ingresso laterale anteposto alla chiesa museo di San Severo Maggiore, quartier Pendino, conduce all'antichissimo abside che s'apre nel piazzale antistante detto dei Mannesi. 

  • Questo un tempo fu conosciuto come piazza dei Girolamini, a poca distanza San Biagio dei Librai, penultimo tratto di Spaccanapoli, che introduce a Forcella, l'insula napoletana da sempre dominata dalla Santa Casa dell'Annunziata, e la chiesa della Duchesca di San Pietro ad Aram. Quale fosse stata l'intitolazione originaria della chiesa non è pervenuto alle fonti storiche ma è probabile che sia stata eretta sacra al Salvatore del Mondo sedente tra i dodici Apostoli com'era d'uso a quei tempi. Ne è testimonianza un preziosissimo mosaico nella volta dell'abside aventi al di sotto quattro profeti, Isaia con una corona d'Olivo, Geremia con Grappoli d'Uva, Daniele con Fasci di Spighe, ed Ezechiele con Mazzi di Rose e Gigli distinti da altrettanti preziosissimi marmi andati perduti, ed il versetto biblico fiat pax- in virtute tua- et abundantia in terribus tuis diviso in quattro epigrafe risultò appropriato a ciascuno di essi. Il ciclo musivo, oggi ampiamente interrotto da vaste lacune e consunzioni varie, dimostrerebbe l'ipotesi erroneamente formulata dal monogramma costantiniano scolpito nei capitelli della stessa chiesa, che si sia trattata d'opera fondazione tardo romana, dimostrato altrimenti non esser stato affatto esclusiva di quel secolo marchiare l'apice delle colonne. Dalla metà del IX secolo i corpi dei santi vescovi di Napoli vennero tutti traslati entro le mura della città, e Severo vescovo venne qui in questa chiesa sepolto dalla piccola catacomba sotto la chiesa che porta il suo nome, collocata nel comparto urbano di San Severo Fuori le Mura a ridosso del Rione Sanità. Condotto in questa chiesa prima in un oratorio speciale fatto costruire apposta e nel 1310 tumulato al di sotto dell'altare maggiore, nel XII secolo sorsero al suo fianco un monastero ed un ospedale presieduto da un abate canonico, curato delle anime dell'antico "Sedile dei Cimbri", appartenuto pur'esso al collegio degli Ebdomadari in rapporto sociale con l'antichissimo sedile di Montagna o di Forcella, poi distrutti entrambi dai terremoti e di essi non se ha più notizia oltre la prima metà del XV secolo4.

Storia brevissima di San Giorgio Maggiore ai Mannesi.

E' questa la chiesa napoletana dentro la quale, i sei Eletti della città ed il Giustiziere degli Scolari, ricevevano i privilegi da Carlo I d'Angiò.

  • Ciò fu successivamente confermato anche dai nobili della corona aragonese, i quali, solevano imporre l'assisa, la tassa sugli alimenti, oltre al singolare costume di praticare, durante la Settimana della Passione, la processione delle Croci in attesa del Bacco arcivescovile, secondo i canoni imposti dalle staurite dei SS Quaranta e di Sant' Erasmo, poi espunta dal calendario delle feste liturgiche. Nel testamento di Purpurella Troja del 1362 si sa che nel piazzale antistante alla chiesa e anche nell'accosto vico di Sant'Arcangelo a Baiano si dovesse fare gran festa il giorno di San Michele, contestualizzato da un pezzo di pane caldo e fresco e un coccio di vino bono da offrire in atto di pura carità ai poveri del Sedile5. La chiesa mutò materialmente in quanto alle fabbriche e formalmente in quanto alle persone che l'officiavano nel XVII secolo. Per quanto può congetturarsi dal confronto di quel che resta della struttura con la descrizione della vecchia basilica sulle fonti storiche del XVI secolo, pare che per molto tempo abbia conservato la forma primitiva e per dieci secoli non ha avuto se non parziali mutamenti. Soltanto nel 1618 passata nelle mani dei Pii Catechisti Operai, da quest'ultimi nel 1640 in seguito ad un disastroso incendio venne abbattuta per intero in luogo di una costruzione relativamente più moderna sotto la direzione dell'architetto Cosimo Fanzago; il processo di edificazione del nuovo tempio di San Giorgio Maggiore subì notevole ritardo per la rivoluzione di Masaniello del 1647 e dalla peste napoletana del 1656 e soprattutto rallentata dall'impossibilità di poter realizzare un'unica chiesa su due diversi corpi di fabbrica: un primo, detto anche maggiore composto di circa sei cappelle per lato oltre all'altare maggiore e la cupola e la seconda poi fatta costruire di sotto della maggiore dove si sarebbe poi trasferito lo jus mortuorum degli Ebdomadari e la sede parrocchiale.

Breve descrizione della chiesa. 

La chiesa primitiva si componeva di un portico o di un atrio, tre navate, la tribuna, la crociera lunga 106 palmi e larga 60 con 12 colonne, queste e quelle delle navi eran di marmo bianco estrazione carrarese e regio africano, ed alcune anche in alabastro cotognino molto bello e prezioso.

  • Sei delle 12 colonne anzidette la dividevano materialmente dall'abside. Venti colonne dividevano la navata mediana dalle due navate minori ed innanzi alla crociera sorgeva il coro. Nel 1560 venne abbattuto e molti degli scranni passati alle spalle dell'altar maggiore della chiesa moderna. Nei muri laterali delle navate minori e alle spalle del coro antico esistevano in tutto 18 cappelle con altari. Particolarmente si ricorda la Cappella San Felice eretta accanto all'altar maggiore poi abbattuta nel 1540, la Cappella di Santa Candida murata e profanata nel 1534, la Cappella del Santo Spirito dei Grammatici fondata da Tommaso Grammatico, giureconsulto e magistrato del XVI secolo, la Cappella di Santa Maria delle Grazie dei Bombaci, rimasta immutata nella chiesa nuova col titolo di Santa Maria della Potenza. Tra le cappelle testè menzionate giova notare la Cappella di San Severo posta tra il portico e l'abside, accosta alla Cappella di San Raffaele, nella quale fino alla totale distruzione del vecchio impianto si vedeva la figura tutta in legno di San Giorgio a cavallo che con una lancia trapassa da parte a parte il dragone ed innanzi gli stava una fanciulla genuflessa ed orante. L'abside, emiciclo terminato in volta concoide era lungo dal centro del semicerchio all'arco maggiore, oltre il quale era la crociera, palmi 30 e dalle colonne dell'arco larga 48 palmi. La stessa misura della forma attuale salvo qualche differenza insignificante per la sostituzione che s'è fatto alle colonne con soli due pilastri che ancora sostengono la scodella scoperta. Sotto l'arco era l'altare maggiore al quale era possibile accedervi per quattro scalini e sul medesimo si ergeva il ciborio interamente in marmo, formato da quattro colonne ed il baldacchini sostenuto dalle statue del Quattro Evangelisti.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Memorie storiche della Basilica di San Giorgio Maggiore ai Mannesi ed esame archeologico dell'abside relazione della commissione municipale di Napoli sulla conservazione dei Monumenti e deliberazione dell'onorevole giunta. In Napoli, 9 novembre 1880 e data dei registri sulle deliberazioni comunali 28 gennaio del 1881. Miscellanea 7 23/34 Biblioteca Nazionale di Napoli.
(2) Fin dai tempi antichissimi è detta basilica severiana in onore del suo fondatore, il vescovo Severo, e quasi contemporaneamente anche di San Giorgio Maggiore per un oratorio che vi era stato edificato nelle sue immediate vicinanze. In: Napoli sacra di d. Cesare d'Engenio Caracciolo, napolitano. Oue oltre le vere origini, e fundationi di tutte le chiese, monasterij, spedali, & altri luoghi sacri della città di Napoli, e suoi borghi, si tratta di tutti li corpi, e reliquie di santi, e beati vi si ritrouano ... Si descrivono gl'epitaffij, & inscrittioni ... Si fa anco mentione di molt'altri huomini illustri ... Con dui trattati breui, uno de cemeterij, e l'altro dell'ordini di caualieri .. - Opera vn pezzo fa desiderata, ma hora la prima volta vede la luce delle stampe. - In Napoli : per Ottauio Beltrano : ad istantia de Stefano Monleuiero, 1623. - [20], 676 [i.e. 664] p. ; 4°. ((Altra emissione, con primo fasc. ricomposto, reca sul front. la sottoscrizione di Ottavio Beltrano e Francesco Bonocore. - Front. in rosso e nero. - Segn.: a⁴ (a4+χ²) †⁴ A-2S⁸ 2T⁴. - Errori nella paginazione. - Vignetta xil. con veduta di Napoli sul front. Autore D'Engenio Caracciolo, Cesare Editore Beltrano, Ottavio Monliverio, Stefano Autore D'Engenio Caracciolo, Cesare Luogo pubblicazione In Napoli Editori per Ottauio Beltrano Impronta sior 9191 i,io gnte (3) 1623 (R) Anno pubblicazione 1623. Reg. Nea. Arch. Mon. Tomo II pag. 97 ed anche nel tomo V medesimo documento pag. 82 a 148, del 1077 o 1092.
(3) [Chron. Episc. S.N.E, n° 12, esso è dichiarato al numero 18 ove dicesi che Sotero vescovo (462-492?), plebem post S. Severum secundus instituit ed è trascritto a parola nell'antico Opusculum de vita et miraculis S. Severi (V. Ughelli, Italia Sacra, VI, 35 e gli Acta Sanctorum dei Bollantisti al 30 aprile tomo III , pag. 768]
(3bis) Liberamente estratto da: Achille della Ragione Aniello Falcone. Opera completa, edizioni Napoli Arte. A Napoli il 21 luglio del 2008 DO 1226014 BNN distribuzione Miscellanea Busta C 448/12 gli affreschi di Aniello Falcone pagina 15 e 16.
(4) [Memorie istoriche per illustrare gli atti della s. napoletana chiesa e gli atti della Congregazione delle appostoliche missioni eretta nel duomo della medesima pubblicate da Giuseppe Sparano ... parte 1. [-2.] HMemorie istoriche per illustrare gli atti della s. napoletana chiesa e gli atti della Congregazione delle appostoliche missioni eretta nel duomo della medesima pubblicate da Giuseppe Sparano ... parte 1 *2. - VIII, 396 p. : ill. ; 4o. ((Ill. calcogr. - Segn.: *? A-3B? 3C?. Fa parte di Memorie istoriche per illustrare gli atti della s. napoletana chiesa e gli atti della Congregazione delle appostoliche missioni eretta nel duomo della medesima pubblicate da Giuseppe Sparano ... parte 1. [-2.] , 2 Impronta a-85 rio: iai- "p"q (3) 1768 (R) Anno pubblicazione 1768]
(5) [Istoria dello Studio di Napoli di Giangiuseppe Origlia Paolino in cui si comprendono gli avvenimenti di esso piu notabili ... , con buona parte della storia letteraria del Regno. Volume primo [-secondo]>> *2. - , 1754. - [8], XVI, 446, [2] p. ; 4o. ((Segn.: [a]-b4 A-3K4. Fa parte di Istoria dello Studio di Napoli di Giangiuseppe Origlia Paolino in cui si comprendono gli avvenimenti di esso piu notabili ... , con buona parte della storia letteraria del Regno. Volume primo [-secondo] , 2 Impronta heh` i.e` IIUS (7of (3) 1754 (R) Anno pubblicazione 1754]