Basilica di San Lorenzo Maggiore Napoli

La chiesa di San Lorenzo Maggiore a San Gaetano, massima espressione architettonica del Centro Storico UNESCO di Napoli1, è stato l'edificio delle riunioni della magistratura cittadina partenopea, prima che divenisse la più antica delle chiese di Napoli, e di fatto anche la sede giuridica dei Frati Minori Conventuali1bis nell'omonimo quartiere2(2bis).

Si trova, all'apice della Via dei Pastori sulla direttrice del complesso monastico di San Gregorio Armeno, più o meno collocata sul territorio dell'antica regio Nilensis, al vertice di un triangolo perfetto creato in asse con la chiesa e convento dei Predicatori a piazzetta San Domenico e gli Agostiniani alla Zecca sul Rettifilo2ter.

Costruita sullo sterrato dell'area archeologica3 e l'antichissima bottega dell'allume4, i restauri, apportati nell'ultimo ventennio del Novecento, l'hanno restituita spogliata degli stucchi aggiunti sulle architetture primitive disegnate di purissimo stile gotico d'Oltralpe, scoprendo però bellissimi affreschi, che offrono una veduta d'insieme dell'arte pittorica del Trecento italiano, assieme a: Santa Maria dell'Incoronata a via Medina, Donnaregina Vecchia a Settembrini, la Cappella Palatina al Maschio Angioino.

Analogamente a quanto ragionato in favore del vicinissimo complesso monastico di San Gregorio Armeno4bis, numerosi elementi architettonici aggiunti alla navata e all'annessa fabbrica conventuale proverrebbero dall'antico tempio tiberiano dei Dioscuri, e quest'ultimo infine, ricavato dal fosso che avrebbe accolto secoli prima, il presunto santuario napoletano dedicato alla dea Cerere. Tutti i pezzi dell'insieme antico sono stati catalogati negli spolia minori che caratterizzano da sempre il fascino misterioso della platea augustalis4ter.


La chiesa quindi è un grandioso monumento di Storia Patria.

Fu eretta nel terrapieno pendente del quartiere un poco aragonese ed un poco barocco di San Gaetano ai Tribunali.

  • Anticipa e posticipa la via per la chiesa della Misericordia ed il largo della chiesa dei Girolamini. Qui si conservano le ceneri di Raimondo Berengario, figlio di Re Carlo II, alias Lo Zoppo, qui le ceneri di Ludovico, morto nel 1310, figlio di Re Roberto il Saggio, sepolto a Santa Chiara a Spaccanapoli; in questa chiesa il sepolcro di Caterina d'Austria morta nel 1323, Carlo di Durazzo del 1347, Maria figlia di Carlo III, Roberto d'Artois con la moglie Giovanna duchessa di Durazzo. E' questa la chiesa napoletana dove ha pregato Francesco Petrarca ospite dei Frati Minori la sera e l'inquieta notte di terrore del 25 novembre del 1343, qui Giovanni Boccaccio conobbe Fiammetta, ovvero Maria dei conti d'Acquino il 30 marzo del 1336 e da una lapide in via di San Biagio dei Librai si legge un dettato di Benedetto Croce nel merito del filosofo Giovan Battista Vico che si sospettasse l'abitudine praticata di accomodarsi in questa chiesa e pregare. Sul suo campanile si sono tenute le battaglie sanguinose tra le guarnigioni spagnole e Gennaro Annese lo sconosciutissimo luogotenente di Masaniello. Attualmente la chiesa è stretta dalla morsa di abitazioni private che ne coprono l'intera visuale mortificando l'originario slancio architettonico. Senz'alcun dubbio, tutte le linee della chiesa di San Lorenzo Maggiore erano di stile archiacuto, come lo si osserva dall'andamento del portale, unico elemento superstite della chiesa trecentesca5. Nonostante tutto, è sul suo portale che è possibile leggere molta della sua storia. Lo stemma di Bartolomeo de Capua, protonotario del Regno, sta sotto il lunettone soprastante la porta centrale dove è ancora visibile sotto poca forma l'affresco attribuito ad Angelo Mozzillo, ritraente lineamenti del Martirio di San Lorenzo, partono della chiesa, che si presenta a navata unica e che incrocia il transetto diviso dall'abside dall'altare maggiore e dallo spazio delle cappelle radiali.  Ai lati del transetto i varchi che conducono alla Sala Capitolare, la vecchia sacrestia, il convento ed il chiostro francescano. Un particolare effetto scenografico è dato dall'abbondanza della luce solare catturata dalle quattro lunghe finestre bifore sfondate nelle pareti laterali assieme ad altri nove finestroni sempre bifori praticati nelle pareti dell'abside della chiesa. Nel primo piliere dopo la scomparsa cappella di Santa Maria di Loreto, si trovava prima di andar perduto per sempre lo stupendo altare della Santissima Concezione della Beata Vergine costruita nel 1549 da Nardo Antonio Della Porta poi inseguito ereditata dai figli uno dei quali è Giambattista Della Porta. Della medesima cappella e dell'altare oggi non resta che una lapide.
Il sistema delle cappelle in San Lorenzo Maggiore. 

Il sistema delle cappelle della chiesa rispetta il seguente ordine:


Ritornando verso l'ingresso a sinistra del transetto:


ed infine oltre la porta piccola le cappelle dei:
  • Tre Magi,
  • della Circoncisione,
  • del Salvatore,
  • e dell'Angelo Custode.

Il Transetto di San Lorenzo Maggiore.

E’ il braccio orizzontale della chiesa di fondazione saveriana fondato sull’area archeologica del Macellum e delle antichissime botteghe dell’allume.

Il sepolcro dei Caracciolo.
  • Tutto è più fuso nel più armonioso equilibrio delle forme, le linee, i toni ed i colori agganciato al fianco destro dell’unica navata dalla Cappella della Santissima Annunziata, assieme all’ottava e nona cappella, spoglie ed entrmbe poste all’altare maggiore della monumentale chiesa. Il braccio anticipa le cappelle radiali, più in alto di tre scalini rispetto al piano di calpestìo. Alla destra del transetto una snella ed elegante colonnina ornamentale chiude con un capitello ad avvolgimento di fogliame intarsiato riferibile alla metà del 1300 e subito accanto la tomba trecentesca del guerriero napolentano Ludovico CaraccioloGiannotto suo figlio ed Antonello Manella figlio di Giannotto, tutti morti nella peste napoletana del 1347. La tomba è sostenuta da crriatidi che per le modeste dimensioni dell’arca, ne sono presenti due, la Giustizia distinguibile dalla bilancia e dalla spada che esibisce e la Carità con in mano una fiaccola.  Sulla lastra del sepolcro son scolpiti come fu d’uso a quell’epoca i ritratti dei committenti ancora in vita Giannotto ed i suoi due figli presentati alla Beatissima Vergine Madre di Dio dal Santo Giovanni Abate e dal Santo Giovanni il Battista. Ai lati della tomba ritratte le figure di San Francesco d’Assisi e Santa Caterina d’Alessandria.

Le tombe dei Favilla e dei Ciciniello e la pala del Poverello d'Assisi.

Alla sinistra del manufatto funebre del Caracciolo, un altro di simil fatta in stile rinascimentale accoglie il figlio ed il nipote di Giovanna Montalto con tanto di lastra sepolcrale ai piedi dell’arca e rispettivamente in essa riposano, il patrizio napoletano Giavanni Cicinielli figlio di Buffardo.

  • Su di lui Carlo Tucci Cicinelli poggiato con la testa sul proprio morione e su di lui ancora il padre di questa persona anch’egli chiamato Carlo Tucci. È fissato alla parete l’alto rilievo di Giovanni Merliano da Nola Sulla sinistra di questa tomba l’altorilievo di Giovanni Merliano da Nola posto in questo ambiente a seguito di restauri all’altar maggiore dov’era inizialmente collocato, ritraente Madonna con Bambino circondata da angeli tra fregi e festoni.  Al di qua dell’altorilievo la tomba quattrocentesca di Alessandro Favilla e Buffardo Cicinelli accosta alla cappelluccia di San Francesco un tempo v’era la Pala del Poverello d’Assisi nell’atto in cui il Santo consegna ai suoi Frati la regola e alle Clarisse le sue raccomandazioni, opera di Colantonio del Fiore, il pittore napoletano che seppe magistralmente viver dell’esperienza pittorica consumata dall’ossessionata ricerca di una perfezione fiamminga con elementi che a quell’epoca denotarono i pallidi indizi del barocco napoletano. La Pala oggi è in esibizione permanente al Museo Nazionale di Capodimonte con l’altro capolavoro dello stesso autore anche quest’altra un tempo di appartenenza alla chiesa di San Lorenzo ovvero San Girolamo che medica la zampa di un leone.

La Tomba del Pisanelli. 

Ultimo i ordine di apparizione nell'area del transetto di San Lorenzo è la tomba Pisanelli, pur tuttavia, non va dimenticata l'importanza rivestita in quest'area dalla presenza alquanto riscontrabile della tomba di Caterina d'Austria, l'altare maggiore con le scene di San Francesco ritratte al Maschio Angioino ed infine il Cappellone dedicato a Sant'Antonio di Padova.

  • Eretta dai figli Claudio e Andrea nel 1559 la maestosa tomba di Giovanni Angelo Pisanelli, vestito di foggia cinquecentesca, giureconsulto napoletano con incarico di ambasciatore della città di Napoli alla corte di Clemente VII, nonché uditore generale del viceré d’Oranges e di presidente della Regia Camera della Sommaria, oggi incorporato all’Archivio di Stato di Napoli presso il Monastero dei Santi Severino e Sossio e subito accanto ad essa sul pavimento la lastra tombale di Emanuele Pisanelli morto nel 1768. Sparite da questa chiesa le due tombe l’una di Luigi d’Angiò, figlio di re Roberto il Saggio, sepolto in Santa Chiara a Spaccanapoli, morto alla sola età di nove anni e di una altro discendente del sovrano Carlo II d’Angiò alias lo zoppo tale Raimondo Berengario. Un avanzo d’affresco presumibilmente di scuola giottesca del tardo Trecento ritraente la Nascita di Gesù è sulla parete accosta al sarcofago ed il Transito della Madonna sta sulla parete opposta

La Sala Capitolare e la Cappella del Marchese.

La sala Capitolare è arricchita dagli affreschi attribuiti al Rodrioguez come per la sacrestia ed è un ambiente popolato di santi, dotti, papi, cardinali ed altri personaggi illustri della grande famiglia dei Minori Conventuali di Napoli.

  • Con ingresso dal chiostro settecentesco sorto in luogo di quello del 1200 sulla porta un tempo c’era un affresco del 1300 ritraente San Francesco d’Assisi che porge la Regola ai suoi Frati e alle prime Clarisse; oggi quest’affresco è custodito in convento ed è di medesimo tema rispetto alla scena dipinta da Colantonio del Fiore sulla tavola che si trovava nella cappella Sant’Antonio della stessa chiesa. Nella lunetta sulla porta è rappresentato Carlo I d’Angiò, che, ricostruita la chiesa secondo la tradizione, la consegna ai Frati Minori. Nella volta, sostenuta da due grandi colonne romane, vi sono i motivi arabeggianti che circondano l’immagine dell’Immacolata ritratta verso il 1608 e San Lorenzo primo martire e la graticola suo antichissimo retaggio ritratta invece sulla parete opposta alla parete centrale dove è dipinto lo stemma francescano. A destra di chi guarda c’è un grande stemma reale asburgico e al di sotto, vi è quello di Napoli e sotto ancora quello vicereale. A sinistra lo stemma degli Angioni. Alle pareti della sala sono affissi un grosso frammento pavimentale appartenente all’impianto paleocristiano di San Lorenzo e varie altri pezzi di tombe rimasti incompleti dal susseguirsi dei rimaneggiamenti sulla chiesa gotica. La cappella dei Marchese di trova in un angolo di questa sala. Interessante sono i 180 gusci di noce ognuno contenenti rappresentazioni plastiche della Sacra Bibbia, di cui 106 del Vecchio Testamento e 74 raccontano del Nuovo. Opera pia e paziente dello scultore e scrittore Beniamino Ascione nato a Portici nel 1895 e morto nella stessa cittadina il 24 novembre del 1977. Con la stessa tecnica e gli stessi materiali l’artista ha più volte rappresentato ”a codesta maniera” scene della Divina Commedia.

La Sacrestia e la cappellina dei De Rossi.

Fu costruita verso il 1570 e ad essa si accede dalla cappella dedicata alla Maddalena la prima del sistema delle cappelle radiali e sulla porta d’ingresso si scorgono ancora fregi ornamentali e lo stemma dell’Ordine, un braccio di Gesù che incrocia un braccio del Poverello d’Assisi.

  • Fu tutta quanta affrescata dal Rodriguez come lo si attribuisce anche alla Sala del Capitolo: sulla volta San Francesco elevato sul mondo in estasi davanti al Mistero della Croce. Ancora sopra di lui la Santissima Trinità e tutt’attorno festa di angeli. Invece sotto il Santo cinque figure allegoriche muovono la visione dell’affresco in Fortezza e Mansuetudine, Fede, Carità e Giustizia. Su due armadi d’arredo originali del ‘700 dentro sei cornici un tempo erano altrettante tele opere di Francesco De Mura. Le tele, a parte una soltanto, ritraente San Lorenzo andata perduta, si conservano nelle sale interne del convento e rappresentano: Il Sacro Cuore di Gesù, la Madonna, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi, San Gioacchino, Sant’Anna e Sant’Antonio. Ancor’oggi in sacrestia si ammirano le statuette lignee di Sant’Antonio, San Ludovico d’Angiò e San Bonaventura da Bagnoregio. Sul fondo della sala la Cappellina dei De Rossi con lastra pavimentale posta da Fabio De Rossi nel 1561 poi passata alla famiglia dei duchi di Acquavella e la statua di giovane donna in preghiera un tempo alloggiata nella cappella di Santa Maria della Purità. Di fronte il busto e la lapide del vescovo Giuseppe Faraone morto nel 1793 e prima si trovavano nella Cappella di Santa Croce. Sull’altare barocco una volta era possibile ammirare una splendida tavola, Nascita di Gesù, datata ‘500, di Marco Pino da Siena oggi in convento. Su quest’altare resta solo la cornice del ‘600 destinata a raccogliere reliquie di Santi. Sull’arco di questa cappella un altro dipinto su tavola anche questo in convento ed un medaglione ritraenti San Francesco ai piedi della Madonna con Gesù Bambino e due Angeli, attribuito da qualcuno ad Ippolito Borghese e da qualcun’altro a Fabrizio Santafede. Accanto alla sacrestia meritevole di attenzione e descrizione un preziosissimo lavabo del ‘500 tutto in marmo con ai lati fregi ornamentali. Ai lati scolpiti le figure dei santi Lorenzo e Antonio da Padova. Al centro scolpito l’episodio di Gesù che parla alla Samaritana presso il pozzo di Giacobbe. Sopra a queste due figure c’è scritto: ”Donna, dammi da bere” e subito sotto ancora scritto: ”Esamini ognuno se stesso e così mangi di quel Pane e beva di quel Sangue. Anno Domini 1521". Più sotto ancora in un altro riquadro, nel punto esatto in cui il lavabo sembra sostenersi sulla forza di due delfini scolpiti, c’è scritto: "Siate mondi". Sulla posteriore dell’opera c’è lo stemma francescano sostenuto da angeli ed un crocifisso ancora in disputa su attribuzione più o meno attendibile circa l’opera di Paolo Domenico Finoglio, sulla porta che introduce alla sacrestia da qualcuno attribuita a Bernardo Cavallino e da altri ancora ad Andrea Malinconico.


Spazio note

(1) Università degli studi di Napoli Federico II facoltà di Lettere e Filosofia. Dottorato di ricerca in Scienze Archeologiche e Storico-Artistiche XXIII ciclo. Civitates spoliatae. Recupero e riuso dell’antico in Campania tra l’età post-classica e il medioevo (IV-XV sec.) Coordinatore e tutor ch.mo prof. Carlo Gasparri, prof.ssa candidata dott.ssa Angela Palmentieri, AA 2009/2010. Per il progetto di riqualifica del Centro Storico di Napoli secondo le disposizioni pubblicate dalla Comunità Europea apri questa nota.
(1bis) Regesti delle pergamene di S. Angelo a Nilo : la cappella Brancaccio dei frati minori conventuali / a cura di Francesco Russo. – Napoli: [s. n.], 1991 (Napoli : Tipolitografia Laurenziana). – 95 p. ; 25 cm. Collana Archivio storico Brancaccio ; 1 Autore secondario Russo, Francesco <1908-1991> Soggettario Firenze Pergamene – Sant’Angelo a Nilo – Archivio storico Brancaccio – Regesti Luogo pubblicazione Napoli Anno pubblicazione 1991
(2) *S. Lorenzo Maggiore : la piu antica chiesa francescana di Napoli / Eugenio D’Acunti. – Napoli : Laurenziana, 1979. – 116 p. : ill. ; 22 cm Altro titolo San Lorenzo Maggiore . Luogo pubblicazione Napoli Editori Laurenziana Anno pubblicazione 1979
(2bis) Sui muri umidi del vecchio monastero di San Lorenzo Maggiore è stata segnalata la presenza delle specie del tipo rara di Phyllitis scolopendrium (L.) Newman subsp. scolopendrium [Asplenium scolopendrium L.] - G rh - Circumbor. Segnalaz. preced.: gole de' pozzi, e sulle muraglie umide (Ten., 1811-1838; 1823a, sub Scolopendrium officinale var. A); humidis umbrosis obvium muraglie (Ten., 1831; 1832, sub Scolopendrium officinale); Fontanelle (Pasq. et Av., 1841, sub Scolopendrium officinale); ex monastero di S. Lorenzo maggiore, R. Università deli studi (De Rosa, 1906, sub Scolopendrium vulgare Act.); Parco di Capodimonte (VLV. et al., 1996). (Ten., 1823a, sub Grammitis leptophylla Swartz.) “Sylloge plantarum vascularium Florae Napolitanae” (1831) e delle relative appendici (“Ad Florae Neapolitanae plantarum vascularium Syllogem Appendix tertia” (1833a); “Ad Florae Neapolitanae Syllogem, Appendix quarta” (1835); “Ad Florae Neapolitanae Syllogem Appendix quinta” Liberamente estratto da: La flora di Napoli: i quartieri della città ANTONINO DE NATALE, VINCENZO LA VALVA Dipartimento di Biologia Vegetale Università degli Studi di Napoli “Federico II” via Foria, 223 – 80139 Napoli. Dipartimento di Scienze Ambientali. Seconda Università degli Studi di Napoli via Arena, 22 – Centro Direzionale S. Benedetto, I – 81100 Caserta Lavoro eseguito con i fondi MURST 60%, 1996. Contributi: Renato Agostini del 1959, della “Seconda aggiunta alla Flora dei Campi Flegrei” di Nicola Terracciano (1921) e del contributo “Contribution aux études des biocenoses subtidales” di Helena Gamulin-Brida, Giuseppe Giaccone e Stjepko Golubic´ (1967)
(2ter) Valentina Russo, Sant'Agostino Maggiore storia e conservazione di un'architettura eremitana a Napoli edizioni scientifiche ialiane per una collana diretta da Alfonso Gambardella in "Luoghi e Palazzi di Napoli" BNN 2002 C 481
(3) Complesso Archeologico e monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli di Anna Lucignano; la quale rimanda alla lettura dei testi da lei citati come fonte di studio: Atti Taranto 1985 = Neapolis, Atti del XXV Convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto 3-7 ottobre 1985, Taranto 1986. Ed anche il Beloch 1890 = J. Beloch, Campanien, Breslau 1890. Anche il B. Capasso, in Napoli greco-romana, Napoli 1905. Gino Chierici 1929-1930 = G. Chierici, Il restauro della Chiesa di S. Lorenzo a Napoli in BdA IX, 1929-1930, pp. 24-39. Ed anche: De la Ville sur Yllon 1895 = L. De la Ville sur Yllon, L'abside della Chiesa di S. Lorenzo Maggiore, in Napoli Nobilissima, a. IV, 1895, p. 37. Ed anche: De Simone 1985 = A. De Simone, Il complesso monumentale di S. Lorenzo Maggiore, in Napoli antica. Catalogo della mostra, Napoli, Museo Archeologico Nazionale, 26 settembre 1985 - 15 aprile 1986, Napoli 1985, pp. 185- 195. De Simone 1986 = A. De Simone, S. Lorenzo Maggiore in Napoli. Il monumento e l'area, in Atti Taranto 1985, Taranto 1986, pp. 233-253. Ed anche: Filangieri 1883 = G. Filangieri, Chiesa e convento di S. Lorenzo Maggiore in Napoli, Napoli 1883. Fino 1987 = L. Fino, Arte e Storia di Napoli in S. Lorenzo Maggiore, Napoli 1987. E poi anche: Fontana-Ventrone Vassallo 1984 = M.V. Fontana - G. Ventrone Vassallo (a cura di), La ceramica medievale di S. Lorenzo Maggiore in Napoli, Atti del Convegno, Napoli 1984. E poi: Gabrici 1951 = E. Gabrici, Contributo archeologico alla topografia di Napoli e della Campania, in MemLinc XLI, 1951, col. 655 ss. Giampaola 1994 = D. Giampaola, Il complesso di San Lorenzo Maggiore, in Zevi 1994, pp. 67-71. E poi anche: Greco 1985 = E. Greco, Forum duplex. Appunti per lo studio delle agorai di Neapolis in Campania, in AnnAStorAnt 7, 1985, pp. 125-135. Greco 1986 = E. Greco, L'impianto urbano di Neapolis greca: aspetti e problemi, in Atti Taranto 1985, Taranto 1986, pp. 187-219. Greco 1990 = E. Greco, Spazi pubblici e impianti urbani, in G. Pugliese Carratelli (a cura di), Magna Grecia. Arte e artigianato. Milano 1990, pp. 9-48, (41-42). Greco 1994 = E. Greco, L'urbanistica neapolitana: continuità dell'antico, in Zevi 1994, pp. 35-36. Hirpinus 1961 = Hirpinus, San Lorenzo Maggiore a Napoli. Ritrovamenti paleocristiani e altomedioevali, in Napoli Nobilissima 1, 1961, pp. 13-21. Johannowsky 1961 = W. Johannowsky, Recenti scoperte archeologiche in S. Lorenzo Maggiore a Napoli, in Napoli Nobilissima 1, 1961, pp. 8-12. Mertens-Greco 1996 = D. Mertens – E. Greco, Urbanistica della Magna Grecia, in I Greci in Percorsi di Archeologia Milano 1996.
(4) Le anfore d’allume del complesso archeologico di San Lorenzo Maggiore di Napoli/ Fa parte di “L’Alunne de Mediterranée Lydia Pugliese per il Centre Jean Bérard Camille Jullian e la Regione Campania
(4bis) Vedi questa nota.
(4ter) Caroline Bruzelius, Le pietre di Napoli. L’architettura religiosa nell’Italia angioina, 1266-1343, Roma 2005, 58 e ss.; Elsa Nuzzo, in San Lorenzo Maggiore. Guida al Museo e al complesso, Napoli 2005, 17-18.
(5) De Sivo panza Surfaro Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli. Architettura e storia della chiesa. La Basilica Paleocristiana a Napoli per la tipografia Raulo. 1969 Pag. 17 BNN V.F 300B/20]