San Carlo di Napoli: l’Ottocento.

A Napoli1 negli ultimi trent'anni dell'Ottocento visse la presenza attiva della Società dei Concerti Popolari, la Società del Quartetto e l'Organizzazione di un Congresso Musicale Italiano.  

Nel campo ancora vergine della musica strumentale, all'avvento dell'Unità d'Italia, le iniziative in questo settore furono avviate, aggiornate e rinnovate da una colta ed intraprendente schiera di artisti dilettanti e mecenati2. E non nell'augusta sede del teatro San Carlo, l'unico che avrebbe potuto porre rimedio a tanta desolante condizione, a quell'epoca inequivocabilmente caduto in declino.

E pensare che pochi anni prima il Massimo napoletano ebbe occupato posizione di rango in Europa, quanto piuttosto sui boccascena del Teatro del Fondo di piazza Municipio, di cui si ricordano produzioni cartellonistiche di straordianaria ricchezza, come la Regina Diaz di Umberto Giordano, La Martire di Spyros Samaras, Guglielmo di Ratcliff ed I Rantzau di Mascagni, i Fiore d'Alpe di Franchetti ed una valagna di altri titoli tutti di proprietà Sonzogno.

Ed ancora al Teatro Bellini a Costantinopoli, con le due edizioni di grande successo di pubblico Orfeo ed Eurdice protagoniste indiscusse Giulia Ravogli e Sofia Scalchi Lolli.


Nella stagione del 1892, il più modesto teatro Sannazaro a via Chiaia mette in scena il Don Giovanni e La Serva Padrona.

Annunciando per quell'anno la Giannina e Bernardone di Domenico Cimarosa dato poi al Mercadante, che, si piglierà, non molto tempo, dopo l'onere di rappresentaere a Napoli la musica ad alti livelli.

  • Allorquando il San Carlo, cinque anni prima del secolo nuovo, il Novecento, dovette chiudere battenti per la sciagurata gestione dell'impresa affidata ad Anna Stolzmann. Nel 1895, prima della definitiva chiusura del secolo, il San Carlo decreta il successo di Wagner a Napoli con l'opera La Walkiria. A fiaccare irrimediabilmente il prestigio del teatro San Carlo furono fu anzitutto l'esposizione del teatro stesso alla concorrenza dei più agili ed economicamente meglio gestibili teatri minori della città di Napoli come anzidetto e l'abolizione dell'usanza dell'opera d'obbligo, cioè tutte quelle opere che si sarebbero dovute scrivere in esclusiva per il teatro San Carlo dentro al quale si sarebbero poi dovute metter in scena in luogo della moderna tendenza ad importare le opere dall'estero. Una tendenza questa che di fatto, in primo luogo scatenò la guerra delle grandi Case editrici e di conseguenza anche dei giornali ed in secondo luogo produsse enormi interessi capitalizzati dalle grandi imprese teatrali trovatesi dall'oggi al domani coinvolte nelle nuove leggi sulla regolamentazione del mercato operistico. Quindi alla luce degli ultimi fatti, i teatri italiani, il San Carlo in prima fila, non potettero sottrarsi a nuovi centri di potere, dai quali, l'Illuminata città di Napoli, venne irrimediabilemente esclusa. Avviate ormai ad una primitiva forma di globalizzazione, lenta a procedersi la forma nuova della Repubblica italiana, gli impresari del teatro, divenuti ormai degli importatori su larga scala di opere straniere, principalmente per l'opera francese3(4), tennero in conto le notevoli complicazioni di natura economica e commerciale di questo fenomeno assolutamente nuovo di importare l'opera, anche per quanto riguardò i diritti su queste detenuti dalla Casa editrice Lucca, la più agguerrita concorrente della Ricordi, la quale, a sua volta, a Napoli gareggiava in guerra aperta con la Sonzogno. Sulla scorta di queste considerazioni, gli impresari conclusero che sarebbe stato molto più propagandistico relegare il San Carlo di Napoli, solo tra le capitali d'Europa, ultimo nella lista dei teatri d'Italia dove introdurre le opere in tour, prima tra tutte la Forza del Destino di Giuseppe Verdi5, e del medesimo artista si ricorda la Messa di Requiem6(7), ed infine con gran suffragio di pubblico il Mefistofele di Arrigo Boito nella quaresima del 1884(8). In quel trentennio di fine secolo, il teatro di San Carlo di Napoli cadde preda di una crescente depressione ch'ebbe il suo culmine nelle stagioni 1875-1876, faticosamente riaperta e condotta a regime nel 1893, alternandosi in quell'epoca periodi anche di relativa prosperità. Il 25 maggio 1867 addirittura si pensò di attivare una sorta di autogestione popolare principiando una sollevazione cittadina. Destinata però al fallimento, quest'operazione non riuscì a risolvere il problema sociale relativo alla disoccupazione delle masse che col teatro ebbero avuto un rapporto di lavoro ed il cartellone del 1867-68, apparentemente di smisurata grandezza, venne commentato dalla stampa come "...un'immancabile e misera esecuzuione di non un cantante degno di calcare quelle scene, non un ballerino che potesse rimpiazzare le celebrità del passato"9. Il giornale napoletano di allora, “L'Indipendente” pubblicherà a sua volta un articolo commento sul cartellone del 1867-68 che, ancora l'Omnibus, sottoscriverà punto per punto, specie laddove si puntualizzerà che il teatro, invece di dare il Don Carlos di Verdi, che magari avrebbe esitato incassi straordinari ed ingaggi favolosi, andato poi veramente in scena nel cartellone del 1870-71, fondò ogni sua nuova speranza di rinascita del teatro sull'opera L'Africana, posta in esecuzione di prima linea in testa al cartellone di quell'anno, e poi a seguire: L'Otello, il Fausto, la Contessa d'Amalfi, Un ballo in Maschera, il Barbiere di Sivilglia ed il Figliuol Prodigo, quest'ultima poi sarà effettivamente l'unica opera di quel cartellone scritta appositamente per il teatro San Carlo, sul valore del quale, si sarebbe dovuto misurare evidentemente il prestigio dello stesso teatro, ormai perduto.
  • Dietro le manovre di recupero anzidetto, l'Indipendente e appresso anche l'Omnibus con le firme anche di Raffale Colucci, ci vide, invece il tetantivo dell'impresario del San Carlo, Giovanni Trisolini, di affidare un primo posto al musicista Serrao, che con l'opera La Duchessa di Guisa non gli avrebbe comunque concesso diritto di esser classificato tra i maestri d'obbligo del San Carlo ed infine ancora, con l'opera del Figliuol prodigo pare non sia stato dato giusto gradimento al libretto d'opera per l'inaugurazione di un compositore tenuto in conto come freddo e poco ispirato, come lo fu il Serrao. I rapporti assai frequenti e non sempre idilliaci tra Giusepe Verdi ed il Teatro San Carlo di Napoli, torneranno a serrare la storia del Massimo napoletano agli inizi degli anni Settanta dell'Ottocento, dopo la lunga interruzione durata pressocchè quindici anni. Toccò proprio a quest'artista, che la stampa presentò come il Verdi della terza maniera con le opere Don Carlos e l'Aida diretti personalmente dal maestro nel dicembre del 1872 e nel marzo aprile del 1873, con l'intenzione, tra l'altro mai nascosta, di saggiare le capacità del teatro stesso a reggere il mondo nuovo delle grandi opere europee e a proporsi quindi come teatro moderno. In quell'opera di quell'anno, in quel secolo, Giuseppe Verdi e gli allestimenti nel teatro San Carlo per le opere messe in scena, tenta il tutto esaurito in una musica che riesce in un modo o nell'altro ad inglobare sentimenti politici e religiosi di un popolo diviso tra aristocrazia, chi ha tanti soldi e i poveri indigenti, ma anche, si sa, alla guerra e alla pace, la rivoluzione contro la tirannia, le belle arti contro le male azioni, e via a via il semplice contro il potente, la voluttà e l'allegrezza contro il dispiacere dei disastri e la musica, la musica contro la morte della tradizione che ripugna il popolo napoletano che stenta di rinnovarsi10.

Il problema che non si riesce a superare proprio in quel trentennio sta nel pubblico che siede al San Carlo.

Il quale, resiste al nuovo, oppure di una parte di questo pubblico che si concede magari alle novità.

  • Ma si catalizza attorno ad un numero estremamente ristretto di autori e di opere, celebrando questo o quel repertorio, senza dar retta alla vastità dei palinsesti europei; l'Otello di Giuseppe Verdi è applaudito con lode di rito, ma i veri capolavori per il pubblico napoletano restano ancora il Rigoletto, l'Aida, La Traviata e a dar mano forte alla precarietà, ci si mise anche la mala gestione del teatro da parte dell'impresa Borioli11. La conferma di un profondo mutamento di gusto l'ha fornita il cartello operistico del San Carlo relativo al 1879-80, inaugurata dall'opera Stella del Nord di Meyerbeer, scritta niente niente per il teatro parigino dell'Opera Comique, e salutata a Napoli con un'enorme successo di pubblico, salvo solo la spietata critica che l'ha descritta con un nuovo abuso dello strapotere delle Case editrici che ne detengono pienamente i diritti. Senza però avvalersene, questo va detto, contro la melocommedia triviale della Carmen approdata al San Carlo, nel gennaio del 1885, un anno dopo esser stata eseguita al Bellini12. A differenza dell'Occhialetto che invece l'ha accolta con eccezionale importanza artistica, accomunata alla Stella del Nord, la Carmen del Bizet fu vista come una variante del programma artistico, pur tuttavia considerandola di fatto geniale, all'altezza dell'opera dell'arte stabilita addirittura per legge, venne dichiarata opera dell'avvenire.

Per l'opera diffusa di Wagner al teatro San Carlo di Napoli bisognerà attendere l'avvento del Novecento musicale.

Auspice di un clima culturale fattosi adulto, più sofisticato e composito, e persino eccitato all'idea di una frangia di pubblico maturato all'idea della decandence come nuovo soggetto dell'arte e della musica.

  • Come espressione del genio umano. In ultimo si segnala, nel decennio 1870-90 la progressione dell'opera inizialmente senza né capo e né coda del Ruy Blas di Filippo Marchetti13, la festosa accoglienza di pubblico de Il Gaurany di Carlos Gomez e meno fortunato in tema di grande riscossa, anche se stranamente più duraturo, sarà La Gioconda a lasciare le solitudini dell'Ottocento napoletano14 e trasbordare il San Carlo negli anni più felici del Novecento. Se la Carmen al San Carlo fu vista come eccezionale momento in cui, un nuovo tipo di opera riesce a trattenere elementi della tragedia, con strutture assai più leggere tipiche del dramma e della commedia e comunque si dimostra capace di tener appicciati assieme pubblico e palcoscenico, altrettanto si portà dire della Cavalleria Rusticana posto in opera negli anni immediatamente successivi alla Carmen, esitando un dilagante e fulmineo successo dopo la prima esecuzione napoletana, sogno dorato di qualunque impresario1516.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Renato di Benedetto: L'Ultimo trentennio dell'Ottocento in Il Teatro di San Carlo nel Novecento inIl Teatro di San Carlo Guida editori. BNN Sez. Nap VB 1045/1 1987 Guida editori Napoli Collezione Rocco Pagliara Istituto Universitario di Magistero Suor Orsola Benincasa
(2) [Renato di Benedetto Beethoven a Napoli nell'Ottocento in "Nuova Rivista Musicale Italiana" V, 1971, pagg 3-21 e 201-241]
(3) [*Italian opera in transition : 1871-1893 / by Jay Nicolaisen. - Ann Arbor, Michigan : U.M.I., c1980. - 315 p. ; 23 cm Codice SBN NAP0007227]
(4) [Il *figliuol prodigo : melodramma in quattro atti / di A. Zanardini ; musica di A. Ponchielli. - Milano [etc.! : R. Stab. Ricordi, t.s.1880. - 60 p. ; 20 cm. ((Sul front.: Teatro alla Scala, Stagione 1880-81, Impresa Fratelli Corti. - Cop. illustrata da Alfredo. - Alle p. 3 e 4 indicazione di responsabilità, di personaggi e interpreti. Codice SBN MUS0321701 Autore secondario Ponchielli, Amilcare]
(5) [*2 : Dal Trovatore alla Forza del destino / Julian Budden. - Torino : EDT musica, 1986. - X, 601 p. ; 23 cm. ((Trad. di vari. Codice SBN CFI0026762 ISBN 8870630420 BNI 88-10687 Collana Biblioteca di cultura musicale. . Autori e opere Fa parte di Le opere di Verdi , 2 Autore Budden, Julian Luogo pubblicazione Torino Editori EDT musica Anno pubblicazione 1986]
(6) [L'Occhialetto XIV, 15 8.V.1886. Ed anche in Napoli Musicale XVIII, 9-10, 20.V.1886]
(7) [*Giovanni Battista Viotti, Concerto per violino e orchestra in la min. op. 22; Gabriel Faure, Messa da Requiem / [Sandro Rossi]. - [Napoli] : Teatro di San Carlo, [1992?]. - [16] p. : ill. ; 24 cm. ((Nome dell'A. in fondo allo scritto. - In cop.: Teatro di San Carlo, Stagione 1992-93, Concerti sinfonici, da camera e balletto. - Direttore e solista: Salvatore Accardo; soprano: Rossella Ragatzu; baritono: Paolo Coni; Orchestra e coro del Teatro di San Carlo; maestro del coro: Giacomo Maggiore. Codice SBN NAP0022498 Autore secondario Teatro San Carlo Autore Rossi, Sandro Luogo]
(8) [*Mefistofele : opera / di Arrigo Boito. Napoli, teatro S. Carlo, Quaresima 1884. - Milano [et. al.] : T. di G. Ricordi, [1884]. - 44 p. ; 20 cm. ((Sul front.: Napoli, teatro S. Carlo, Quaresima 1884, impresa Scalisi. - 4 atti. - Prima rappresentazione Milano la Scala, 5 marzo 1868 Codice SBN MUS0284144 Editore Ricordi, Tito Interprete Bernardoni, Enrichetta Guarnieri, Enrico Turolla, Emma <19/t-nd> Maini, Ormondo Barbacini, Enrico Librettista Boito, Arrigo Ha tit. raggr. controllato Mefistofele Luogo pubblicazione Milano [et. al. Editori T. di G. Ricordi Anno: 1884 Periodo: Quaresima Luogo: Teatro San Carlo Città: Napoli].
(9) [L'Omnibus XXXV, 110 17.IX.1867 L'*omnibus : foglio periodico. - A.1, n.1 (2 mar 1833)- . - [S.l. : s.n.], 1833- (Napoli : tip. Pierro). - v. : ill. ; 40 cm. ((Settimanale, dal 1848 bisettimanale. - Dall'anno 5(1836/37) il compl. del tit. scompare, dal 1848 diventa: Giornale politico letterario. - Il formato varia. - Ha per supplemento "Il cassone", poi "Il cassone dell'Omnibus". - Settimanale Codice SBN MIL0132031].
(10) [Dal cronista di "Napoli Musicale" IV, 5-6 17 Novembre 1871].
(11) [ Il *convito di Baldassarre : libretto in 4 atti / di Francesco Dall'Ongaro ; musica di Giorgio Miceli. - Napoli : pe' tipi del Commend. Gaetano Nobile, 1878. - 33 p. ; 19 cm. ((Sul frontespizio: Da rappresentarsi per la prima volta al R. Teatro S. Carlo, stagione 1877-1878. - Impresa D. Borioli. - A p. 2: personaggi e interpreti. Codice SBN MUS0037074 Editore Nobile Gaetano]
(12) [*Carmen : dramma lirico in quattro atti / di Henri Meilhac e Ludovic Halevy dall'omonima novella di Prosper Merimee ; musica di Georges Bizet. - [Napoli] : Teatro di San Carlo, [2000?]. - p. 1325-1489 : ill. 24 cm. ((In testa al front.: Teatro di San Carlo, Stagione d'opera e di balletto 2000. Codice SBN NAP0249547]
(13) [*Ruy-Blas : dramma lirico in quattro atti / di Carlo D'Ormeville ; musica di Filippo Marchetti. - S.l. : s.n.], s.d.]. - 48 p. ; 17 cm Codice SBN PAL0152656]
(14) [*R. Teatro S. Carlo. GiovedÞ 8 marzo 1900 ... si darà l'opera in 4 atti di A. Ponchielli La gioconda . Seguirà il ballo comico in un prologo e due parti di Paolo Taglioni I due socii riprodotto dal coreografo Antonio Giuri. - [Napoli] : tip . F. Golia, Gesø Nuovo 18, 1900. - 1 locandina ; 26x11 cm. Codice SBN NAPG013373]
(15) [L'Occhialetto XIX, 2 19.I.1891)]
(16) [*Cavalleria rusticana : Mascagni : Leoncavallo : Chaynes . Paillasse. - Paris : Premieres Loges, 1983. - 192 p. : ill., mus. ; 27 cm. -. (( Contiene il libretto di Giovanni Targioni Tozzetti e Guido Menascia, e la traduzione francese di Yvelaine Duault, per la musica di Pietro Mascagni. - Commento musicale e letterario di Bruno Poindefert. Codice SBN MIL0188619 Fa parte di L' Avant-scene opéra , 50 Autore secondario Mascagni, Pietro <1863-1945>]