Via Alessandro Abati a Ponticelli

È una strada del quartiere di Ponticelli di Napoli1, molto stretta, insediata dai capannoni per il casermaggio delle merci e dell'attrezzatura, e solo per il settanta per cento da edilizia privata con case non oltre i tre piani.

Sterrata fino al 1914, organizzata ed illuminata a partire dal 1930, nasce a ridosso delle antiche Masseria della Pace e Masseria della Sanità2, conosciute come parte dell’asse interquartiere di Ponticelli.


Via Abati è lunga 240 metri; collega la propaggine nord delle anzidette masserie con la via Provinciale delle Brecce.

Da sottolineare che l’asse interquartiere oggi corrisponderebbe per gran parte alle antiche proprietà del monastero della Pace localizzato nei pressi del rione Fontanelle nel centro storico di Napoli e fino al 1930, prima della fondazione dei cavalcavia, le masserie che insediano questa zona ai limiti di Via Argine, una delle due sarebbe del ‘600 e soprattutto da farla risalire come proprietà di Carlo Restaino Mancino, benefattore del Monastero dei Domenicani del Rione Sanità, ai quali lascerà in dono la propria “massaria”3.


Alessandro Abati e l'Associazione degli Ortolani Madonna della Neve.

È dedicata ad Alessandro Abati, un industriale toscano, nato a Prato il 17 agosto del 1884. Bello, alto, sbarazzino, molto colto, di nobile famiglia, un poco dandy, schiettamente antifascista, arruolatosi più volte miracolosamente restò salvo dalla furia nazista, che lo aveva inviso per la sua opposta posizione all’interno del Regime4.

  • Rientrato in patria decise di trasferirsi a Napoli in cerca di realizzare il sui progetto di avviare una lavanderia industriale. Alloggiò per un po’ di tempo presso il palazzo dell’albergo Santa Lucia sul lungomare, frequentò il Gambrinus ed ivi conobbe il barone Amatucci, già proprietario del mulino "Fellepane", oggi ex traversa della via Botteghelle, una parallela di via Commissario Ammaturo. Il barone vendette l’ampio locale all’imprenditore accordatosi per la praticità che questo presentava dal momento che lo stesso casamento era a quell’epoca attraversato dalle limpide acque del corso d’acqua conosciuto come il ”Cozzone”. La storia del piccolo molino “Fellepane” e la pazienza del toscano, inusuale in quest’ambienti di difficile convivenza con le ”genti di fuori”, restò impressa piuttosto per l’inaspettata comodità che il mulino apportò, poiché, ben presto oltre all’azione di lavaggio biancheria, il molino iniziò anche a produrre energia per illuminare via Galeoncello. Alessandro Abati fondò e restò per sempre fino alla data della sua morte, avvenuta il 2 luglio del 1958, presidente dell’Associazione di Beneficenza Maria Santissima della Neve Gruppo Ortolani di Ponticelli.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Le *strade di Ponticelli / Luigi Verolino. - [2. ed.]. - [Napoli] : Il quartiere, c1999 (stampa 2000). - 271 p. : ill. ; 21 cm + 1 c. Codice SBN NAP0264171 BNN SEZ. NAP. VII B 1654 pag 11
(2) Comune di Napoli, con delibera n° 3386 del 1 agosto 1997 il Comune stabilisce che parte del’asse interquartiere di Ponticelli abbia toponimo di via Masseria della Sanità e della Pace.
(3) G. Mancini, Si affidarono a Lui, Il Quartiere Edizioni, 1996
(4) Josephine Mary Abati, in appendice I, L’Associazione di beneficenza Maria Santissima delle Neve, Gruppo ortolani di Ponticelli, pag 61, 1990