Contrada Abbasso Maranda Ponticelli Napoli

È’ la contrada Ad bascio Maranda poi meglio aggraziata col toponimo di Abbasso Maranda nel quartiere di Ponticelli a Napoli1.

Attraversata da un strada a gomito e senza uscita, è agganciata a Cupa Tierzo. Diversamente, la via comunale di Maranda, lunga mezzo chilometro, un tempo anche detta Cupa Romano2, collega questa masseria con via Provinciale delle Brecce a sud e via Principe di Napoli a nord.

Mentre la Strada vicinale Maranda, giusta al centro del tracciato e sulla quale a metà del percorso, ad un certo punto priva di costruzioni, nella libera distesa di terra, si staglia una bellissima veduta del Vesuvio, la collega a Via Argine.

La prima notizia del toponimo Maranda la si ha nel 1733 dalla Masseria di Miranda3, poi nel 1791 già trasformata in Masseria di Marante. Ulteriori variazioni del toponimo si avranno nel 1809 con Massaria dei Maranti4 ed ancora luogo detto di Maranta5 ed infine e definitivamente Massaria Maranda a partire dalla carta topografica ordinata da Ferdinando I di Borbone del 1817.


E' situata più in basso, rispetto all’epicentro del quartiere giustificandone il toponimo

È estesa a nord di via Argine ed è delimitata dall’omonima via, dalla via Vicinale Maranda e via Tierzo.  

  • Situandosi in una posizione di quota territoriale più bassa rispetto al centro storico di Ponticelli, occupato dalla chiesa della Madonna della Neve e dalla Casa del Comune in piazza Vincenzo ApreaChe sia, appunto situata più in basso, rispetto all’epicentro del quartiere, lo ha di fatto connaturato del toponimo col quale è conosciuta, tra l’altro anche registrato come Abbascio Maranda, sullo stradario comunale di Napoli e del suo Municipio datato 1940. Nella stessa contrada esiste anche una piccola traversa così chiamata, pur tuttavia ignorata dalle carte topografiche anche se sul posto una lastra di ferro la indica col nome di via Abbasso Maranda. Lungo via Maranda, il 23 gennaio del 1993, in presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, allora in veste di Presidente della Camera dei Deputati, e di Vera Lombardi, allora Presidente dell'Istituto Campano per la Storia della Resistenza, fu costruito l’edificio che ospita il Liceo Scientifico Pietro Calamandrei. Va ricordato che questa amministrazione, prima dell’ultimo alloggio, prese provvisoriamente posto nell’edificio della Scuola Magistrale Don Milani a San Giovanni a Teduccio, purtroppo costretta ad abbandonare la storica sede di via Quaranta a Barra, poiché, detti locali furono resi inagibili, per lo scoppio, la notte del 13 dicembre del 1895, dei depositi di carburante Agip. Infine, la mappa topografica datata 1959, individua al numero civico 21 della Strada Maranda, il cortile detto di Matteo lo Zoppo e tra i civici 148 e 152, una bella edicola marmorea è dedicata alla Madonna di Pompei.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: Le *strade di Ponticelli / Luigi Verolino. - [2. ed.]. - [Napoli] : Il quartiere, c1999 (stampa 2000). - 271 p. : ill. ; 21 cm + 1 c. Codice SBN NAP0264171 BNN SEZ. NAP. VII B 1654 pag. 12 e pagg 135 e 136
(2) Masseria detta dei Romano per la presenza sul posto, all’epoca di una cappella gentilizia fatta costruire dalla famiglia dei Romano. A.C.N.P., registro atti di matrimonio 28 agosto del 1814. Vedasi anche, A.S.N., stato civile 15857, libro dei defunti del 1834. Oggi questa cappella è diventata la chiesa Auxilium Agonizzantium. A.T.C.N. Le carte d’archivio storico del Municipio di Napoli 12 luglio 1852 attestano lavori di restauro alla cappella da parte del maestro Antonio Grieco e diretti dall’ingegner Raffaele Negri precisamente nel 1893. Giuseppe Capasso provvederà invece a rifare il tetto della cappella.
(3) Dal settimo volume dei defunti dell’archivio storico del Municipio di Napoli del 16 ottobre 1733
(4) A.C.N.P., registro atti di morte, 2 ottobre del 1809
(5) A.S.N., stato civile, 15829, libro dei defunti del 1829