Sezione Pendino Napoli

E' uno dei rioni di Napoli1, l'ex Sezione Portanova1bis, oggi incluso nell'area del Centro Storico UNESCO della città.

Il catasto dei fabbricati che racconta lo stato dei fatti, caratterizzato da una fitta maglia di lottizzazione ancora fortemente angioina ed una suddivisione quasi caotica e particellare del territorio, si riferisce ad un ultimo aggiornamento datato Risorgimento del 1904


Solo successivamente fu interessato da provvedimenti attuati dall'Alto Commissariato del 1925, relativo alla sola azione del riordino dell'assetto urbano moderno, conclusosi con l'edificazione nella sua zona orientale delle scelte progettuali, oggi visibilissime negli edifici dei rioni Stella Polare e G.B.Vico.

Esso attraversa per giurisdizione pattuita dopo lo sventramento dei "Quartieri detti Bassi" ad opera della Società per il Risanamento, parte del nucleo antico della città ed un pezzo del litoraneo di origine medievale con un'indicazione degli assi viari stabilita prima dell'Unità d'Italia. In esso si sviluppa una zona ampia e larga, con orografia in pendio, comprendente da punto a punto, a nord un tratto di via dei Tribunali e a sud via di San Biagio dei Librai con un'estensione territoriale che si spinge fino alla vecchia Stazione Marittima da parte del Porto Mercantile.


Orografia dei luoghi ed il patrimonio immobiliare del Pendino.

Nel fitto edilizio ad ovest del tracciato moderno di via del Duomo il percorso non include le Rampe del Salvatore, via Paladino con le facciate della chiesa e del collegio del Gesù Vecchio, la chiesa chiusa dei Santi Andrea e Marco a Nilo rientranti nella sezione Porto.

  • Al Pendino appartengono, invece, la chiesa dei Santi Marcellino e Festo, il vico Sant'Agnello dei Grassi e via Tari, mentre ad est dal cardine del vico della Zite e degli Scassacocchi a registrato i mutamenti significativi di questa zona a partire dal tratto meridionale di via del Duomo che l'attraversa dal 1861 e solo nel 1883 questa riesce ad giungere fino al palazzo Cuomo, a partire dal quale, idealmente, divide in due porzioni di territorio non del tutto equivalenti in termini di ampiezza, il quartiere basso. Forcella, non include il monumentale Monastero e chiesa di Sant'Agostino alla Zecca e l'omonimo vicolo, oltre a tutto il sinuoso passaggio della Rua Francesca. L'inizio dei lavori del Risanamento editeranno un rilievo topografico suggestivo perchè in esso appariranno la chiesa di San Severo al Pendino priva delle due campate che invece nel rilevo del 1872 in possesso del Comune ancora la si vede interrompere il tragitto di via Duomo in discesa oltre alla chiesa di San Giorgio Maggiore che appare ancora intera e con tutta la navata destra a cui oggi è mancata sempre giustificati dal completamento di via Duomo. Ancora un tratto di rettilineo congiunge via del Duomo a via Nuova Marina a partire da piazza Nicola Amore. In via dell'Arte della Lana sorge la chiesa di Sant'Arcangelo degli Arcamoni sistemata al posto della chiesa di Santa Rosa fatta abbattere dal Risanamento, mentre in via Lucrezia Alagno, traversa detta pettine di via Duomo sorgerà la piccola chiesa oggi chiusa e abbandonata di Santa Maria Stella Maris anche detta Chiesa delle Paparelle. Nel caso di piazzetta Grande Archivio e del Monastero dei Santi Severino e Sossio, sulla topografia storica l'ultima aggiornata nel 1907 stranamente non si segnalano le variazioni urbanistiche comunque apportate nel segno del prolungamento dell'asse sul chiostro del Divino Amore fino a Spaccanapoli nel tratto in cui questa assume il nome di via di San Biagio dei Librai. Al quartiere all'azione di bonifica ha partecipato anche l'allargamento di via Vicaria Vecchia. All'estremità della via di Santa Caterina della Spina Corona inizia la via Tari che si prolunga fino alla piccola chiesetta di Sant'Agnello dei Grassi. Appartengono a questo quartiere anche il palazzo e la chiesa del Pio Monte della Misericordia, Sant'Andrea dei Gattoli e Sant'Arcangelo agli Armieri Nuova al Borgo degli Orefici.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da Giancarlo Alisio e Alfredo Buccaro Napoli Millenovecento. Dai Catasti del XIX secolo ad oggi. La città, il suburbio, le presenze architettoniche per la Electa Napoli 2000 BNN SEZ NAP VII A 1613 pagg. 105 106 107]
(1bis) Professor Emilio Re, in La Cartografia di Napoli. Le piante dei dodici quartieri di Luigi Marchese, estratto dal Bollettino del Comune di Napoli, numero 56, Maggio Giugno 1930-VIII Napoli Tipografia Giannini BNN FONFO PONTIERI Miscellanea C 24/9 a pagina 6