Rione Amedeo

E' uno dei quartieri di Napoli1 sulla dorsale del ”novello quartiere occidentale” medesima direzione del Borgo a Chiaia, servito dalla linea storica della metropolitana di Napoli, e da una delle due stazioni funicolari della collina del Vomero.

Si tratta di una zona di Napoli estesa a partire dai terreni alle spalle di via Alabardieri, Santa Teresella degli Spagnoli in direzione delle colline e Santa Maria in Portico secondo la direzione della baia.


Ed ancora la chiesa dell'Ascensione, la palazzina del Paradisiello al Parco Margherita, il palazzo Leonetti, il palazzo dei Telefoni a via Crispi, il palazzo Mannajuolo a via Gaetano Filangieri ed il Palazzo Roccella in via dei Mille.

Un ambito urbano elaborato, su incarico del Decurionato, da Alvino Cangiano, Francesconi, Gavaudan e Saponieri, gli stessi architetti che sei anni prima della definizione del tracciato del Rione Amedeo, progettarono il Corso Vittorio Emanuele, che, all'epoca col toponimo di Corso Maria Teresa, fu il preludio all'espansione edilizia in tutte le direzioni prima e dopo la zona di Santa Lucia al Monte.


Il disegno unitario del Rione Amedeo e la prima tranche dei lavori.

L'edificazione massiva di questa particolare zona della città avvenne comunque in tempi più lunghi rispetto a quelli indicati dai rapporti scientifici della commissione istituita dal Generale Garibaldi in persona.
  • E nonostante fosse stata data attenzione ad un Governo del Popolo per provvedere principalmente a questo tipo di soddisfazione, la procedura giuridica sulla gestione degli investimenti privati per le proporzioni edilizie da edificarsi su questi lotti assegnò enormi capitali a grandi società immobiliari costituite ad hoc. Il disegno unitario del Rione Amedeo previsto dal 1859 verrà nella sostanza attuata in più segmenti temporali di cui la prima tranche risale al 1871 opera dell'impresa Rougier da un progetto disegnato e firmato Scoppa e Rendina. Una serrata sequenza di assi rettilinei interrotti almeno sui progetti da tre piazze, di cui una sola effettivamente vedrà la luce: piazza Amedeo, tra l'altro scaturita dalla convergenza di via Martucci e via Crispi.

Il patrimonio immobiliare del Rione Amedeo e la seconda tranche dei lavori.

La seconda operazione di edificazione massiccia operante secondo le stesse istruzioni nel medesimo territorio corrispondente all'attuale via Vittoria Colonna fu attuata dall'Impresa Salvetti su disegno del progetto degli stessi Scoppa e Rendina.

  •  Scoppa e Rendina, in soli dieci anni di lavoro diedero vita all'arteria principale del Rione Amedeo, che da largo Rodinò e largo Santa Caterina a Chiaia all'altezza del preesistente palazzo Filangieri si allaccia fluidamente alla via dei Mille muovendosi a gomito tra i due diversi indirizzi nel punto esatto in cui attraverso le scale D'Andrea, il rione è agganciato a sua volta alle Rampe Brancaccio. Fu invece la ”Società Immobiliare de' Lavori di Utilità Pubblica ed Agricola” costituitasi ad hoc il 21 settembre del 1885 ad ottenere felice concessione del Comune di Napoli l'impegno a completare in soli quattro anni il restante settore del Rione Amedeo. Ma i lavori durarono molti più anni e anzi vennero anche interrotti allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la stessa Società incaricata dell'opera di fondazione cedette ad altre società minori vasti lotti su cui fabbricarci e fu allora che, come scrive Gravagnuolo, nei vuoti lasciati liberi dall'edilizia umbertina, s'insediò all'alba del nuovo secolo la fioritura del Liberty. Si presero ad edificare secondo un impeto propulsivo delle ragioni di quel nuovo linguaggio detto Liberty, l'”Art Noveau”, l'arte che corre appresso al progresso tecnologico, appresso alla globalizzazione di altre forme d'arte e mestieri in genere. Fu la filosofia della forma floreale applicata all'architettura molto in voga nelle terre d'Europa e a Napoli venne formata dalla cordata dei più grandi imprenditori di quello stesso secolo: Mannajuolo, Ricciardi, Borrelli. Al via si ricordano le opere di Giulio Ulisse Arata, di cui, a lui attribuita la palazzina Paradisiello al parco Margherita, suo di suo invece il Palazzo Leonetti, il palazzo Ricciardi Cottrau a piazza Amedeo e quello situato sulla salita di Piedigrotta, oltre al complesso delle terme nel cratere di Agnano ai Campi Flegrei.


Spazio note

(1) [Liberamente estratto da: Benedetto e Giuseppe Gravagnuolo per: *Chiaia / Benedetto Gravagnuolo, Giuseppe Gravagnuolo ; fotografie di Mimmo Jodice. - [Napoli?] : Electa Napoli, [1990]. - 148 p. : ill. ; 24 c Codice SBN VEA0011177 ISBN 8843533045 Sez. Nap.VII B 226, e dallo stesso autore in Palazzo Mannajuolo : cento anni di architettura, arte e cultura, 1912-2012 a cura di Riccardo Rosi ; coordinamento della mostra Mario Pellegrino, Mauro Iorio - Napoli : Paparo, 2012. - 150 p. : ill. ; 28 cm. ((Pubblicato in occasione di una mostra tenuta a Napoli nel 2012. BNN SC ARTE F442]