San Pietro a Patierno

San Pietro a Patierno è un quartiere della zona orientale di Napoli1, sorto sulle economie sofferte del vecchio Casale ad Paternum

L'intero impianto del complesso residenziale ed amministrativo profondamente mutato rispetto ai dieci anni prima del 19801bis.

E' insediato per gran parte della sua zona, dall'impianto aereopotuale di Napoli-Capodichino estendendosi su una superficie di circa 5.435.000 m2.

E' rimasto autonomo fino al 1925 quando, in occasione della storica presentazione del PRG in quello stesso anno, ne fu decretata l'aggregazione al Comune di Napoli, assieme a Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio. Questo tipo di operazione ricorda l'effetto dei decreti fascisti a firma del re, emanati durante gli anni della gestione commissariale del Prefetto Michele Castelli e Pietro Baratono.

Oggi confina a nord e ad est con il comune di Casoria, a nordovest con quello di Casavatore, a ovest con i quartieri di Secondigliano e San Carlo all’Arena e a sud con quello di Poggioreale. A causa della presenza dell’aeroporto di Capodichino, il cui nucleo centrale fu il cosiddetto Campo di Marte, voluto da Gioacchino Murat agli inizi dell’Ottocento2, risulta esser il più esteso tra i quartieri della città3.


Storia breve del quartiere di San Pietro a Patierno.

San Pietro a Patierno è noto anche per l'insolito lavoro detto di riproduzione della scarpa usata, lavoro divenuto frenetico nel corso degli eventi bellici della grande guerra nazista.

  • Attività estintasi spontaneamente sul piano generale delle grandi innovazioni di questo settore già alla fine degli anni Sessanta, inizio anni Settanta, con una inaspettata aggregazione socioeconomica dei calzolai che diedero comunque un ulteriore impulso alla crescita in termini di prodotto interno con la cosiddetta attività della scarpa di blocco4. Nel 1742 il Casale era costituito da quattro piazze principali5: Piazza del Pontone del Casale, divenuta poi Piazza Guarino; Piazza della Croce, dove ancora oggi è presente un’edicola del Crocifisso; Piazza della Beatissima Vergine delle Grazie, zona corrispondente alla vecchia via Tramvaj, diventata Viale IV Aprile dopo i bombardamenti del 1943; Piazza della Luce, attuale Via Principe di Napoli. Oltre alle suddette piazze, che rappresentavano il centro storico, il casale era ricco di Masserie, nate sin dall’inizio del 1600, ma sviluppatesi maggiormente durante il ’700: tra le più antiche, la Masseria della “Signora Giulia Correale”, proprietà della famiglia Macedonio, dove nel 1772 avvenne il Miracolo Eucaristico, celebrato da un monumento custodito nell’attuale convento delle Suore Degli Angeli sito in Via Nuovo Tempio, e la Masseria della Luce, che dal 2000 è stata ristrutturata per ospitare il Museo della civiltà contadina. Intorno al 1812, periodo della dominazione francese a Napoli, Gioacchino Murat decise di costruire un campo militare, il Campo di Marte, che poi evolse nell’odierno Aeroporto di Capodichino. Per fare letteralmente spazio al campo di Marte furono espropriati numerosi terreni di San Pietro, abbattuti i palazzi e distrutte le masserie. Coloro che persero terre e abitazioni furono costretti a spostarsi verso il centro del quartiere, oppure a emigrare nei comuni limitrofi. Il quartiere entrò in una crisi economica che richiese quasi un secolo per terminare completamente.

San Pietro a Patierno e l'attività della scarpa di blocco.

Inoltre, nel periodo delle due guerre mondiali, la presenza dell’aeroporto e la conseguente, massiccia invasione di forze militari, condizionò non poco la vita degli abitanti, alcuni dei quali pagarono con la vita in occasione del già citato bombardamento del 4 Aprile 1943.


  • Con la distruzione dei terreni, la popolazione di San Pietro a Patierno spostò, per forza di cose, l’attenzione verso nuovi mestieri. Come quello del calzolaio, che cominciò a diffondersi più o meno dalla fine dell”800: numerosi banchetti comparirono agli angoli delle strade principali, stava nascendo il mestiere che avrebbe dato una boccata d’ossigeno all’economia del territorio, il quale abbandonò definitivamente la sua dimensione agricola. Dal lavoro dei calzolai si è arrivati, intorno agli anni ’70 del ’900, al diffondersi del commercio all’ingrosso della scarpa di blocco, che vide i commercianti di San Pietro partecipare attivamente alla ripresa economica e diventare un punto di forza del quartiere, che nel corso degli anni ha visto nascere numerosi depositi di scarpe, situati maggiormente in Strada Luce, arteria fondamentale di quella che può essere considerata la zona commerciale, nonchè sede fisica della Masseria della Luce. Dopo il terremoto, che colpì Napoli nel 1980, l’amministrazione comunale varò la “legge 219” con il “programma straordinario di edilizia residenziale” che portò alla costruzione di abitazioni popolari e del parco pubblico in Viale IV Aprile. Tuttavia il progetto non ha mantenuto tutte le aspettative iniziali, poiché le nuove costruzioni non sono riuscite ad integrarsi perfettamente nel tessuto urbano del quartiere.


Spazio note

(1) Memorie di corpi urlanti : San Pietro a Patierno : le diastasi della memoria / di Simona Chiapparo ; presentazioni di Raffaele Porta, Pietro Mastranzo ; prologo/epilogo di Giovanni Galano, Enzo Grano ; prefazioni di Vincenzo Esposito, Subarna Ghosh ; saggio introduttivo di Maria Teresa Catena ; epigrafe di Gilberto Di Petta ; opere fotografiche di Aniello Barone ; collaborazione di Nadia Chiapparo … [et al.]. – Napoli : Filema, [2006]. – 243 p. : ill. ; 23 cm. ((In cop.: Accademia delle scienze, delle comunicazioni e delle arti mediterranee. E da: Antico Casale Napoletano di San Pietro a Patierno- Antonio Esposito Centro Studi "L'Idea" Napoli, San Pietro a Patierno 1994; e da: Notiziario dell'82/ I Commissaro Straordinario di Governo-Sindaco di Napoli: avviso pubblico pag. 27 e da: Rivista di Architettura napoletana del dopo terremoto, Edizioni Edis-Calabria numero 3 1988 pag. 62)
(1bis) Evento catastrofico a partire dal quale è stata posta in opera una ricostruzione totale degli ambienti coinvolti, ricostruzione ancora in fase di ultimazione ideata su progetto di Dante Rabitti, Rejana Lucci e Dino Taranto sul primitivo progetto del Borrelli così mantenendo il vecchio casale nella forma che ancor'oggi contestaulizza il centro storico del quartiere. I lavori di ricostruzione sono stati pilotati nell'obiettivo per altro raggiunto di puntare su interventi di recupero e di conservazione del territrorio dando luogo a quella che di fatto sarà una perfetta integrazione del nuovo nel tessuto urbanistico preesistente, grazie agli interventi dell'edilizia detta di “sostituzione”, fatta salva la sola eccezione per i rioni di via Casoria e di via Alderisi in particolar modo per la loro assoluta ed evidente scarsità architettonica negli stabili così come si presentano e la povertà dei materiali utilizzati col risultato finale di ottenere rioni dormitorio senza alcun'altra identità. Secondo quanto previsto dall'articolo VIII della Legge 219 in tema di edilizia residenziale per il quartiere di San Pietro a Patierno eran stati previsti la realizzazione di 304 alloggi di nuova edificazione e di 690 di riqualificazione contro gli effettivi alloggi realizzati nel numero non superiore in tutto a 771 su area libera. Di questi 89 detti di consolidamento e 266 di sostituzione. Son state poi realizzate 110 unità commerciali, di cui 14 su aree libere e 96 di recupero. Destinati e sol in parte realizzati parchi gioco e strutture pubblice su un'area dispersa per 5.000 mq e 9.000 altri di questi per l'alloggiamento di attrezzature collettive, il Distretto sanitario, la Biblioteca nell'antica masseria della Parrocchia, il Campo Sportivo, una scuola media e due materne, la Chiesa moderna di San Tommaso d'Aquino nel rione di via Casoria; e ancora: la sala runioni e la dscoteca all'antica Masseria della Luce per questo tipo d'occasione completamente ristrutturata e ammodernata, oltre allo spazio musica, teatro all'aperto con ampio parcheggio. Mentre per la zona di Arpino son stati innalzati 882 alloggi di nuova edificazione e 112 di di sostituzione o completamento.
(2) Proprio la costruzione del Campo di Marte ha rappresentato per San Pietro uno spartiacque tra la dimensione agricola del vecchio Casale e quella artigiana del nuovo quartiere.
(3) Della venuta di San Pietro in Napoli, G. Scherillo, Napoli 1859 3 I contadini, infatti, per essere più vicini ai campi da coltivare per conto dei Monasteri o delle famiglie ricche, erano soliti trasferirsi dalla campagna nelle zone intorno alle Chiese. La nascita del Casale di San Pietro a Patierno risale all’Alto Medioevo ed è legata alla tradizione, diffusasi nel Primo Medioevo, secondo la quale l’apostolo Pietro, in uno dei suoi viaggi, abbia percorso la via Atellana2, strada che collegava Capua con Napoli e passava per il territorio di Paternum, dove fu costruita la chiesa di San Pietro, attorno alla quale si costituì il primo villaggio.
(4) Commercio questo che ha dato lo spunto ad una riorganizzazione illegale del piano regolatore e poi via a via ha realizzato la crescita smisurata, caotica ed incontrollata di modeste abitazioni per lo più abusive a motivo della deficienza che si era creata dal rimedio poi fallito del piano delle periferie pure rimasto sulla carta almeno fino al 1980, reso poi possibile grazie al beneficio del Titolo VIII Legge 219. La continua espansione dell'Aereoporto di Capodichino segna il culmine del declinio storico del Casale di San Pietro a Patierno.
(5) Antico Casale Napoletano di San Pietro a Patierno – Antonio Esposito, Centro Studi “L’Idea” Napoli, San Pietro a Patierno 1994.