Fuorigrotta

E' uno dei quartieri di Napoli1, prologo della costruzione della città passata alla prova di quartiere fascista2 come parte dell'assetto urbano moderno3.

Si sviluppa principalmente entro i suoi stessi confini senza riuscire a varcarli, interrompendosi al di là delle Gallerie e del limite fisico imposto dal sistema del Parco Regionale delle colline di Napoli, del quartiere Vomero e Posillipo.


Si espanderà appena solo alla fine degli anni Sessanta del Novecento, interessando qualche tratto comunale di Pianura non oltre, e lungo via Cinthia, su una bassa collina, si conclude nell’esito di quel che oggi è il complesso universitario di Monte Sant’Angelo riconoscibile dal gran cilindro giallo, a copertura della più bella aula universitaria della città4.

Si tratta di un'area vasta, interessata dalle approvazioni del PRG classe 1925, priva di grandi vincoli, relativamente in piano, in leggero declivio ed adiacente il centro urbano, rappresentato dal Lungomare di Mergellina al di là delle quattro gallerie scavate nel monte.

Per quanto riguarda le gallerie, due di queste sono percorse dai veicoli su gomma, ed altre due attraversate l'una dalla linea storica della metropolitana che si completa in direzione del Comune di Pozzuoli su di una vastissima area un tempo destinata alle esercitazioni militari e l'altra gestita dalla Società Circumflegrea che prosegue in direzione di Licola e Torregaveta, con due punti di sosta localizzati con le stazioni della Cumana in via Leopardi e della fermata della Mostra a piazzale Tecchio4bis, laddove si impone la possente facciata dell'edificio a Torre della Facoltà di Ingegneria.


Breve storia del quatiere di Fuorigrotta.

Fuorigrotta è, tuttavia, anche un nodo di traffico obbligato per raggiungere dal centro città l'area delle Terme nel Cratere di Agnano,  la Conca dei Pisani e degli Astroni a Pianura, l'ex area industriale del quartiere di Bagnoli-Agnano.

  • Mentre al centro del quartiere negli spazi vuoti furono edificati blocchi residenziali molto convenzionali.  In alto, nei pressi della Canzanella, si sviluppa, invece, l'ordito del quartiere che riflette un sistema di abitare analogo a quello degli Höfe centro europei, laddove le costruzioni sorgono attorno ad un vasta piazza pavimentata e arricchita di verde. Ne sono un esempio, per l'appunto, il Rione La Loggetta ed il Rione del Piano napoletano INA-Casa ad Agnano. La densità del tessuto urbano, estratta dalle impostazioni funzionaliste del Piano Regolatore del 1939 obbligatorie per tutte quante le aree ritenute edificabili sulle aspre terre dei Campi Flegrei, non ha materializzato alcuna dimensione storica, dove piuttosto uno schema assiale governa l'andamento apparentemente pittoresco delle infrastrutture esistenti. Bonificato interamente dai progetti approvati dal Comune di Napoli con la Società Edilizia Laziale, che non ha previsto alcuna demolizione, intervenuta nel biennio 1913-1915 solo nelle manovre d'appoggio sul terrazzamento dei viali Augusto che procede rettilineo tra la galleria di Piedigrotta fino all'attuale piazzale dove si trova la chiesa di San Vitale Martire Nuova. Il quartiere di Fuorigrotta venne poi nuovamente urbanizzato in epoca fascista in occasione dell'inaugurazione del quartiere espositivo della Mostra d'Oltremare, il Parco Faunistico e il Parco dei Divertimenti dal 1935 al 1940 con ingressi su via Diocleziano, ed una ripresa delle opere di fondazioni si è avuta negli anni Sessanta con il Rione La Loggetta. Il quartiere dunque si conforma mediante uno schema di struttura complessa, articolato da una varietà di slarghi e di piazze di cui la più grande è l'emiciclo di piazzale Vincenzo Tecchio, antistante l'edificio della "linea storica della Metropolitana di Napoli" agganciata a destra e a sinistra in linea retta con altri due piccoli scali ferroviari ed il sottopasso della Circumflegrea al centro del piazzale.
L'urbanizzazione popolare di Fuorigrotta.

Il quartiere finirà per accogliere i primi interventi di case economiche del regime, i rioni Duca D’Aosta e Miraglia, tutti dalla disposizione a corte, con piccoli alloggi senza balcone e con un insieme di decorazioni storicistiche chiaro segno di collocazione futuristica del quartiere nelle nuova trama urbana. Le Case popolari di via Consalvo sono datate 1947 e sono del Genio Civile, opera di Luigi Cosenza, medesimo autore anche del Rione popolare del Viale Augusto.

  • Con lieve deviazione il viale Augusto procede verso nord giunto a rettifilo sul piazzale antistante lo Stadio San Paolo in un percorso più monumentale, cinquanta metri di larghezza per un doppio senso si marcia. E di lì in prosecuzione all'edifico della NATO un tempo il Collegio Costanzo Ciano. Ed infine il viale Giulio Cesare che spunta dalla galleria Laziale a collegarsi con la strada provinciale Flegrea invertendosi a quel punto su un secondo centro anch'esso collocato sull'asse principale. Due sistemi di giaciture ortogonali ruotati tra loro di 45° consentono alle stratificazioni di collina di affacciarsi sulla baia di Pozzuoli appena solcata dai limiti del quartiere sul confine di Quarto e nell'area preclusa ai residenti fino al 1999 dalla colossale struttura siderurgica dell'ILVA. Dal progetto Daspuro-Comencini del 1910 si apprende che il piazzale Vincenzo Tecchio costituì l'elemento terminale di uno degli angoli di un quadrato ruotato, assialmente intersecato sul piazzale dando luogo non senza una certa animazione ad una seconda piazza centrale e nell'ordito della maglie ortogonali vennero a generarsi delle diagonali con funzioni poco particolari trattate come vuoti di reticolo. Un certo disordine edilizio crebbe per il sorgere di nuove fondazioni e progettazioni in materia di case popolari subito dopo il sisma del 1980, divenuta fino agli anni 90 del '900 campo di sperimentazione edilizia astrattamente ottimale colmando gli spazi lasciati vuoti dalle istruzioni del Piano del 1939 e soprattutto inficiato del significato che via a via ha quasi del tutto perduto di spina centrale attrezzata e che dallo sbocco della gallerie avrebbe dovuto accelerare processi di intensificazione edilizia nelle immediate terre delle prime periferie occidentali.



Spazio note

(1) [Liberamente estratto da: La Mostra d'Oltremare e Fuorigrotta di Uberto Siola Collana diretta da Giancarlo Alisio Electa Napoli 1990, da pagina 37 a 45; BNN SEZ. NAP VII B 225; e da: Posillipo, Fuorigrotta e Bagnoli. Progetti urbanistici per la Napoli del mito. 1860-1935, di Fabio Mangone e Gemma Belli per la Biblioteca Artistica Napoletana, Arti Grafiche Solimene a Napoli ottobre 2011, alla pagina 58, BNN VII B 79] Altre info in: Italo Ferraro, Architettura scuola città Scritti 1973-1983 clean edizioni Napoli 1984 BNN distribuzione A9878 Ultimo capoverso pagina 103 
(2) Il *Restauro a Napoli negli anni dell'Alto Commissariato (1925-1936) : architettura, urbanistica, archeologia / Luigi Veronese. - Napoli : Fredericiana editrice universitaria, 2012. - XX, 343 p. : ill. ; 24 cm. ((Bibliografia: P. 329-337 Codice SBN BVE0573767 ISBN 9788883381232 BNN 2012 b 1027 pp. 62 65 Altri contributi da: Cesare De Seta, La cultura architettonica in Italia tra le due guerre, Laterza, Roma-Bari 1972; AA.VV. Napoli: Urbanistica ed Architettura del Ventennio, ed. Il Cerchio, Napoli 1982, Claudio Varagnoli, L’Architettura italiana del periodo fascista, dalla conoscenza al restauro, in "Lo Spazio, mostre in biblioteca" a cura di Ciro Robotti. Di Rico, San Salvo 1994
(3) Piazza Borse e Piazza Nicola Amore di Giancarlo Alisio in: Aspetti della Cultura architettonica dell'800 a Napoli. Il risanamento e l'ampliamento della città in Rivista di Architettura, Cronache e Storia, numero 255, 948137 rivista mensile direttore Bruno Zevi Anno XXII n° 9 gennaio 1977 BNN SEZ NAP MISC. VI C 3/13 I quartieri bassi di Napoli dietro il risanamento progetto di Ludovico Fusco, F. Domenico Moccia, Salvatore Polito Litografie artistiche napoletane presso la L.N.n di Napoli febbraio 1984 BNN SEZ NAP MISC. C VII 3/33
(4) Napoli guida e dintorni. Itinerari di architettura moderna a cura di Sergio Stenti con Vito Cappiello Napoli 2010 Clean Edizioni BNN SEZ NAP VII C 262
(4bis) Pasquale Belfiore e Benedetto Gravagnuolo Stazione della Cumana a piazzale Tecchio. 1939-1940 scheda 83 a pagina 207-208 di Napoli. Architettura e urbanistica del Novecento premmessa di Mario De Cunzo, prefazione di Renato De Fusco Editori La Terza maggio 1994 BNN S C ARTE B 495/ter