Rione Fontanelle

E' uno dei quartieri di Napoli1 (1bis), assestato da quattro angoli a quote molto differenti tra loro e da linee di confine irregolari ad andamento variabile, con ognuno alle spalle vasti giardini, che seppur sfuggiti ad interventi speculativi versano in stato di abbandono.

Lo chiamano comunemente il rione Fontanelle, in napoletano ”dint e funtanell” ma esso è per l'esattezza l'estensione del comparto urbano di Santa Maria della Vita.

E' il quartiere napoletano che spartisce diversi sistemi urbani, mentre il monastero della Vita, che gli ha il dato il nome, nato come convento, poi destinato ad ospedale ed infine a centro sociale, appoggiato alla collina con un piccolo blocco sulla sinistra del terreno ed un ampio giardino alla sua destra e che la Cantone dice circondato di un sistema urbano ben adattato, occupa uno spazio sotto il masso tufaceo della masseria dei Ramirez.

Questa poi la si raggiunge con appena un sentiero poco più che sterrato, assolvendo a semplice ruolo di passaggio di due diverse direzioni che confluiscono nell'impatto con la discesa delle Fontanelle.


Installato tra le moderne costruzioni di riempimento di caratura modesta.

La zona fu bonificata nel secondo dopoguerra in luogo di masserie ottocentesche fabbricate sotto il monte e di quelle riordinate secondo gli schemi del Risanamento napoletano del 1975.

  • Il Risanamento medesimo fu operato sulla distesa sacra a San Gennaro dei Poveri tra gli ipogei greci e le ultime catacombe, segno superficiale di una vita nel circuito del sottosuolo di Napoli. Il quartiere della Vita è visibile nella carta Lafrery del 1566 dov'è pienamente descritta tra la strada del Rione Sanità, che, lasciata la chiesa del Monacone, al di là del ponte Maddalena Cerasuolo, conclude l'itinerario di Porta San Gennaro e si dirige sul fondo valle sotto Materdei aprendo la via alla Valle delle Fontanelle restando comunque lotto di fondazione divisa tra le proprietà dei Fonseca a Sud e quelle dei Suardo a nord. Questo quartiere è diviso in due da una via gradinata nel versante della Sanità col nome di vico Cangi nella parte alta e Gradini della Vita nella parte bassa. Ben compreso entro i limiti fondati da nord con la ”sagliuta d'o'scurillo” appartenuto al monastero di San Festo, concesso nel 1499 a Giovan Battista Cicicniello ”per soli quattro moggia”, ma che costui riesce a portare a più di 70 moggia di edificazioni extraterritoriali rispetto all'area inizialmente censuata. Nella sua carta del 1629, Baratta per consentire un altrimenti impossibile completa visione di tutto il rione Vita accorpa tutto insieme indistintamente compresa la salita San Raffaele a Santa Teresa che rispetto al fondo valle della Sanità aumenta il suo livello dal mare di altri 30 metri ed offre la copertura totale su tutto quel che è il rione e che oggi mantiene, individuando anche sulla stessa mappa l'isolato del palazzo dei Medici e l'attuale piazzetta di San Gennaro dei Cavalcanti, collegato al vico Medici che lo aggancia alle Cave delle Fontanelle.

La stessa corrispondenza topografica la ottiene Dider Barra nel 1647.

Con la sola differenza che costui riesce anche a rappresentare il complesso monastico di Sant'Agostino degli Scalzi al di fuori del lotto di fabbricazione del monastero di Santa Margheritella a Fonseca.

  • Così come riportato nella Platea del Territorio di Fonseca nello stesso territorio poi sottoposto al censo di San Festo durante tutto il XIV secolo, preziosissimo documento custodito al fondo Monasteri Soppressi, Archivio di Stato di Napoli presso i Santi Severino e Sossio a piazzetta Grande Archivio, nel disegno del Gallarano, una splendida copia del tavolario di Francesco Venosa, delineato isola per isola già nel lontanissimo 1660, si vede e si nota chiaramente compresa nella veduta medesima la Calata delle Fontanelle, l'imbrecciata alla Sanità, il vico delle Calce3; ed una più ampia urbanizzazione del territorio coevo al territorio del Limpiano compreso tra il Borgo dell'Avvocata a piazza Dante, l'insula dello Spirito Santo tra il quartiere spagnolo di Montecalvario e l'area detta del Biancomangiare sotto le fondazioni di Santa Chiara a Spaccanapoli. Ed è a proposito della masseria dei Ramirez tutt'oggi isolata come da sempre in un vasto appezzamento di terreno in un paesaggio decontestualizzato dalla città densa, con qualche maggior accento al carattere selvaggio dovuto alla presenza massiccia del tufo. Questo insieme, scrive Italo Ferraro, di paesaggio, strutture, terre, monasteri e case, nei pressi delle fitte abitazioni al vico dei Lammatari e nella scacchiera di Santa Maria Antesaecula, si presenta come paesaggio morbido tra spazio occupato e libero, in una vastità ampia che mantiene una certa formalità garantita dal rapporto favorevole tra spazi edificati e spazi ancora da edificare.


Spazio note

(1) Liberamente estratto da: [5]: *Stella, Vergini, Sanità / Italo Ferraro. - Napoli : Oikos, [2007]. - CIV, 551 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 9788890147807
(1bis) E' stata segnalata in questa e nella zona del cimitero la specie comunissima della Parietaria judaica L. [P. diffusa Mert. et koch] - H scap - SE-Medit. (-Euri.) - Tra i mattoni dei muri, tazze degli alberi, incolti - CC Segnalaz. preced.: da pertutto, e della Fumaria capreolata L. subsp. capreolata - T scd - Euri-Medit. - Tra l'altro di questa specie altri esemplari in luoghi erbosi, incolti, fessure dei muri in tufo - C Segnalaz. preced.: ne’ campi coltivati (Ten., 1811-1838, sub F. capreolata); in arvis frequens (Ten., 1831, sub F.capreolata); Fontanelle, e da per tutto (Pasq. et Av., 1841, sub F. capreolata); Parco di Capodimonte (VLV. et al., 1996).dell'Asplenium trichomanes L. - H ros - Cosmop. - Rupi, muri e suoli umidi - R Segnalaz. preced.: Valle delle Pozzelle, Valle delle Fontanelle (Ten., 1811-1838, sub A. trichomanes var. B foliolis incisis; 1823a); in vallibus praecipue prope Neapolim ad muros, et macerias (Ten., 1831, sub A. trichomanes var. B foliis incisis Tourn.); da per tutto dove son luoghi rocciosi e macerie (Pasq., 1892); Parco di Capodimonte (VLV. et al., 1996). (Ten., 1823a, sub Grammitis leptophylla Swartz.) “Sylloge plantarum vascularium Florae Napolitanae” (1831) e delle relative appendici (“Ad Florae Neapolitanae plantarum vascularium Syllogem Appendix tertia” (1833a); “Ad Florae Neapolitanae Syllogem, Appendix quarta” (1835); “Ad Florae Neapolitanae Syllogem Appendix quinta” Liberamente estratto da: La flora di Napoli: i quartieri della città ANTONINO DE NATALE, VINCENZO LA VALVA Dipartimento di Biologia Vegetale Università degli Studi di Napoli “Federico II” via Foria, 223 – 80139 Napoli. Dipartimento di Scienze Ambientali. Seconda Università degli Studi di Napoli via Arena, 22 – Centro Direzionale S. Benedetto, I – 81100 Caserta Lavoro eseguito con i fondi MURST 60%, 1996. Contributi: Renato Agostini del 1959, della “Seconda aggiunta alla Flora dei Campi Flegrei” di Nicola Terracciano (1921) e del contributo “Contribution aux études des biocenoses subtidales” di Helena Gamulin-Brida, Giuseppe Giaccone e Stjepko Golubic´ (1967).
(2) [A.S.N., D. Gallarano Platea del Territorio di Fonseca, 1718, Monasteri Soppressi, vol. 2819]