Via Arcangelo Ghisleri Napoli

È una strada a doppia carreggiata e a scorrimento veloce per entrambe i sensi di marcia che gira attorno ad un complesso di strutture architettoniche ad altissima tensione abitativa, essenzialmente divise in edilizia sovvenzionata, agevolata e convenzionata1(2).
Posta al margine della città storica e con una condizione di manifesta offerta occupazionale di alloggi pubblici perennemente attiva.

Serve il circondario delle Vele di Scampia, zona interna di Secondigliano, area settentrionale di Napoli3 ed è dedicata ad Arcangelo Ghisleri uomo politico d'Italia.

Inizia dall'alto del viale della Resistenza con emiciclo ingresso-uscita accompagnata dal piazzale occupato dalla modernissima chiesa di Santa Maria della Speranza, che ne apre e chiude il passo con annesso il campanile d'avanguardistica architettura che spunta dal massiccio corpo di fabbrica. Prosegue lungo la fascia perimetrale più esterna al parco pubblico di Scampia che circonda parzialmente ed in definitiva, resta una delle più importanti vie di comunicazioni circoscritta al sistema case popolari in Campania, amarchio IACP, 2004 in poi, in itinere riconosciute con la sigla ATER, ovvero, Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale.


I casermoni di cui si parla ne caratterizzano l'aspetto nel suo complesso.

Sono presenti ai margini destra e sinistra del viale che supera centralmente anche la ben più famosa area popolare nota col termine: Oasi del Buon Pastore. 

  • Normalmente questa strada raggiunge anche dall'innesto di via Ettore Ciccotti sopraggiunta a sua volta dal più vicino rione Don Guanella. Nonostante le note condizioni di svantaggio in cui è calata la popolazione residente per le problematiche sociali relative all'ampia spianata di Scampia, l'unità territoriale minima di via Arcangelo Ghisleri non può non dirsi tanto vasta quanto complessa da soddisfare pienamente l'espressione ”parco residenziale pubblico”, in quanto su di essa si realizza effettivamente la multiforme materia edilizia così come progettata dall'architettura di scuola milanese, che, a sua volta, riepiloga i contenuti di innegabile successo per il mercato urbanistico locale della sua epoca, così come anche i lavori pubblici, le politiche pubbliche sulla casa per quanto concerne i suoi primi abitanti, i prezzi di affitto assolutamente vantaggiosi rispetto ai canoni del mercato comune che a questi ultimi furono offerti ed infine l'assegnazione degli alloggi in proprietà agli aventi diritto. Pur sempre è da far notare che la consistenza immobiliare che percorre il ciglio laterale di destra e di sinistra del lungo viale Arcangelo Ghisleri ha suggerito agli studiosi accomandati dalla Corte dei Conti di ripartire giustamente ed equamente, ai fini di un'ottima rilevazione dati, le competenze dei vari soggetti che ne furono coinvolti a suo tempo, tenendo sempre in mente la giusta nozione giuridica del termine ”urbanistica”, come di quella particolare branca della scienza sociale che dovrebbe ricomprendere in sé il coordinamento centrale delle varie destinazioni del territorio assediato col proposito di offrire un motivo di miglior convivenza.

È dedicata ad Arcangelo Ghisleri, uomo politico della storia d'Italia.

Principalmente un geografo, un aderente del Partito Repubblicano Italiano con grandi doti ereditate da un'anima fondamentalmente socialista.

  • Visse nel cremonese in Lombardia dalla nascita fino alla giovinezza e poi a Bergamo dove morì nel 1938. Fece tutto da solo nella sua vita ogni cosa l'ottenne con le sole sue forze, strinse sincera amicizia con Filippo Turati e Giosuè Carducci, per i quali, è ricordato non senza una nota di languore, il cosiddetto: sodalizio lombardo. Fondò a soli venti anni l'associazione di libero pensiero dedicata alla figura di Giordano Bruno, e alla quale, per onore del merito vi parteciparono intellettuali del rango del Lombroso, Rapisardi ed Ardigò. Figlio di contadini, riuscito nell'impresa di diplomarsi, all'allora liceo da ragioniere, andò per qualche tempo a lavorare come contabile presso un ufficio. Mentre invece del locale istituto tecnico ne divenne presto un insegnante per meriti, in quanto, l'ufficio della presidenza di quell'istituto ne colse le peculiarità didattiche. Il nuovo lavoro non solo ne suggellava la vocazione da maestro di questo signore, e non solo lo riscattò dalla vita da precario alla quale era stato assegnato per avversità della sorte economica, ma addirittura gli favorì un altro incarico ancora più soddisfacente: il ruolo di insegnante presso un istituto di Stato. Trovò comunque modo di continuare a guadagnarsi da vivere oltre che del poco stipendio che gli veniva dalla cattedra assegnatagli anche dalle lezioni private. Fu pertanto un autodidatta assai impegnato e l'amicizia con Filippo Turati gli procurò agevoli consensi per fondare la rivista: Il Preludio sulla quale, vennero ospitati per molto tempo gli scritti del Siciliani, G. Rosa e Giosuè Carducci. Non molto tempo più tardi la rivista Il Preludio chiuse per mancanza di fondi necessari per poterla fecondare di ulteriori opere ed in suo luogo diresse fino a febbraio del 1882 Bergamo Nuova ed il settimanale di varietà La Nuova Farfalla. Mentre invece, nell'agosto di quello stesso anno per interessamento di Matteo Renato Imbriani e Bovio si trasferì nel napoletano collaborando alla rivista Pro Patria. Presero parte a questa rivista anche le firme celebri di Salvatore di Giacomo e Guglielmo Oberdan, ma per la sua natura di quotidiano irredentista, fu molte volte sequestrato, poi riaperto ma alla fine impedito per sempre di pubblicare fino al febbraio del 1883. In effetti la storia ricorda che il Ghisleri non tollerò il clima di esasperante arretratezza intellettuale che trovò in quel di Matera dove andò ad insegnare appena chiusa la redazione napoletana e per questo motivo se ne ritornò al nord, a Savona per la precisione, ad insegnare filosofia in un liceo della Regione e ricaricato nuovamente di spirito patriottico fondò una nuova rivista che chiamo, Cuore e critica, redatta col proposito di educare il lettore medio della nuova coscienza civile in vista dell'evento unitario d'Italia e del suo nuovo socialismo. A quest'altra importantissima rivista d'autore presero parte i nomi comunemente conosciuti già in analoghe esperienze pregresse, Rosa, Bissolati, Prampolini, Praga, Turati come redattore capo, Colajanni, Rapisardi, ma anche questa volta la firma del patriota cuneese Duccio Galimberti, cui, la municipalità di Scampia non ha mancato di rendergli l'onore di intitolare al suo nome una delle strade parallele alle Vele. Fu una rosa di nomi eccellenti per la giovanissima Italia alla quale mancò solo la pedagogia giusta per costruire la coscienza civile, e a proposito della quale, conversero tutti gli sforzi del Ghisleri, che a testimonianza della loro preziosità, ricordiamo esser sempre stato un autodidatta. Galimberti quindi si trasferì a Bergamo portando con sé solo la grande eredità intellettuale maturata a Savona, e nella redazione lasciata dal Ghisleri, Turati che ne assunse la direzione cambiò nome in Critica Sociale. Mentre il Ghisleri piantatosi in quel di Bergamo si dedicò alla cartografia d'Italia, mortificato com'era d'aver appresso già quand'era a Matera che, gli studenti d'Italia imparavano a conoscere il loro Paese attraverso gli atlanti d'Europa, scritti, disegnati e pubblicati dalle case editoriali straniere, con tutte le dovute eccezioni sugli errori che se ne commettevano per forza di cose ed oltretutto perchè un atlante straniero in una classe di studio come strumento della didattica e di ricerca non potè certo dirsi livello di sviluppo ideale per la formazione scolastica. Con quest'altro nuovo progetto del Ghisleri e cioè dotare lo studentato d'Italia di un nuovo atlante geo-cartografico del proprio Paese, tutto interamente italiano, forte dell'esperienza giusta accumulata in anni di redazione, se ne interessò lo stabilimento dei fratelli Cattaneo di Bergamo, che, grazie proprio a questo nuovo prodotto, divenne l'Istituto italiano d'arti grafiche. Il nuovo atlante geografico d'Italia firmato Arcangelo Ghisleri fu come ovvio un successo editoriale di nuove dimensioni e per essersi presentato anche come un prodotto altamente innovativo per la concezione dello spazio geografico non si scontarono all'opera le riserve di un gruppo di intellettuali dell'epoca, che, accusarono il Ghisleri di diffondere il concetto della mappatura geografica d'Italia con la tipica ingenuità di coloro che non hanno studiato proprio questa materia, quindi, offrendo un lavoro superficiale, in cui si notava una certa commistione tra la mappatura stessa del territorio e la storia dei popoli, delle sue regioni, le tradizioni, i commerci; sembrò insomma all'inizio inutile accostare pezzi di storia alla sola geo-cartografia d'Italia. Ma questo accostamento fu proprio voluto dal Ghisleri nel tentativo di perseguire un metodo nuovo da applicare alla ricerca ed all'insegnamento di questa materia. Ed anzi per propagandare questo suo stesso nuovo metodo alle sue carte geografiche associò anche la rivista Geografia per tutti. Al progetto nonostante le critiche e le riserve degli intellettuali parteciparono importanti nomi della scienza geografica tra i quali, il professore udinese, Giovanni Marinelli, aggiungendosi via a via astronomi, studiosi di natura ed esploratori, ricercatori geologi, ed anche economisti; ed infine, il Ghisleri con contributi economici offerti dalla Società Geografica Italiana e dall'allora Ministero della Pubblica Istruzione potè recarsi personalmente in America, all'Esposizione Geografica Internazionale di Chicago. La figura politica della persona di Arcangelo Ghisleri. Non fu soltanto il pioniere della cartografia italiana del Novecento, ma anche un fine intellettuale di scelte politiche variegate tra il repubblicanesimo ed il socialismo. Si dice del Ghisleri che lui e i suoi amici lombardi, primo tra tutti Filippo Turati, si votarono al socialismo perchè subirono il fascino del positivismo filosofico ed anche perchè le loro scelte di vita non ammisero nulla del marxismo. Più in particolare e soprattutto per il Ghisleri, il socialismo ed il repubblicanesimo furono visti entrambi come un'opportunità politica di poter dare vita e respiro a quello che gli storici chiamano, prova di democrazia radicale. Lo stesso Ghisleri in più occasioni ebbe a dire a parole sue che il sentimento socialista che lo pervadeva altro non era che un aspetto del primitivo repubblicanesimo solo più evoluto, aspetto quest'ultimo a cui il Ghisleri volle dar fondamento applicandosi agli studi e alle analisi. Tuttavia, proprio alla classe socialista dell'Italia di quell'epoca il Ghisleri ebbe a rimproverare molto del loro improvviso ed insano distaccamento dalle origini risorgimentali.


Spazio note

(1)Massimamente estratto dalle notizie reportate nel merito delle attività di controllo a rete della Corte dei Conti, delibera del 2004 e del 2005, con report consegnato a Luglio del 2006, svolta su tutto il territorio italiano nel periodo considerato, in collaborazione con le sezioni di controllo della Corte dei Conti ed i vari istituti autonomi per le case popolari compreso il centro risorse della Romeo Gestioni S.p.A.. Sezione regionale di controllo per la Campania. L’edilizia residenziale pubblica in Campania (nel quadro di un’ indagine comparativa nazionale svolta dalla sezione delle autonomie). Coordinamento dell’indagine cons. Raffaele Del Grosso; il magistrato relatore cons. Corradino Corrado; collaboratori nella fase istruttoria e di predisposizione bozze di relazione, dr. Angelo Borrelli, dr.ssa Beatrice Montecuollo, e quest'ultima è stata anche collaboratrice all'analisi economico-finanziaria. Altro materiale dal documento della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Napoli ACEN - Associazione Costruttori Edili della Provincia di Napoli.
(2) L'interesse per questo aspetto cioè l'altissima tensione abitativa considerò opportuno il governo italiano degli anni Ottanta del Novecento di provvedere a misure finanziare che ne favorirono una certa qualità di vita, raccolte e normate dalla legge 118 del 5 aprile 1985. Mentre la 119 del 1 novembre di quello stesso anno impartì norme utili ad incentivare proprio questo tipo di edilizia abitativa.
(3) L'impianto normativo del sistema edilizio di via Ghisleri a Napoli, i criteri di reperimento e relativa ripartizione delle risorse e gli strumenti di finanza innovativa associata alla storia dei complessi residenziali su questo comparto furono attentamente studiati dalle sezioni regionali della Romeo Gestioni S.p.A., in nome della Corte dei Conti che ne rende pubblici i risultati con un atto istituzionale datato 2014 anche se i dati raccolti sono contestualmente fermi al periodo 1998-2003. Ovvero quel periodo caratterizzato dalla cessazione quasi totale nonché definitiva dei flussi di finanziamento dello Stato italiano al sistema ERP altrimenti conferito alle Regioni e agli Enti locali preposti. "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 1998 - Supplemento Ordinario n. 77 (Rettifica G.U. n. 116 del 21 maggio 1997). Vai sul sito.